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Europa: si è persa l'occasione di dare priorità al salvataggio di vite umane
Roma, Bruxelles, 24 aprile 2015 – L'Unione Europea ancora una volta non ha messo al primo posto la necessità di salvare la vita a persone in fuga da guerre e persecuzioni. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati spera sinceramente che la decisione di aumentare le risorse per Frontex, presa ieri sera dal Consiglio d'Europa, porti a un miglioramento nelle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti forzati che attraversano il Mediterraneo. Tuttavia il JRS teme le conseguenze del pacchetto di misure finalizzate a impedire ai migranti forzati l'accesso alla protezione che cercano così disperatamente.
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Europa: salvare vite, ora! Basta morti nel Mediterraneo
Bruxelles, Roma, 21 aprile 2015 – Mentre il bilancio delle morti nel Mediterraneo raggiunge dimensioni senza precedenti, la priorità dell'Europa deve essere l'implementazione di un'operazione di ricerca e soccorso in mare su larga scala. Salvare le vite umane deve essere la prima cosa. L'Europa dovrebbe seguire l'esempio dell'Italia. È il momento di adottare misure straordinarie.
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Sudafrica: dire no alla xenofobia
Johannesburg, 20 aprile 2014 – Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) condanna con forza gli attacchi in corso e il timore di rappresaglie nella provincia KwaZulu-Natal, a Johannesburg e in altre zone del paese. Le razzie nei negozi e gli attacchi diretti delle ultime due settimane hanno provocato la morte di cinque persone e costretto allo sfollamento quasi 2.500 tra maliani, zimbabwani, mozambicani burundesi, e persone di altre nazionalità. In un paese di 50 milioni di persone caratterizzato da elevati tassi di disoccupazione, chi ricorre alla violenza accusa i cinque milioni di immigrati di sottrarre posti di lavoro ai sudafricani.
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Malta: facili prede
Valletta, 17 aprile 2015 – I racconti dei richiedenti asilo intervistati dal JRS sulle loro traversie in Libia erano tutti incredibilmente simili. Il quadro che ne è emerso, è quello di persone che si sentivano straniere e a rischio ovunque andassero, anche a casa. Avevano continuamento paura che i civili libici li denunciassero e che le forze armate o le milizie li avrebbero arrestati e incarcerati perché non in possesso dei documenti necessari a risiedere nel paese. Una serie di amare esperienze ha insegnato loro a non fidarsi di nessuno, che si tratti di un padrone di casa, un negoziante o un tassista… In Libia, si vedono – a buon diritto – totalmente privi di diritti, e quindi sempre esposti a sfruttamento e abusi, senza avere nessuno a cui rivolgersi o a cui chiedere aiuto.
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Malta: non si respingano i migranti in Libia
Valletta, 10 aprile 2015 – Il 9 luglio 2013, i media hanno appreso che il governo aveva in progetto di respingere in Libia un gruppo di richiedenti asilo con un volo straordinario della compagnia Air Malta.
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Pregare con i rifugiati in Sud Sudan: Dio non delude chi confida in Lui
Yambio, 1 aprile 2015 – Per oltre trent'anni il Sud Sudan è stato travolto da una successione di guerre. Generazioni intere sono nate in esilio e nei campi profughi. Chi è riuscito a sopravvivere ha dovuto affrontare condizioni di vita molto dure. Anche se una difficile pace sta raggiungendo alcune zone del Sud Sudan, la violenza che alimenta l'odio continua nell'est e nel nordest del Paese. Nessuno dovrebbe affrontare una simile ingiustizia.
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Spagna: legalizzate le violazioni dei diritti umani
Madrid, 31 marzo 2015 – La settimana scorsa, il parlamento spagnolo ha adottato una legge che consente il rientro immediato dei migranti nelle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla nel Nordafrica. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) e il Servicio Jesuita a Migrantes (SJM) Spagna temono che l'assenza di salvaguardie faciliterà il respingimento immediato di persone che hanno bisogno di protezione. Il JRS chiede alla Commissione europea di investigare appieno le implicazioni legali per i diritti umani della nuova legislazione.
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Siria: che questo quarto anniversario di guerra sia l'ultimo
Beirut, 20 marzo 2015 – Siamo entrati nel nuovo anno con tutta la
speranza che eravamo riusciti a raccogliere dentro e fuori di noi,
prendendola dalle nostre famiglie, dalla comunità, addirittura dai
nostri nemici. L'abbiamo messa tutta insieme e condivisa tra noi a
piccole dosi, appena sufficienti per andare avanti. Abbiamo pregato e
sognato che tutto ciò sarebbe stato l'inizio della fine dell'orrore; che
nel 2015 saremmo riusciti a gettarci alle spalle gli ultimi quattro
anni, e dimenticare tutto il sangue versato – i padri persi e le madri
in lutto, i bambini affranti, le città distrutte e le aspirazioni
svanite.
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Pregare con i rifugiati in Medio Oriente: fede in azione
Beirut, 9 marzo 2015 – In un'epoca di crescente estremismo, la gente si allontana. Quando si è logorati dalla guerra e soggiogati dalla paura, è difficile conservare la speranza. Lo spettro della violenza e del terrore ha fatto breccia nelle nostre case; dobbiamo fare un grande sforzo per non arrenderci alla disperazione.
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Africa: la violenza strutturale genera quella sessuale
Goma, Nairobi, 8 marzo 2015 – La violenza sessuale non provoca solo indicibili danni psicologici e fisici alle persone, ma distrugge il tessuto sociale delle società. Sebbene la protezione e il sostegno siano essenziali per chi sopravvive, l'eliminazione della violenza fondata sul genere e sull'appartenenza sessuale (SGBV) richiede si adotti un approccio sistematico che dia spazio alle comunità perché possano lavorare insieme per cambiare norme e pratiche dannose; che i governi sostengano la realizzazione di strategie di prevenzione; e che siano rafforzate le sanzioni giudiziarie.
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