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Giovani rifugiati giocano su un campo sportivo dell'RCC. (Angela Wells/Jesuit Refugee Service)

Addis Abeba, 12 dicembre 2017 – L'immagine tradizionale dei rifugiati che vivono in sterminati insediamenti e campi in ambiente rurale non raffigura più in assoluto la reale situazione dei rifugiati. Con oltre la metà dei rifugiati di tutto il mondo che vivono in città o comunque in aree urbane, la stessa esperienza di rifugiato è mutata sotto diversi aspetti. La vita del migrante forzato insediato nell’ambiente urbano è spesso connotata al contempo da invisibilità ed esposizione. Oltre a vedersi spesso negare l'accesso ai servizi primari, fatto che li espone a una serie di particolari vulnerabilità sociali, i rifugiati urbani e i richiedenti asilo rischiano ogni momento che venga meno il sistema di protezione.

L'Etiopia, che ospita oltre 830.000 sfollati, assiste a un costante incremento dei rifugiati urbani. Le criticità dei paesi circostanti come il Sud Sudan, il Sudan, la Somalia, l'Eritrea e lo Yemen hanno di fatto contribuito a questo aumento. Stando infatti all'UNHCR, nella sola capitale Addis Abeba si trovano più di 20.000 rifugiati urbani, perlopiù provenienti dall'Eritrea.

I rifugiati urbani che risiedono ad Addis Abeba, come del resto in tutto il mondo, si scontrano con difficoltà diverse rispetto a quelli che vivono nei campi, dove in genere sono reperibili i beni essenziali come il cibo, l'acqua e un riparo. L'elevato costo della vita, l'accesso limitato ai servizi sociali ed economici, la mancanza di una formazione professionale e di occasioni di lavoro, e un carente sistema di sostegno contribuiscono a rendere misere le condizioni di vita dei rifugiati urbani.

In risposta a questa difficile congiuntura, nel 1996 il JRS ha avviato ad Addis Abeba il primo e unico Refugee Community Centre (RCC), che risponde alle necessità insoddisfatte dei rifugiati e richiedenti asilo attraverso una gamma di servizi e forme di sostegno. La formazione professionale, il servizio di day care, corsi di inglese, servizi psicosociali, attività sportive e ricreative, musicoterapia e assistenza alimentare e materiale di emergenza offerti dall’RCC aiutano gli sfollati a guarire, imparare e tornare alla vita nel nuovo ambiente.

Il progetto RCC fornisce sostegno educativo alla comunità somala che risiede ad Addis Abeba, poiché l'analfabetismo è assai diffuso tra i rifugiati somali. I corsi di inglese e di informatica, le attività sportive e i servizi comunitari offerti dal JRS aiutano un numero non indifferente di rifugiati a migliorare le proprie condizioni di vita. Si tratta di corsi educativi e programmi di integrazione sociale importanti per la vita quotidiana, visto che molti dei rifugiati urbani non sarebbero in grado di fruire di queste risorse di propria iniziativa. "Anche se non ci sono soldi da dare, il JRS ci parla e ci fa sentire bene nonostante le avversità", dice una rifugiata incontrata al centro.

In occasione del Summit dei leader di governo sui rifugiati svoltosi nel 2016, l'Etiopia si era impegnata ad affrontare la questione delle necessità socioeconomiche dei rifugiati e delle comunità ospitanti. Di conseguenza provvederà a modificare la propria legislazione integrandola con politiche che riguardano i rifugiati che non vivono nei campi e rilasciando loro permessi di lavoro. L'RCC del JRS sta adattando i propri progetti in risposta al contesto che si va delineando, in particolare le attività che comportano la formazione in lingue, attività commerciali e professionali, in modo tale da facilitare e dare maggiore forza alla partecipazione dei rifugiati.

"Ciò che è davvero bello del progetto è che rappresenta l'unico spazio comunitario esistente per i rifugiati. Ci sono persone che lo frequentano fin da bambini. Si è instaurato poi uno straordinario rapporto tra noi del JRS e le persone che serviamo, un rapporto di fiducia e trasparenza che non si riscontra in molte altre organizzazioni", fa presente Liana Tapperman, direttrice dei Programmi presso il JRS Stati Uniti.

L'efficacia dei servizi forniti dal JRS trova ampio riconoscimento presso quanti si occupano concretamente di rifugiati urbani, non da ultimo l'UNHCR che di recente ha cofinanziato la realizzazione nel luglio 2017 di un centro urbano per la protezione di bambini e ragazzi. Hanno fatto visita all'RCC numerose personalità di spicco come il
Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU ed esponenti dell'Unione Europea e del governo degli Stati Uniti, incoraggiando il JRS ad assumere un deciso ruolo guida nei dibattiti e nelle iniziative riguardanti i rifugiati urbani, perché c'è ancora molto da cambiare.

Cliccare qui per avere informazioni su come sostenere il lavoro del JRS con i rifugiati urbani.


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