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Pregare con i Rifugiati nella Repubblica Democratica del Congo
01 maggio 2013

Lo staff del JRS è chiamato a notare quelli che sono dimenticati dagli altri, Masisi, Repubblica Democratica del Congo (Peter Balleis/JRS)
Eppure, anche se potrebbe passare inosservato, la saggezza della fede si è radicata nel cuore di Eradi.
Masisi, 1 maggio 2013 – Secondo il suo contratto di lavoro, è un autista per lo staff del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati nella città di Masisi, nel Congo orientale. In realtà, Eradi Salumu è molto di più. 39 anni, padre di tre figli, è stato costretto diverse volte a fuggire dalla guerra in Congo. Anche se non è mai stato formalmente riconosciuto rifugiato. Ha vissuto in esilio in diversi Paesi africani e europei.

Membro dell'affiatata comunità della minoranza musulmana, Eradi parla con piacere di "cose di Dio". Senza esprimerlo a parole, tende a mostrare il suo orgoglio di far parte dello staff del JRS considerando una priorità offrire servizi di solidarietà a chi si trova a vivere situazioni di vulnerabilità. Molte volte lungo la strada è lui a notare che qualcuno, ai margini del sentiero, ha bisogno di assistenza.

Riflessioni per la preghiera
Anche Gesù ha camminato nel mondo come "uno che nota". Gesù vede gli altri con un cuore di amore puro e perfetto. I Vangeli sono pieni di storie di Gesù che prende le parti degli emarginati  – uomini e donne che sono soli, feriti nel corpo, nella mente o nello spirito. Gesù nota con il suo cuore chi è ferito, diverso o emarginato. Ascoltando le loro storie, Gesù cura la loro solitudine.

Abbiamo tutti sperimentato momenti in cui non eravamo capaci di trovare compassione negli occhi degli altri. Anche noi conosciamo la solitudine.

Eppure, anche se potrebbe passare inosservato, la saggezza della fede si è radicata nel cuore di Eradi. Il suo cuore è tenuto aperto dall'amore con cui parla delle "cose di Dio". In questo modo Eradi accoglie la volontà di Dio di rafforzare il suo cuore con la sapienza, con l'amore e con la speranza, in modo che lui possa essere una persona "piena di generosità" per gli altri. Dio è solidale con Eradi affinché lui possa dimostrarsi solidale con gli altri.


Lettura suggerita per la preghiera
Marco: 8 22-25

Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo.

Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: "Vedi qualcosa?".

Quegli, alzando gli occhi, disse: "Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano".

Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa.