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Studenti della scuola intermedia del JRS seguono una lezione nel campo rifugiati di Touloum, nei pressi di Iriba, Ciad. Una delle sfide più grandi per ragazzi come questi è imparare il francese per poter seguire un piano di studi ciadiano. (Martina Bezzini /JRS International)

N'Djamena, 29 settembre 2017 – A oltre un decennio dallo scoppio del conflitto nel loro paese di origine, i rifugiati del Darfur si trovano sempre ancora nei dodici campi istituiti accanto al confine con il Sudan. In questi campi, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) conduce il suo più ampio progetto educativo a livello mondiale, che in questi ultimi anni si è occupato in modo particolare dell'opera di sostegno a studenti ed educatori nella fase di transizione al nuovo piano di studi.

Il successo conseguito sia dagli studenti, sia dagli insegnanti e dal personale del JRS che hanno partecipato a questa iniziativa è dimostrato dagli esiti dell'esame di maturità, il cosiddetto Baccalauréat (BAC), prova di stato che certifica il superamento del ciclo di studi secondari. Nel 2017 si è iscritto all'esame un numero senza precedenti di studenti del Darfur provenienti dal Ciad orientale. Di questi, la maggior parte ha superato la prova. Da notare che quest'anno si è vista la partecipazione di molte più ragazze rispetto agli anni precedenti.

Come in molte comunità di rifugiati, l'educazione rappresenta un aspetto essenziale della vita quotidiana e una priorità di non poca importanza per i rifugiati del Darfur. "Quando una popolazione si trasferisce altrove a causa di situazioni emergenziali (in particolare in seguito a un conflitto), l'educazione è un elemento chiave nel reinstaurare i livelli di protezione e nella promozione del benessere di bambini e giovani, come pure nell'opera di ripristino della comunità", spiega Nadezhna Castellano, specialista internazionale del JRS per l'educazione.

Dal 2003, le scuole dei dodici campi del Ciad orientale che ospitano rifugiati del Darfur si attenevano al sistema educativo sudanese. Nel 2014, l’UNHCR e il governo ciadiano hanno deciso di comune accordo di avviare la transizione dal piano di studi applicato in queste scuole a quello standard del sistema educativo ciadiano in vigore in tutto il territorio nazionale.

Il passaggio non è stato facile, gravato da tutta una serie di difficoltà sul piano pedagogico, organizzativo e politico: gli insegnanti non si aggiornavano sul nuovo sistema, le diverse strutture educative faticavano a trovare un punto d'incontro, a molti livelli i libri di testo erano inesistenti. Per i rifugiati, così come per altre fasce vulnerabili, un cambiamento di questa natura comporta difficoltà anche sul piano sociale. "Il piano di studi è rappresentativo delle identità comunitarie e nazionali", spiega Nadezhna, parlando delle difficoltà insite nel passaggio da un piano di studi a un altro in un contesto di sfollamento ed emergenza umanitaria. "Noi studiamo la geografia, la lingua, la storia che ci sono proprie... e quando si è perso tutto, l'educazione può essere l'unico patrimonio che ci rimane da trasmettere ai nostri figli".

In risposta a queste difficoltà, il JRS ha conformato i propri programmi per il Ciad orientale insistendo su iniziative che prevedessero la creazione di una più ampia capacità didattica, e provvedendo a favorire un programma di tutoraggio in cui professionisti dell'educazione ciadiani svolgessero la propria opera di sostegno formativo a vantaggio di insegnanti sudanesi. Ugualmente importante la scelta di impartire a giovani studenti una sufficiente preparazione incoraggiandoli a prendere la maturità. I programmi educativi erano in parte indirizzati specificatamente a coinvolgere, sostenere e qualificare giovani donne.

Ora, a distanza di qualche anno, si raccolgono i benefici di questa transizione, e il JRS è orgoglioso dei successi conseguiti dagli studenti che hanno preso parte al progetto. Nei prossimi anni, nel Ciad orientale sarà sempre più possibile dare corpo a un'educazione di livello più elevato, più professionale, perché i programmi del JRS si prefiggono di assegnare un numero ancora maggiore di borse di studio, e fornire dotazioni scolastiche, formazione permanente agli insegnanti e forme di patrocinio dell’istruzione.

Come organizzazione, il JRS privilegia l'esigenza di educazione delle popolazioni sfollate che vivono in contesti incerti. Per gli studenti del Darfur che vivono nel Ciad orientale si profila un futuro di educazione luminoso e certo come mai finora.

– Isabelle Shively, assistente alla comunicazione del JRS International


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