On Assignment
Welcome to On Assignment at Jesuit Refugee Service International Office. Here you can read in-depth accounts of the experiences of staff in the field as they reflect on the delivery of services and the accompaniment of refugees and other forcibly displaced persons.
Sur le terrain
Bienvenus à Sur le terrain, au Bureau international du Service Jésuite des Réfugiés. Ici, vous pourrez  lire des comptes rendus approfondis sur des expériences vécues par le personnel sur le terrain, qui reflètent la fourniture de services ainsi l'accompagnement de réfugiés et autres personnes déplacées de force.
Sobre el terreno
Bienvenido a Sobre el Terreno de la Oficina Internacional del Servicio Jesuita a Refugiados. Aquí encontrarás descripciones en profundidad de las experiencias del personal sobre el terreno a través de sus reflexiones sobre los servicios y el acompañamiento a refugiados y otras personas desplazadas por la fuerza.
Dal campo

Benvenuto nella sezione Dal campo dell'Ufficio Internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Qui trovi resoconti dettagliati delle esperienze dello staff nel lavoro sul campo, con riflessioni sui servizi offerti e sull’accompagnamento dei rifugiati e di altri migranti forzati.


Australia: negare identità ai richiedenti asilo non vuol dire sempre proteggere
25 maggio 2016
Sydney, 26 maggio 2016 – In Australia, quando si parla di gente che chiede asilo, spesso lo si fa senza tenere conto che si tratta di persone in carne e ossa, persone dalla vita disastrata. Chi le conosce da vicino, per proteggerle non fa nomi, né pubblica il loro volto. Ma negarne l'identità non vuol dire sempre proteggerle. Chi viene in Australia in cerca di protezione ed è trasferito in altri paesi per lo svolgimento della "pratica" viene tolto dalla vista della comunità australiana senza lasciare traccia, un aspetto che al giorno d'oggi non può non lasciare esterrefatti.
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Libia-Italia: la rotta alternativa, attraverso l'inferno
14 aprile 2016
Catania, 14 aprile 2016 – "Non tornerò più in Somalia, mai più". La ferma determinazione di Yasmin di non tornare nel suo paese di origine è più che giustificata. Diciannove anni, la ragazza se n'è andata per sfuggire alle sgradite avances di un membro del gruppo terrorista Al-Shabaab. Negarsi era impensabile. "Uno dell'Al-Shabaab voleva sposare una mia amica, ma il padre gliel'aveva negata. Sono stati tutti e due uccisi".
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Europa, la mia ultima possibilità
05 aprile 2016
Atene, 5 aprile 2016 – I rifugiati che affrontano un viaggio spaventoso come scelta di vita sulla morte, meritano encomio per il loro coraggio. L'ho capito in maniera chiarissima nel corso di queste ultime settimane, incontrandone così tanti lungo la rotta balcanica che percorrevano in cerca di asilo in Europa. In particolare ascoltando Qusai, cui è servita davvero una dose straordinaria di coraggio per riuscire nelle sue scelte rischiose compiute a dispetto della sua particolare vulnerabilità.
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Nel mondo: "Nessuno ci saluta" - la storia di quattro donne siriane
01 aprile 2016
Roma, 1 aprile 2016 – Mary, Miriam ed Edith sono tre sorelle siriane di Damasco. Sono in Italia da un anno e mezzo; la madre è arrivata sei mesi fa. Ora però vogliono tornare indietro, nonostante la pericolosità della situazione in Siria. "La vita è come un film", dice la madre. "Ora come ora, siamo bloccate, come se la nostra vita si fosse fermata. Ci restano soltanto i ricordi, è come guardare il film delle nostre vite".
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Europa: ascoltare le storie che ci sono dietro
16 marzo 2016
Lesbo, Grecia, 16 marzo 2016 – "Nessuno ascolta le storie che ci sono dietro". Con queste poche parole una giovane croata che lavora presso il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) riassume il problema più eclatante che connota la cosiddetta crisi migratoria che interessa l'Europa.
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Grecia: una speranza che non conosce confini
23 febbraio 2016
Lesbo (Grecia), 23 febbraio 2016 ¬– Ciò che più colpisce, è quel loro genuino sollievo, la speranza; più ancora del loro folle coraggio, dei rischi e delle privazioni del loro viaggio, delle terribili esperienze vissute. Mi viene da pensare che come poggiano piede sulle sponde dell'Europa, molti rifugiati siano convinti che la libertà sia finalmente lì, a portata di mano: libertà dalla paura, dalla repressione, dalla guerra, da una povertà devastante, dalla totale mancanza di prospettive indotta da qualcuno o da chiunque in qualche modo occupi una posizione dominante.
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Cambogia: migrazione composita, protezione per tutti
02 febbraio 2016
Siam Reap, Cambogia, 2 febbraio 2016 – "Credo fermamente che misericordia, carità e amore siano presupposti di giustizia", afferma suor Denise Coghlan RSM, direttrice del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) Cambogia.
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Iraq: storia di due donne
01 febbraio 2016
Erbil, Kurdistan iracheno, 1 febbraio 2016 – Nella sala per gli eventi del Centro di comunità del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) a Ozal, due donne, Fidá e Souad, siedono sorridenti mentre ascoltano con attenzione la lezione di una psicologa, tenuta nel contesto del corso di sensibilizzazione del JRS sulla gestione dello stress. Il corso è offerto a circa 40 donne che risiedono a Ozal, complesso abitativo nell'Iraq settentrionale, dove vivono all'incirca 1.700 famiglie sfollate.
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Libano: togliamo tutti i bambini dalla lista d'attesa
12 ottobre 2015
Jbeil, 12 ottobre 2015 – "I bambini [siriani] giocavano alla guerra. Era l'unica cosa che conoscevano," racconta Catherine Mora, una rifugiata siriana insegnante presso il centro del JRS a Jbeil. Eppure, in un anno, Catherine ha visto questi bambini cambiare del tutto. Dopo solo due semestri con il JRS, i bambini hanno imparato a prendersi cura di se stessi e l'uno dell'altro.
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Uganda: l'istruzione nella prima infanzia favorisce l'integrazione
08 giugno 2015
Kampala, 8 giugno 2015 – Nonostante l'istruzione rivesta nella prima infanzia grande importanza per lo sviluppo cognitivo, sociale ed emozionale, la povertà estrema e la discriminazione di fatto ostacolano il pieno sviluppo di milioni di bambini; e la cosa è tanto più vera per i bambini rifugiati. Quando però è accessibile, l'istruzione nella prima infanzia può fare meraviglie.
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Sudafrica: xenofobia – un crimine contro l'umanità
05 giugno 2015
Johannesburg, 5 giugno 2015 – La xenofobia si sta presentando ancora un volta nel nostro Paese. Il sensazionalismo dei media e il rifiuto delle autorità di riconoscere i fatti dipingono gli attacchi come atti di criminalità. È difficile sostenere questa tesi ma emerge una mezza verità: un attacco a stranieri in Sudafrica è un attacco ai sudafricani, tutti lo tollerano e questo è criminale.
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Francia: dentro il confine
05 giugno 2015
Parigi, 5 giugno 2015 – Verso mezzogiorno Reporter Senza Frontiere ci allertano che non hanno notizie di un giornalista siriano che avrebbe dovuto arrivare a Marsiglia. Chiamo la polizia e mi informa che il giornalista è trattenuto nell’area di attesa dell’aeroporto; non ha ancora varcato il confine. Vado a incontrarlo e scopro che è in procinto di essere mandato indietro la sera stessa.
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Europa: brucia più del fuoco – la morte dei migranti nel Mediterraneo
22 maggio 2015
Nairobi, 22 maggio 2015 – Le tragedie ricorrenti dei migranti che annegano nel Mar Mediterraneo ' evoca lo spettro inquietante del commercio di schiavi attraverso l'Atlantico', afferma il gesuita nigeriano Agbonkhianmeghe E. Orobator. Il disgusto con cui reagiamo al commercio di schiavi dovrebbe esserci suscitato anche da questa crisi dei tempi moderni e dovrebbe ispirare il nostro pensiero e le nostre azioni in risposta ad essa.
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Siria: volontari per le famiglie ad Aleppo
08 maggio 2015
Bruxelles, 8 maggio 2015 – Prima che in Siria scoppiasse il conflitto, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) gestiva una serie di piccoli progetti che assistevano i rifugiati iracheni residenti ad Aleppo, Damasco e Homs. I centri del JRS erano luoghi in cui si riunivano persone di etnie e fedi religiose diverse. Mentre le comunità siriane vivevano insieme in pace, molte altre percepivano tra loro un senso di distanza, una barriera invisibile. Quando nel 2011 in Siria sono scoppiate le violenze, questi centri del JRS hanno subito profonde trasformazioni.
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Africa Orientale: la protezione dei bambini resa più facile dai progetti del JRS
05 maggio 2015
Nairobi, 5 maggio 2015 – Ayaan* è la prima della classe. Figlia di rifugiati somali insediatisi a Nairobi, sogna di diventare chirurgo. Eppure, l'anno scorso è stata costretta a interrompere gli studi a causa di intimidazioni, vere e proprie minacce e persino percosse da parte di alcuni giovani della comunità cui appartiene.
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Africa: accompagnare i rifugiati nell'Eucaristia
03 dicembre 2014
Agulupi, Kakuma, Makhado, 3 dicembre 2014 – Basata sugli anni di lavoro pastorale svolto in Uganda, Sudafrica e Kenya, la riflessione di Gary Smith descrive in modo vibrante come la celebrazione dell'Eucaristia possa essere un atto di accompagnamento dei rifugiati cristiani. Celebrando la messa nei diversi contesti in cui vivono i rifugiati – con canti e danze, spettacoli teatrali e dialoghi – si rivela la Buona Novella del Vangelo, la fede si esprime e il popolo di Dio viene accompagnato. Al contempo, i membri cristiani del JRS trovano nell'Eucaristia l'accompagnamento di cui hanno bisogno per continuare a essere presenti e sostenere le comunità di rifugiati di cui si occupano.
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Sud Sudan: L'accompagnamento pastorale come segno della presenza di Dio
19 novembre 2014
Lobone, 19 novembre 2014 – La fede ha un ruolo centrale nell'esperienza dei rifugiati. Ignorare questa realtà equivarrebbe a ignorare l'enorme potenziale che la fede ha nell'aiutare i rifugiati a superare con forza le prove che devono affrontare, e a guardare oltre il presente verso un futuro di speranza. Rispettando il credo religioso di tutti i rifugiati, oltre a fornire tutta una serie di altri servizi, il JRS offre servizi pastorali ai rifugiati cattolici per rispondere alle loro necessità. RICHARD DWYER spiega come per numerosi rifugiati, la presenza di un religioso sia simbolo e segno tangibile della presenza di Dio.
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Etiopia: servire i rifugiati nel Corno d'Africa
13 novembre 2014
Dollo Ado, 7 novembre 2014 – L'agenzia delle NU per i rifugiati (UNHCR) ha rilevato che nel 2013 in Etiopia la "soggetti di competenza" è aumentata da 379.000 a 436.000 unità. Quasi tutti questi rifugiati vivono nei campi nella regione di Dollo Ado, un'area desertica vicina al confine sudorientale con la Somalia e il Kenya. La maggior parte di loro lotta per avere accesso ai campi, mettendo addirittura a rischio la vita. Eppure, migliorando il livello di vita e di istruzione, molto può essere fatto per offrire ai giovani rifugiati la speranza di un futuro migliore.
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Africa orientale: amici nel Signore
12 novembre 2014
Nariobi, 12 novembre 2014 – ATSU ANDRE AGBOGAN riflette concretamente sulla sua esperienza con i gruppi del JRS sul campo e, dal proprio punto di vista di responsabile delle risorse umane, sottolinea l'importanza dell'accompagnamento in seno ai gruppi del JRS, ed esorta tutti i componenti dell'organizzazione – membri dei gruppi e responsabili – a considerare l'accompagnamento come un processo di lavoro comune in cui ci si completa gli uni con gli altri, sforzandosi di trovare soluzioni ai problemi e offrirsi sostegno reciproco per realizzare la missione del JRS.
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Messico: la presenza e l'ascolto sono importanti
05 novembre 2014
Mexico, 5 novembre 2014 – Il nostro lavoro presso il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) necessita che nel servizio ai rifugiati si portino abilità, conoscenze e competenze professionali. Tuttavia, oltre al know-how tecnico e a una solida capacità di gestione, il JRS ha bisogno di persone che sappiano cosa vuol dire accompagnare gli altri e che mettano in pratica questo sapere. Come sottolinea nella sua riflessione Anne-Elisabeth de Vuyst, la presenza e l'ascolto sono importanti, l'accompagnamento è la "pietra angolare" del JRS. Prendendo esempio da Gesù in quanto compagno compassionevole dei poveri e degli emarginati, offre suggerimenti stimolanti su come migliorare l'accompagnamento, come ad esempio: imparare ad ascoltare, essere disponibili.
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Giordania: vivere all'ombra della crisi siriana
24 settembre 2014
Amman, 24 settembre 2014 – Dopo un viaggio senza fine attraverso strade costeggiate da officine piene di operai al lavoro, tra cui molti bambini e ragazzini, ecco apparire una piccola casa di mattoni, nascosta dietro le colline di Amman.
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Stati Uniti: contribuire alla riparazione del mondo
04 settembre 2014
Washington DC, 4 novembre 2014 – Compassione, speranza, giustizia, ospitalità … i valori fondanti dell'accompagnamento che offriamo ai rifugiati sono condivisi dalle diverse religioni del mondo. In questa riflessione, Shaina Aber attinge alla tradizione ebraica a cui appartiene per descrivere come l'elemento di accompagnamento della missione del JRS racchiuda molti dei valori spirituali che le appartengono profondamente.
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Stati Uniti: ospitalità gesuita?
28 agosto 2014
Boston, 28 agosto 2014 – James Keenan offre una riflessione teologica sull'ospitalità. Il tratto che è forse più distintivo del concetto gesuita di ospitalità è che è determinata non tanto da dove viviamo, ma piuttosto da cosa facciamo. Il JRS, come la Compagnia di Gesù, vive e lavora dove si trovano le persone in condizione di bisogno. Il nostro cammino nel JRS per accompagnare chi ha bisogno è in sé un atto di ospitalità. Siamo chiamati ad offrire una casa a chi "non trova un posto dove abitare in questo mondo".
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Africa Meridionale: una reciprocità che prende vita
21 agosto 2014
Johannesburg, 21 agosto 2014 – DAVID HOLDCROFT sostiene con convinzione il coinvolgimento significativo dei rifugiati nella pianificazione e monitoraggio dei progetti del JRS. Solo allora i nostri servizi rispondono realmente alle necessità e sono efficaci. Tuttavia, la sua premessa fondamentale è ancora più importante: David afferma che ha provato un rapporto autentico con i rifugiati quando non aveva nulla da offrire e non poteva aiutarli. Poteva solo accompagnarli, "chiedendo in silenzio scusa alla persona che sentivo di dover aiutare". Le conversazioni avute con i rifugiati gli hanno insegnato molto su quali siano le loro necessità. Istituendo così un legame importante tra l'accompagnamento e il servizio, David ha concluso che il JRS coglie il vero senso del servizio e il cuore della propria missione solo attraverso un accompagnamento autentico.
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Indonesia: un incontro sempre ricco di apprendimento reciproco
14 agosto 2014
Bogor, 14 agosto 2014 – "Per favore, non si dimentichi di noi". Ricordo ancora queste parole che un giovane detenuto mi ha rivolto nel 2009, al termine della mia prima visita a un centro di detenzione per immigrati in Indonesia.
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Repubblica Democratica del Congo: lontano dagli occhi, lontano dal cuore
07 agosto 2014
Masisi, 7 agosto 2014 – In questo racconto commovente, INÉS OLEAGA mostra come l’accompagnamento di persone sfollate con la forza possa essere un modo molto concreto per proteggerle e dimostrare loro che non sono state abbandonate del tutto, malgrado sembri il contrario. La presenza dei membri dell’équipe del JRS può prevenire le atrocità, poiché le reti di comunicazione del JRS fanno luce sugli abusi che si verificano e che altrimenti rimarrebbero nascosti agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.
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Stati Uniti: riflessioni dal confine meridionale
22 luglio 2014
El Paso, 22 luglio 2014 – Il direttore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, p. Peter Balleis SJ, si è recato in visita, nella città confinaria di El Paso (Texas), alla sede del Jesuit Refugee Service USA Detention Chaplaincy Programme, dove ha presentato una riflessione sull'esperienza maturata con il personale nonché con i migranti privi di documenti e i richiedenti asilo detenuti nel Centro per la definizione delle pratiche di riconoscimento di El Paso.
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Colombia: chiedo perdono a mio figlio
09 luglio 2014
Bogota, 9 luglio 2014 – "Quante volte ho chiesto perdono a mio figlio, quante volte ho pianto con lui... e quante altre da solo. Come mi sono sbagliato! Pensavo che imbracciando le armi avrei lasciato a mio figlio un Paese migliore. Ma adesso mi rendo conto che niente è cambiato. La stessa violenza e la stessa ingiustizia strutturale sono continuate durante tutti questi anni di conflitto armato. Così tanti morti, per cosa? E adesso sono qui in prigione, a causa dei crimini che ho commesso quando ero guerrigliero."
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Siria: possiamo ancora dare il nostro tempo alle persone
23 gennaio 2014
Damasco, 23 gennaio 2014 - Ho lavorato per il JRS a Damasco da quasi nove mesi come coordinatore delle visite a domicilio. Abbiamo sette team che visitano le famiglie ogni giorno e valutano i bisogni di ciascuna, così possiamo distinguere quali solo quelle nel maggiore bisogno, oppure se serve loro un'assistenza specifica – medica o di altro tipo.
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Croazia: un dono di amicizia che rimane
20 gennaio 2014
Zagreb, 20 gennaio 2014 – "Ho più di cinquant'anni, ma ora mi sento come orfano senza Padre Kušan". Stjepan Kušan è morto nell'aprile 2013, all'età di 69 anni, dopo 51 anni vissuti come gesuita. Questo messaggio è giunto da Milan, un croato che era legato a Stjepan. Milan era stato soldato nelle orribili guerre balcaniche degli anni Novanta.
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Regno Unito: politiche governative meno severe a carico degli immigrati detenuti
03 ottobre 2013
Londra, 3 ottobre 2013 – In occasione di un recente scambio di vedute con un collega tedesco ho appreso che nel Regno Unito è stato da poco affidato alle corti di giustizia il compito della vigilanza sulla detenzione dei richiedenti asilo, con una conseguente drastica riduzione numerica dei detenuti. Ciò è in netto contrasto con il fatto che tuttora nel Regno Unito funzionari governativi decretano la detenzione di richiedenti asilo senza alcuna indicazione in tal senso da parte delle autorità giudiziarie. Altrettanto grave è il particolare che, sempre nel Regno Unito, non è previsto un limite alla detenzione amministrativa, nonostante il potenziale impatto negativo di questa misura sulle condizioni di salute dei richiedenti asilo.
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Ciad: l'incontro di due mondi
12 agosto 2013
Goz Beida, 12 agosto 2013 - Sono arrivata a Goz Beida, nel Ciad orientale, nel settembre 2011 per coordinare un progetto del JRS di sostegno alle scuole primarie per i bambini sfollati. Ho percepito subito di essere in un paese musulmano. Le donne portano il velo, le conversazioni sono condite da Amdullah! (sia ringraziato Dio), Allebakhit! (Dio ti benedica), Inchallah! (se Dio vuole).
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Ginevra: la centralità della fede
24 maggio 2013
Ginevra, 20 maggio 2013 - Riconoscere che la fede gioca un ruolo cruciale nell'esperienza dei rifugiati è fondamentale per offrire protezione. Tutti erano d'accordo con questa verità durante il dialogo su fede e protezione organizzato a Ginevra dall'UNHCR nel dicembre 2012, che ha analizzato la centralità della fede per i rifugiati, i punti di forza e le sfide a cui vanno incontro le organizzazioni confessionali e le loro relazioni con gli altri attori umanitari. Tuttavia, l'UNHCR ha riconosciuto la necessità di aumentare la propria "conoscenza sulla fede" e ha annunciato azioni volte ad approfondire la propria comprensione di questi elementi.
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Tutto ciò che non è donato è perso
10 gennaio 2013
Chennai, 10 gennaio 2013 – Pierre Ceyrac SJ è morto lo scorso 30 maggio 2012 a Chennai all'età di 98 anni. Pierre ha prestato servizio con il JRS nei campi dei rifugiati cambogiani in Thailandia nei primi anni '80, proprio agli inizi della vita del JRS. Quando Pierre è morto, un ex operatore del JRS ha scritto: "finisce un'epoca di compassione senza confini".
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Colombia: tra la vita e la morte
27 dicembre 2012
Buenaventura, 27 dicembre 2012 – Primo giorno… 29 giugno 2008: una meravigliosa domenica pomeriggio. I bambini correvano da tutte le parti sul campetto di calcio e gli spazi comunitari del distretto di San Francisco a Buenaventura, Valle del Cauca. Uomini e donne si davano da fare preparando le attività per celebrare la vita come comunità, con musica, canti e risate. Era un'occasione degna di essere celebrata: la chiusura di un intenso processo di formazione e scambio di idee, di identificazione dei modi per vivere in un ambiente così avverso.
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Giordania: quando l'istruzione non è solo studiare
15 ottobre 2012
Amman, 15 ottobre 2012 – Per otto mesi Grace Benton, ex volontaria del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, ha lavorato in una squadra di volontari cercando di offrire ai rifugiati e ai loro bambini il supporto necessario a costruirsi un futuro. I corsi andavano sempre meglio; ma, come Grace ha avuto modo di imparare, i risultati andavano ben al di là dell'apprendimento delle materie curricolari. Riguardavano piuttosto la costruzione della comunità e la possibilità di accrescere la sicurezza dei rifugiati.
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Repubblica Democratica del Congo: vite in bilico nel Kivu Nord
28 febbraio 2012
Kivu Nord, 28 febbraio 2012 – Emmanuel Mirimo Mateene possedeva una casa e un piccolo appezzamento di terra. La sua vita era tranquilla e riusciva a sfamare la propria famiglia senza troppa difficoltà. Questo però prima che nella Repubblica Democratica del Congo scoppiasse il conflitto.
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Ecuador: rifugiati colombiani
02 febbraio 2012
Quito, 2 febbraio 2011 – Javier González* stava insegnando a suo figlio Miguel, nove anni, a giocare a scacchi, quando la moglie Rosa ha interrotto il gioco per chiedere al bambino cos'era successo quella mattina a scuola.
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Ecuador: gli effetti del conflitto in Colombia colpiscono le donne rifugiate
15 novembre 2010
Quito, 11 novembre 2010 – Il ricordo della visita della nostra delegazione alla città di confine di Lago Agrio, in Ecuador, mi perseguita; mi tormentano le storie di disperazione dei rifugiati, mi tormenta la mancanza di sicurezza per i residenti, mi tormenta l'assenza dello stato civile e l'assenza delle Nazioni Unite a parte l'UNHCR, mi tormentano gli abusi che la popolazione soffre da parte dei gruppi armati colombiani, della polizia locale e persino dall'esercito dell'Ecuador.
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Repubblica Democratica del Congo: costruire scuole, portare speranza
03 settembre 2010
Washington DC, 9 settembre 2010 – È sempre un momento felice quando si accompagnano i rifugiati che ritornano a casa dopo aver vissuto per anni in esilio. Per quasi 10 anni il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati si è preso cura di rifugiati congolesi, messi in fuga dalla guerra, nel campo di Mwange in Zambia settentrionale. Anche se il campo non era lontano dal confine con il loro Paese, il perdurare del conflitto in RDC rendeva impossibile il ritorno.
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Repubblica Democratica del Congo: indicatori di qualità dell'accompagnamento del JRS
18 giugno 2010
Bujumbura, 18 giugno 2010 – 'Qualità' e 'impatto' sono diventate parole chiave dell'azione umanitaria. Sebbene sia facile dibattere su questi argomenti, non è agevole valutare la qualità del nostro lavoro. È più facile valutare la quantità di servizi che offriamo: il numero di scuole costruite, i libri distribuiti, i bambini inseriti a scuola. Eppure quando parliamo di 'accompagnamento' – la prima parola della missione del JRS – valutarne la qualità è ben più arduo.
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