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Navid (sopra) e i suoi compagni durante l'arrampicata sul palo di palma. (JRS Indonesia)
Bogor, 20 ottobre 2017 – Navid* è uno degli studenti del corso di indonesiano che si tiene presso il Centro didattico del JRS a Bogor, in Indonesia. È uno tra i pochi del corso in grado di parlare correntemente la lingua e, a dispetto delle sue condizioni di salute, è molto diligente e pronto in tutte le attività didattiche del centro. È un giovane afghano beneducato, di carattere amichevole e pieno di entusiasmo.

Lo scorso agosto, il JRS aveva fatto sapere al capo del distretto di Babakan a Cisarua, e al gruppo giovanile che a lui fa riferimento, che i rifugiati avrebbero potuto partecipare alle celebrazioni per la Giornata dell'Indipendenza Indonesiana, vedendo in ciò un'occasione per instaurare rapporti più saldi tra i rifugiati stessi e la comunità locale. Con spirito di generosità, il gruppo giovanile, la popolazione locale, e lo stesso capo del distretto hanno invitato i rifugiati a partecipare ai festeggiamenti, e il JRS ha dato la bella notizia alla classe di Navid presso il Centro didattico.

La mattina del 17 agosto, Navid e i compagni si sono radunati presso il Centro didattico del JRS, tutti in camicia, jeans e scarpe da ginnastica,  felici di poter partecipare ai festeggiamenti. Alle 9.30 di mattina in punto, il personale del JRS, Navid e i suoi compagni si sono diretti al campo di Babakan. Al loro arrivo, erano ancora in corso alcuni preparativi, per cui gli studenti rifugiati si sono subito rimboccati le maniche e hanno aiutato le persone del luogo a tirare su il palo di palma per la gara di arrampicata.

Per i più piccoli era stata organizzata tutta una serie di giochi a competizione, come la corsa delle bocce, la gara della matita-nella-bottiglia, quella del filo nella cruna dell'ago, la gara dei cracker (a chi ne mangia di più in una manciata di secondi), la corsa con i sacchi. I ragazzi del luogo e quelli rifugiati si divertivano tantissimo, rendendo l'atmosfera festiva e gioiosa. Navid e alcuni dei suoi amici hanno fatto apertamente il tifo per i compagni rifugiati, di cui due hanno vinto la corsa delle bocce e quella del filo nella cruna, con grande felicità e soddisfazione dell'intero gruppo.

Ci sono stati poi i giochi per i grandi, che hanno visto adulti e ragazzi rifugiati partecipare alla gara con le tavole di legno (sulle quali si sale a squadre cercando di camminare all’unisono), la battaglia dei cuscini, il tiro alla fune. L'unico a voler partecipare all'arrampicata sul palo di palma è stato Navid. Per lui si trattava di un’esperienza unica, ed era emozionato all’idea di prendere parte alla competizione per la prima volta, ed è infatti corso subito a casa a mettersi un paio di pantaloncini e una maglietta color terracotta. Era certo di potercela fare, nonostante fosse l'unico rifugiato contro 12 ragazzi del luogo. Era piccolo, magrolino, ma non si è lasciato scoraggiare, attento ai suggerimenti di un suo compagno di squadra del posto.

Nonostante il suo fisico minuto, Navid aveva una gran forza e una grinta notevole. Stava soprattutto alla base, sempre pronto a sostenere sulle spalle i compagni di gara che cercavano di salire verso la cima del palo scivoloso. Nonostante il caldo, Navid non si è mai lamentato, sempre entusiasta. Di tanto in tanto ci provava anche lui a salire su quel palo cosparso di olio, ma scivolava sempre di nuovo. Per ben due ore i contendenti hanno provato a raggiungere la cima, senza riuscirci, eppure il pubblico ha continuato a incitarli allegramente, fiducioso che la squadra sarebbe riuscita nell'impresa.  

Dopo mezzora di tentativi, Navid e i compagni ce l'hanno finalmente fatta a raggiungere la cima del palo, da cui hanno sventolato la bandiera bianco-rossa. Per l'emozione il pubblico si è profuso in applausi, rifugiati compresi. Alcune donne avevano persino gli occhi lucidi dalla commozione mentre battevano le mani esultando di gioia. Il clima di calorosa comunione che questa esperienza era riuscita a creare è chiara dimostrazione che la celebrazione della Giornata dell'Indipendenza indonesiana era sentita nello stesso modo dai cittadini indonesiani e dai nuovi venuti. Un sorriso fiero e felice illuminava tutti i volti, mentre la bandiera bianca e rossa sventolava festosa nell'aria estiva.

– Leocadia Puspitasari, responsabile per l’educazione e l’assistenza alle famiglie del JRS Indonesia

*Nomi ed elementi identificativi sono stati cambiati a tutela della privacy 


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