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L’educazione è un fattore di fondamentale importanza per i rifugiati in situazioni di emergenza e per chi è costretto a vivere per decenni nei campi o in insediamenti informali.

Roma, 14 giugno 2017 - Per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) ed Entreculturas annunciano, in occasione di una conferenza stampa a Madrid, la campagna “L'educazione apre il mondo”, che sostiene l’accesso all’educazione per i rifugiati e gli sfollati nel mondo, diritto fondamentale di cui sono troppo spesso privati proprio a causa dello sfollamento.



L’educazione è un fattore di fondamentale importanza per i rifugiati in situazioni di emergenza e per chi è costretto a vivere per decenni nei campi o in insediamenti informali. Le strutture educative offrono a bambini e giovani rifugiati ambienti sicuri e trasformativi. Lo studio può ampliare la loro immaginazione e allargare i loro interessi, nonostante le disagiate condizioni materiali in cui si trovano. L’educazione apre un mondo di possibilità in cui i giovani possono sognare e sperare in un futuro migliore, e mettere a frutto i propri doni e competenze per costruire un futuro per se stessi e per le comunità.

Attualmente, sono oltre 75 i milioni di bambini e giovani rifugiati la cui educazione è stata interrotta da emergenze e prolungate situazioni di crisi. Perdere accesso all’istruzione rende questi giovani più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi, tra cui violenza di genere, reclutamento nei gruppi armati, lavoro minorile e matrimonio forzato. Le scuole forniscono la stabilità di cui hanno bisogno per guarire dalla perdita, dalla paura, lo stress e le violenze vissute nei tempi di crisi.

“Se gli vengono offerte le risorse, i bambini rifugiati eccellono. Probabilmente perché, con tutto quello che hanno passato, vedono nell’educazione una via di uscita”, dice Mirreille Twayigira, che è sopravvissuta al genocidio in Ruanda e alla guerra nella Repubblica Democratica del Congo, prima di trovare salvezza nel campo rifugiati di Dzaleka, nel Malawi. Mirreille aveva perso tutta la famiglia e, quando è arrivata a Dzaleka, era gravemente malnutrita. È riuscita però a iscriversi in una scuola istituita dal JRS ottenendo ottimi risultati: ha portato a termine gli studi secondari risultando tra i sei migliori studenti del paese, e ha vinto una borsa di studio per proseguire la propria istruzione in Cina. Ha imparato il cinese, laureandosi infine in medicina la scorsa estate. Mirreille è ora rientrata nel Malawi per aiutare i suoi compagni rifugiati.

La storia di Mirreille è straordinaria, anche se purtroppo rimane un’eccezione. Gli ostacoli che i rifugiati e gli altri sfollati affrontano nel cercare di accedere all’educazione spaziano dalle politiche di governo e le prassi sociali, alla xenofobia nelle comunità ospitanti. Globalmente, meno del 50% di tutti i rifugiati ha accesso all’istruzione primaria, e la cifra scende al 25% per l’istruzione secondaria, e solo all'1% per quella di terzo livello.

JRS ed Entreculturas cercano di ridefinire questa realtà globale. È necessario garantire educazione libera e di qualità a tutti i bambini e i giovani che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti, persecuzioni e altre ferite inferte al nostro pianeta - come disastri ambientali, traffico di armi, ineguaglianze nello sviluppo.
 
L’accesso a un’educazione di qualità può porre i rifugiati nella condizione di realizzare le proprie potenzialità e, in cambio, contribuire alla crescita, la forza, e la stabilità delle loro comunità.

L’educazione è una forza trascinante nell’ambito del cambiamento sociale e dell’inclusione. Può aiutare a superare i muri del pregiudizio, dell’odio e delle ideologie che dividono il mondo e favorire lo sviluppo di società più coese.

“Cibo, alloggio e farmaci sono molto importanti, ma non bastano. I rifugiati hanno anche bisogno di educazione, perché sono i leader del domani”, dice Mirreille.

Questa campagna fa parte della più amppia Iniziativa di Educazione Globale, un aspetto chiave del lavoro del JRS volto a raddoppiare il numero di persone servite attraverso progetti educativi fino a raggiungere 240.000 persone e raccogliere 35 milioni di dollari entro il 2020. Supporta l'educazione per i rifugiati




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