dove lavoriamo
Europa: ancora una volta nessun accordo tra i leader UE
Roma, 22 luglio 2015 -- Mentre nel Mediterraneo migliaia di migranti tentano di raggiungere la salvezza in Europa, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) osserva con disappunto il mancato accordo riguardo al reinsediamento di 40.000 rifugiati e richiedenti asilo cui sono giunti questa settimana nel Lussemburgo, in sede di Consiglio europeo, i leader dell'UE.
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Libano: i bambini rifugiati contano sulla scuola
Beirut, 16 luglio 2015 -- Centinaia di migliaia di bambini rifugiati siriani in Libano non vanno a scuola. Alcuni devono lavorare per contribuire alle spese familiari. Altri non possono andare a scuola a causa dei costi del trasporto, di difficoltà nell'iscrizione o per la discriminazione.
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Thailandia: aiutare chi è sopravvissuto alla violenza sessuale
Bangkok, 15 luglio 2015 -- Nel contesto del suo Progetto per i rifugiati urbani a Bangkok, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) offre sessioni di counselling di gruppo per donne pakistane, somale e ragazzine non accompagnate. Le donne rifugiate sono quasi tutte sopravvissute alla violenza sessuale e, trovandosi in circostanze vulnerabili, rischiano il reiterarsi dell'esperienza.
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Italia: Ero straniero e mi avete invitato a entrare
Roma, 9 Luglio 2015 -- Mark* non sapeva che nel settembre 2013 Papa Francesco aveva sollecitato le congregazioni religiose ad aprire i propri conventi vuoti per accogliere rifugiati. Anche se avesse avuto quella notizia, con ogni probabilità non vi avrebbe prestato a lungo attenzione. In quel periodo il 27enne Mark era impegnato a condurre la sua vita a Nairobi. 
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Giordania e Libano: rifugiati siriani subiscono tagli alimentari
Amman, Giordania, 9 luglio 2015 -- Tagli ai programmi di aiuti alimentari nel Medio Oriente potrebbero costringere i rifugiati siriani nella zona a "scelte drammatiche", dice Peter Balleis SJ, direttore internazionale del JRS.
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Kenya: non mancare di provare
Nairobi, 6 luglio 2015 – Pierre, 23 anni, impartisce quotidianamente presso la scuola da lui costituita, i primi rudimenti di informatica a oltre 25 membri della comunità locale. A fine corso, agli studenti verrà riconosciuto un diploma. Gli studenti sono per lo più persone già inserite nel mondo del lavoro; alcuni invece hanno appena terminato la scuola secondaria e devono saper usare il computer per poter accedere all'università. "Io sono stato aiutato ad arrivare dove sono ora, così provo piacere a trasmettere ad altri quello che io stesso ho imparato. Credo in questa comunità, e l'aiuto a conquistare dignità", dichiara.
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Ciad: rifugiati del Darfur trovano speranza nell'istruzione
Washington, DC, 29 giugno 2015 – Nel campo rifugiati di Djabal, ai margini della cittadina di Goz Beida, nel Ciad orientale, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati sta ampliando la collaborazione con il Jesuit Commons Higher Education at the Margins (JC:HEM), e ha avviato un nuovo programma che si concluderà con un diploma online di livello universitario.
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Stati Uniti: difficoltà di natura legale per i migranti centroamericani
Washington, DC, 22 giugno 2015 – In coincidenza con il 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati - Stati Uniti di concerto con 13 facoltà gesuite di Giurisprudenza annuncia la pubblicazione del rapporto intitolato A Fair Chance for Due Process: Challenges in Legal Protection for Central American Asylum Seekers and Other Vulnerable Migrants/Un sicuro ed equo svolgimento delle pratiche: difficoltà nell'accordare protezione legale ai richiedenti asilo e altri migranti provenienti dall'America Centrale. Il rapporto pone in evidenza l'impegno esperito dalle facoltà gesuite di giurisprudenza nell'assicurare assistenza legale ai richiedenti asilo e migranti provenienti dall'America Centrale, nonché le molteplici difficoltà che si frappongono all'adempimento di questo impegno.
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Kenya e Italia: scegliamo la speranza
Roma, 20 giugno 2015 – "Quando manifestava contro la Guerra in Vietnam, Martin Luther King Jr diceva: 'C'è un momento in cui il silenzio diventa tradimento,'" scrive il rifugiato keniota Antony Mutai. "Quel momento, rispetto alla crisi dei rifugiati, è arrivato. È arrivato il momento per tutti noi non solo di prendere la parola, ma di agire: 'Avanti, non indietro.'"
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Sudafrica: accendere una luce nell'oscurità della xenofobia
Johannesburg, 19 giugno 2015 – Se non fosse per ignoranza, la casa e l'attività di Qamar e Ali ci sarebbero ancora. Ignorare quello che questi due uomini – e altri che cercano riparo in Sudafrica – hanno passato ha fatto sì che i loro negozi venissero saccheggiati, depredati. È questa ignoranza che spegne in noi l'empatia e consente il perdurare di certe credenze sui migranti.
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