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In Indianapolis, l'associazione COIN ha riunito oltre 400 membri della ocmunità per la simulazione "Walk a mile in my shoes". (JRS USA)

Washington DC, 21 agosto 2017 - Quest’estate alcune comunità del paese si sono raccolte attorno ai rifugiati organizzando eventi per sensibilizzare e raccogliere fondi in favore di chi è stato costretto a fuggire dalle proprie case a causa di violenze e persecuzioni.

St. Peter’s Parish – Charlotte, Carolina del Nord. Alla St. Peter’s Parish di Charlotte, nella Carolina del Nord, i giovani della comunità parrocchiale desideravano impegnarsi in favore dei rifugiati di cui avevano visto e sentito parlare nei media. Hanno quindi deciso di approfondire il tema, aumentare la consapevolezza e raccogliere fondi in favore dei rifugiati. Come prima cosa hanno allestito uno stand, “Lemon AID”, fuori dalla chiesa per vendere limonata e raccontare alle persone il dramma dei rifugiati e il lavoro svolto dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS). I giovani impegnati nel progetto sono stati più di 50, e 101 i dollari raccolti e poi inviati al JRS.

“L’idea dello stand ‘Lemon AID ’ origina dal punto dedicato all’acqua nella simulazione "Walk a mile in my shoes" - set di strumenti offerto dal JRS alle comunità che desiderino sperimentare la vita dei rifugiati”, spiega Cathy Chiappetta, direttrice di educazione nella fede presso la St. Peter Catholic Church e organizzatrice della settimana di servizio.

I ragazzi hanno anche dato vita all’iniziativa "Any Refugee Postcards"  che consiste nello scrivere e inviare cartoline ai rifugiati come gesto di speranza e conforto. L’iniziativa aiuta gli adolescenti a capire quanto sia importante avere un atteggiamento positivo nei confronti degli altri.

Il progetto ha fatto sì che gli adolescenti conoscessero meglio la realtà dei rifugiati, consentendo loro di informare altri membri della comunità tramite la distribuzione di opuscoli. “È stato bello avvicinare altri ragazzi alla realtà dei rifugiati, mostrando che nel mondo ci sono problemi che magari non possiamo risolvere, ma che è comunque possibile fare qualcosa per aiutare” ha detto Katharyn Fenzl, una delle giovani partecipanti. Due di questi adolescenti, Chiappetta e Paul Fenzl, erano entusiasti. “Ti fa sentire bene scrivere cartoline che potrebbero essere un’esperienza positiva per i rifugiati anziché guardare solo le loro storie e discutere di quanto sia difficile la loro vita”, ha detto Matthew.

Coalition for Immigrant Neighbors (COIN) – Indianapolis, Indiana. Lo stesso entusiasmo è stato condiviso da una comunità a Indianapolis istituita dalla Coalition for Immigrant Neighbors (COIN) – associazione non profit che coordina l’impegno delle organizzazioni che lavorano con e per gli immigrati e i rifugiati per sopperire ai deficit del servizio pubblico. Nel mese di luglio, per sensibilizzare la propria comunità, COIN ha organizzato la simulazione “Walk a Mile in My Shoes” in collaborazione con altre organizzazioni religiose e di advocacy.

All’evento hanno preso parte 450 persone provenienti da tutta l’area di Indianapolis. I partecipanti hanno sperimentato questa simulazione che li ha aiutati a provare tutta la frustrazione, la delusione e le speranze vissute dai rifugiati sparsi nel mondo. Hanno iniziato attraversando la frontiera, per poi avanzare verso i punti dedicati al cibo, all’acqua, all’assistenza sanitaria e all’istruzione che COIN aveva istituito seguendo le indicazioni del set di simulazione del JRS “Walk a Mile in My Shoes”. L’evento si è chiuso con una sessione di sensibilizzazione sull’advocacy in cui ai partecipanti è stato illustrato come dare sostegno ai rifugiati a Indianapolis.

“Personalmente credo che se incontri qualcuno o ti metti nei panni di un altro, questi non sono più un ‘rifugiato’ o un ‘immigrato’, sono persone. È proprio quello che cerchiamo di fare con questa attività”, ha detto Julie Sommers Neuman, volontaria del Centro di consulenza legale e direttrice esecutiva della COIN. Julie crede che l’evento abbia aiutato molte persone che prima non comprendevano appieno il dramma dei rifugiati.

Sei interessato a fare qualcosa nella tua comunità? Pensa alla possibilità di organizzare una simulazione come Walk a Mile in My Shoes, o contatta il Gruppo di sensibilizzazione del JRS/USA .

- Sarah Carroll, direttrice della comunicazione del JRS USA
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