Dove lavoriamo
Grazie ai programmi del JRS, attivi in 51 paesi, viene fornita in tutto il mondo assistenza a oltre 730.000 persone. Alla prestazione dei servizi sovrintendono 10 Uffici regionali con il sostegno dell'Ufficio internazionale di Roma. Cliccando sulla mappa qui sotto troverete gli estremi per contattare i singoli Uffici regionali.

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 Africa Meridionale
Il problema degli sfollati interni in seguito agli sconvolgimenti politici ed economici in Zimbabwe è al centro dell'interesse del JRS nella regione. Allo stesso tempo, in Angola, Malawi, Sud Africa e Zimbabwe, il JRS accompagna rifugiati di altri Paesi africani, realizzando progetti nelle città e nei campi profughi.

In Zimbabwe, il JRS sostiene gli sfollati interni in due distretti e offre servizi in un campo profughi. Nel confinante Sud Africa, il JRS si concentra sull'assistenza ai migranti forzati per la ricerca del lavoro e per l'integrazione; questo comprende un lavoro con le comunità locali, che in genere sono povere e vivono alle periferie urbane. Oltre ai progetti a Pretoria e Johannesburg, istituiti nel 1997 per offrire produzione di reddito, assistenza sanitaria, istruzione e servizi di advocacy, il JRS porta avanti un progetto di frontiera a Limpopo. Il progetto è stato iniziato nel 2008 per offrire supporto sociale e assistenza materiale ai cittadini dello Zimbabwe arrivati da poco, in fuga dal loro Paese.

In Malawi, il JRS offre servizi di istruzione pre-primaria, primaria, secondaria e di educazione per adulti, oltre a un servizio di ascolto, per i rifugiati del campo di Dzaleka. Nel 2010, il campo è stato scelto per avviare il progetto pilota "Istruzione superiore ai margini", una collaborazione tra il JRS e le università  gesuite degli USA, che propongono ai rifugiati percorsi di istruzione a distanza per conseguire diplomi accademici.

Fedele alla propria vocazione pedagogica, il JRS ha offerto educazione di qualità ai rifugiati in Malawi per  20 anni. Quando, nel 1995, è stata costituita la regione JRS Africa Meridionale, il JRS aveva già uno straordinario progetto scolastico in Malawi, l'Unità Educativa Aperta Mozambicana (MOLU), che seguiva i rifugiati del Mozambico quando tornavano in patria.

Durante gli anni Novanta, molta energia del JRS in questa regione è stata dedicata a rispondere ai bisogni dei migranti forzati in seguito alla guerra civile in Angola, compresi vittime di mine, con progetti  in Angola, in Namibia e in Zambia. Quando in Angola è tornata la pace, nel 2002, il JRS ha accompagnato le persone che rientravano a casa, partecipando al rimpatrio, alla ricostruzione e all'educazione alla pace. Il JRS rimane presente in Angola e offre soprattutto consulenza legale e programmi di formazione ai rifugiati nelle province di Luanda, Malange, Cabinda e Lunda Norte . In risposta a un bisogno pressante, il JRS Angola si occupa sempre di più di violenza sessuale e di genere (SGBV) e ha aperto un programma di formazione per supporto psicologico a Caxito, nella provincia di Bengo, nel 2010.

I progetti in Zambia e Namibia, invece, sono arrivati alla loro conclusione e il JRS ha accompagnato alcuni rifugiati congolesi a casa, in Katanga, alla fine del 2009, per aiutarli a costruire scuole.

Africa Meridionale
Regional Office

tim.smith@jrs.net
+27 11 618 3404
http://www.jrssaf.org

Il JRS Africa Meridionale è una delle 10 aree geografiche del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, un'organizzazione internazionale cattolica promossa dalla Compagnia di Gesù. L'ufficio regionale in Africa Meridionale assiste rifugiati e sfollati interni in Angola, Malawi, Repubblica Democratica del Congo, Sudafrica e Zimbabwe.  I servizi comprendono: istruzione, servizi sanitari, supporto psicologico e assistenza nelle emergenze.  In Angola, oltre alle attività in favore dei rifugiati, il progetto prevede formazione sulla legislazione in materia d'asilo per le autorità governative, tra cui polizia, funzionari dell'immigrazione e leader locali. Nella Repubblica Democratica del Congo, il JRS sta costruendo e restaurando edifici scolastici, aggiornando le competenze degli insegnanti e sostenendo il reiserimento sociale dei bambini attraverso attività sportive. In Malawi e in Sudafrica, il JRS offre servizi educativi che vanno dalla scuola dell'infanzia ai corsi professionali per adulti. In Zimbabwe, il JRS fornisce assistenza materiale ai più vulnerabili, ma anche una biblioteca e opportunità culturali.


Sudafrica: i documenti dei rifugiati continuano a essere un problema

Johannesburg, 11 febbraio 2010 – Come dimostrato nel corso di una recente battaglia giudiziaria svoltasi presso il tribunale di appello di Cape Town, in Sudafrica i documenti dei rifugiati rappresentano tuttora un problema.
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Sudafrica: JRS premiato per un video sui diritti umani

Johannesburg, 14 dicembre 2010 – Un video di utilità sociale realizzato per il JRS Sudafrica si è guadagnato cinque premi in un prestigioso concorso nazionale per filmati di questa categoria. >>>

Sudafrica: riprenderanno le espulsioni degli zimbabwani privi di documenti

Johannesburg, 16 settembre 2010 – A fine anno il Sudafrica riprenderà l'espulsione degli zimbabwani privi delle qualifiche richieste dal nuovo piano di regolarizzazione per il rilascio del visto di ingresso. >>>

Sudafrica: regolarizzazione degli zimbabwani, un positivo passo avanti

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Kenya: Si evolvono i progetti di educazione superiore del JRS

Kakuma, 13 settembre 2010 – Il JRS ha annunciato modifiche ai propri corsi a distanza di educazione superiore. >>>

Sudafrica: la commissione per i diritti umani sollecita i partiti politici a intervenire contro la xenofobia

Johannesburg, 17 luglio 2010 – La Commissione sudafricana per i diritti umani (SAHRC) ha invitato di recente gli esponenti politici sudafricani a far sì che i rispettivi partiti di riferimento si impegnino al massimo perché sia posta fine alle violenze xenofobe nel paese. >>>

Sudafrica: la Conferenza dei vescovi chiede rinnovato vigore nei confronti della xenofobia

Johannesburg, 9 luglio 2010 – In una dichiarazione pubblica rilasciata in risposta alle voci di attacchi xenofobi che avrebbero avuto luogo una volta conclusa la Coppa del Mondo, il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici del Sudafrica, arcivescovo Buti Tlhagale, ha chiesto a governo, datori di lavoro e cittadini di ascoltare con rinnovato vigore le voci che esprimono legittimo dolore e agiscono per il bene comune di tutti >>>

Sudafrica: la Coppa del Mondo accende un riflettore sulla situazione di rifugiati e immigrati

Johannesburg, 14 luglio 2010 – Sessanta gli incontri, tre milioni gli spettatori, e ciò che più conta, miliardi di dollari USA: il Sudafrica si sente ora riabilitato agli occhi del mondo. Sono in molti a pensare che l’insieme costituito da un’ampia copertura mediatica, una certa sollecitudine da parte delle forze di polizia, e la consapevolezza di essere sotto gli sguardi del mondo intero ha fatto sì che almeno una parte dei rifugiati presenti nel paese si siano sentiti più sicuri di due anni fa. >>>






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