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Farid adora andare a scuola ogni mattina, e di pomeriggio al Centro Kafroun del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS)

Kafroun, 30 agosto 2018 – Farid* sogna un futuro migliore, mentre cerca di non pensare alle difficoltà della vita di tutti i giorni. Tredicenne pieno di entusiasmo, adora andare a scuola ogni mattina, e di pomeriggio al Centro Kafroun del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS).

Farid viveva con i genitori e sei tra fratelli e sorelle a Der-Ezzor, nella Siria orientale. "Come altre famiglie della zona, conducevamo una vita tutto sommato stabile", racconta con nostalgia. "Mio padre era ingegnere, mia madre infermiera. Quando è scoppiata la guerra in Siria, ci siamo trovati immersi in un clima di paura e insicurezza. Nel 2015 siamo dovuti scappare nella zona rurale di Tartous, abbandonando tutti i nostri ricordi e le nostre cose".

Con lo sfollamento, la situazione non è stata più la stessa. Hanno preso in affitto una casetta. Dopo un po' di tempo, per motivi di lavoro il padre di Farid è stato trasferito nella parte opposta del paese, mentre la famiglia è dovuta rimanere a Tartous.

"Per aiutare la famiglia ad arrivare a fine mese, ho trovato lavoro presso un ristorante. Da un giorno all'altro sono diventato un uomo... o quasi" – ricorda Farid.

Il padre aveva chiesto alla moglie di raggiungerlo con i figli, per sistemarsi tutti insieme. Hanno finito per litigare, perché la mamma non riusciva a farlo. È ritornata, infatti, a Der-Ezzor con Farid e i suoi fratelli, ma Farid, dopo qualche tempo, è ripartito per Tartous accompagnato da un suo parente. Nel giro di qualche mese, tutta la famiglia si è disgregata.

Un giorno Farid ha sentito alcuni amici parlare del Centro Kafroun del JRS e delle tante attività educative e ricreative che offriva. Il Centro rispondeva esattamente al luogo in cui Farid pensava che i suoi sogni si sarebbero realizzati, visto che nessun'altro sembrava in grado di seguirlo negli studi. Sorridendo, con un bagliore negli occhi, dice: "Il mio sogno si è avverato nel momento in cui mi sono iscritto al Centro Kafroun del JRS".

I primi giorni al Centro Farid era molto loquace e piuttosto distratto. Poi, dopo solo cinque mesi, il personale del JRS ha notato nel ragazzo un mutamento positivo: dimostrava maggiore impegno nello studio, era più attento in genere, e anche più collaborativo nei confronti dei suoi compagni. 

Parlando della propria esperienza, Farid dichiara: "Mi piace molto questo centro del JRS, e ringrazio tutti miei fratelli e sorelle qui per l'attenzione e l'aiuto che mi danno. Ora ho tanti amici, e sono contento di me stesso. Sono soprattutto grato per l'incoraggiamento che ricevo nello studio del francese. Se all'inizio non leggevo né capivo una sola parola, ora sogno di andare all'università e poter un giorno insegnare francese".

Farid è uno dei tanti ragazzi siriani che hanno alle spalle un'esperienza di vita estremamente dura. Eppure, spera con determinazione di realizzare il sogno di un futuro migliore e più felice. La guerra non riuscirà a distruggere i suoi sogni!

*Nomi ed elementi identificativi cambiati a tutela della privacy delle persone.


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