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Other JRS Publications
Pubblicazioni
Questa sezione dà accesso a una varietà di pubblicazioni del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e dei suoi diversi uffici nel mondo. Vi si trovano, ad esempio, i Rapporti Annuali, il nostro bollettino trimestrale Servir sulle tematiche che riguardano rifugiati e migranti forzati, oltre a libri, ricerche e altro materiale prodotto dal JRS.



Soccorsi e poi? Voci di rifugiati arrivati in Sicilia
Mentre nel 2014 la stampa internazionale si occupava principalmente del flusso di migranti forzati in arrivo in Sicilia e a Lampedusa, molta minore attenzione è stata rivolta a ciò che accade a coloro che finiscono per rimanere in Sicilia. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) in Italia, conosciuto come Centro Astalli, ha sedi a Roma, Trento, Vicenza, Palermo e Catania, e offre tutta una serie di servizi. I gruppi di lavoro del JRS in Sicilia sono testimoni diretti della sofferenza dei rifugiati e di altri migranti forzati che lottano per la sopravvivenza. Questo rapporto cerca di dare voce a quanti hanno acconsentito a condividere la propria esperienza per evidenziare quanto sia urgente cambiare il sistema di accoglienza in Italia.
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República Democrática del Congo: Entender el fenómeno de los niños y niñas soldados
Lo studio, condotto nel dicembre 2006, si basa sulle interviste fatte a 128 ex bambini soldato ospiti presso un centro di accoglienza del JRS a Uvira, nella provincia del South Kivu, Repubblica Democratica del Congo (DRC). I partecipanti allo studio erano tutti ragazzi che al momento del reclutamento – una ferma di circa 2 anni e mezzo – avevano in media 12 anni di età.

I ragazzi intervistati erano stati reclutati come soldati, corrieri e cuochi. Il centro del JRS li aiuta ora a reintegrarsi nel tessuto civile, favorendo il loro rientro a scuola o formandoli per l’accesso al mondo del lavoro. Inoltre li aiuta a superare il trauma subito, prima del ricongiungimento con le rispettive famiglie o comunità di origine.

Si tratta di dati che fanno comprendere quali siano le difficoltà che questi ragazzi devono superare nel tentativo di riprendere una vita normale. Per fare un esempio, l’assenza delle bambine dallo studio è indicativa dell’inadeguatezza delle strutture che consentirebbero la loro riabilitazione. Molte delle bambine hanno subito abusi inenarrabili, e spesso sono state trattate come schiave sessuali.

Pur dichiarando alcuni ragazzi di essersi arruolati volontariamente, quando gli si è chiesto quali fossero le circostanze del momento, si è scoperto che erano stati fattori quali la povertà, la disoccupazione e situazioni familiari disastrate a spingerli a unirsi ai gruppi armati.

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