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Sydney, 14 gennaio 2018 - Junghee vive al centro di Sydney con il suo cane Boo, e fa volontariato come insegnante di inglese all’Arrupe Place, il centro del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) a Parramatta. La località è a 23 chilometri dal centro di Sydney, ma spesso, durante le ore di punta, ci può volere un’ora e anche di più per andare o tornare.

Junghee insegna a Parramatta una volta alla settimana, e ne parla come di “un impegno piccolo piccolo”. Si tratta di un programma del JRS che aiuta le richiedenti asilo a migliorare la propria capacità di conversazione in inglese.

Perfezionare la conoscenza della lingua aiuta di sicuro queste donne a gestire meglio le complessità della loro nuova vita australiana, ma la presenza e l’accompagnamento offerto da una persona come Junghee va ben oltre.

Il JRS Australia si occupa soprattutto dei richiedenti asilo arrivati via mare e che sono soggetti a restrizioni estremamente severe messe in campo da un governo che ritiene “illegali” tutti i richiedenti asilo che arrivano in questo modo. Persone che vengono demonizzate ogni giorno sia dal governo sia dai media più diffusi.

Contro quel contesto di opposizione e rifiuto, Junghee ha un’alternativa: “La prima cosa da fare è farli sentire benvenuti, poi da cosa nasce cosa. Quando le persone di sentono accolte… il loro potenziale comincia a emergere”. Nei richiedenti asilo Junghee non vede “arrivi illegali”, ma persone che hanno sogni, speranza, e potenziale.

Con chi esita o è un po’ ansioso all’idea di fare volontariato per aiutare un rifugiato, Junghee utilizza una tipica espressione australiana: “Provaci!” #Do1Thing



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