Questo sito Web utilizza i seguenti tipi di cookies: di navigazione/sessione, analytics, di funzionalità e di terze parti. Facendo click su "Maggiori Informazioni" verrà visualizzata l'informativa estesa sui tipi di cookies utilizzati e sarà possibile scegliere se autorizzarli durante la navigazione sul sito.
MAGGIORI INFORMAZIONI
x

osservi tuttle le campagne


Il primo corso di cucito del JRS Delhi rivolto alle rifugiate chin nelle periferie della città. Diciannove donne si sono diplomate dopo sette mesi e hanno ricevuto una macchina da cucire e tessuti per cominciare a lavorare da casa. (Molly Mullen/JRS)

Delhi, 19 aprile 2013 – La maggior parte delle donne non vuole parlarne. Dopo tutto, non c'è niente da dire. "Sì, gli uomini ci toccano." "Gli uomini ci afferrano quando andiamo al mercato." "Gli uomini ci dicono che hanno diritto ai nostri corpi perché siamo venute nel loro paese."

Per le donne sole della comunità chin di Nuova Delhi, le molestie fanno parte della vita quotidiana in India. Senza conoscere la lingua, prive di risorse, di informazioni sui propri diritti e di stato legale, le donne hanno poche possibilità di denunciare questi casi.

La città accoglie 20.000 rifugiati, di cui 12.000 provenienti dallo Stato Chin, la regione più povera della Birmania, appena oltre la frontiera con l'India. I chin, in gran parte cristiani, sono una delle minoranze etniche della Birmania e sono da tempo oggetto di persecuzione da parte dei militari birmani. I richiedenti asilo chin parlano di lavori e reclutamenti forzati, di stupri, arresti arbitrari, torture, omicidi e altri abusi.

Il JRS ha cominciato a operare nella comunità chin nel 2011, fornendo corsi di taglio e cucito alle donne, molte delle quali sono sole. Alcune di esse guadagnano 2.800 rupie (circa 40 euro) al mese nelle fabbriche di abbigliamento, e il JRS spera che possano guadagnarsi da vivere facendo lo stesso lavoro da casa, con delle nuove macchine da cucire.

Non si tratta solo di avere un reddito, ma anche di una questione di sicurezza. La gran parte delle donne di questa comunità non ha abbastanza soldi per andare al mercato e va in cerca di cibo dopo mezzanotte, quando i mercati sono ormai chiusi e gli scarti delle verdure sono stati buttati per terra. Alcune vanno in gruppo, per proteggersi, ma non sempre basta.

"Delhi non è sicura per le donne. I giovani locali ci toccano e ci molestano in vari modi, la gente ci deruba. Sono obbligata ad andare al mercato dopo le 11 di sera per cercare cibo tra gli scarti, ma so che corro il rischio di essere molestata", racconta Elizabeth*, una madre sola che adesso guadagna soldi cucendo abiti per bambini con una macchina da cucire affittata da una ONG.

Le molestie e le aggressioni sessuali sono terribilmente diffuse in India. Le proteste di massa provocate dallo stupro di gruppo e dall'omicidio di una ragazza di 23 anni di Delhi a dicembre hanno portato l'attenzione sulla mancanza di protezione da parte della polizia e sulla sua apatia e insensibilità verso questo genere di crimini.

Grazie alla protesta dell'opinione pubblica, è stata promulgata una legge che ripristina la corte speciale per i casi di presunti stupri e che rende più severe le pene; ma le donne che denunciano le violenze sessuali rimangono poche e molti dei colpevoli non saranno mai incriminati. Tuttavia, il numero di denunce per stupro è cresciuto da 2.487 nel 1971 a 24.206 nel 2011. Nel 2012, nella sola Delhi, ci sono state 600 denunce. Non ci sono statistiche riguardo alle violenze sessuali verso donne rifugiate in India.

"Questo è un problema che tocca ogni donna di Delhi", afferma Rini, una volontaria di Burmese Women's Development (BWD), un'organizzazione gestita a livello comunitario dalle rifugiate.

"Le donne indiane vengono molestate di continuo. Io sono indiana, e posso rispondere al molestatore o andare dalla polizia, ma le donne rifugiate non possono parlare con la polizia. Se lo fanno, la polizia non le ascolta e finiscono per sentirsi ancora più emarginate."

In un'indagine del 2012 su 30 ufficiali di polizia, il primo punto di contatto per una vittima di abusi sessuali, 17 hanno dato la colpa alla ragazza. "Le ragazze del Darjeeling e del Nepal sono venute qui per vendersi. Vanno con gli uomini per soldi, poi quando i soldi non sono abbastanza, diventa uno stupro", ha affermato Try Rajpal Yadav, un ufficiale superiore, ripreso dalla telecamera nascosta.

Non c'è da stupirsi che le operatrici di BWD, con cui il JRS ha collaborato per istituire i corsi di taglio e cucito, affermino di avere più notizie loro sui casi di abusi sessuali, parlando con le persone nei quartieri periferici di Delhi, che non la polizia.

Secondo Sawmte, responsabile finanziaria di BWD, il numero di volte che una donna sola può chiedere a un amico di accompagnarla al mercato è limitato; secondo Chheri, coordinatrice dell'assistenza per i casi di violenza contro le donne, è meglio se gli uomini non vanno. "Se un uomo cerca di difenderci, attira solo più uomini locali che causano ancor maggiore violenza", afferma.

Margaret* è fuggita dallo Stato Chin quando aveva 17 anni, passando la frontiera verso il Mizoram. Si è recata a Nuova Delhi perché è la sola città indiana dove i richiedenti asilo che non vivono nei campi possono registrarsi con l'UNHCR e ricevere una parvenza di protezione legale. Adesso ha 21 anni e afferma che Delhi è troppo pericolosa, vuole tornare nel Mizoram con amici e lavorare in una fattoria fino al momento in cui sarà sicuro fare ritorno in Birmania. Guadagneranno molti meno soldi ma almeno, affermano, vivranno in una comunità più sicura e in cui conosceranno i loro vicini.`

"Prima pensavo davvero che sarei stata più al sicuro qui che in Birmania, ma adesso non so", ha affermato Margaret.

Molly Mullen, consulente per la comunicazione, JRS Internazionale

*I nomi sono stati modificati.

Questo articolo è tratto dall'ultima edizione di Servir. Clicca qui per visualizzare l'intero documento.




Countries Related to this Region
India