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Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati ad Aleppo collabora con la Mezzaluna Rossa palestinese e l'UNHCR per distribuire cibo e altri beni di prima necessità alle famiglie sfollate nell'area di Mahalej-Jibreen (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)

22 dicembre 2016 - Il crescendo di violenza rappresentato dai continui bombardamenti che hanno infierito in gran parte degli ultimi due mesi sui settori orientale e occidentale di Aleppo è stato motivo di grande preoccupazione per il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati della regione Medio Oriente e Nordafrica.

Anche se non siamo in grado di fornire dati precisi, le notizie che ci arrivano parlano di numerose vittime e di un numero ancora maggiore di feriti. Aleppo, storicamente centro di notevole importanza, oggi è una città ridotta ai minimi termini, per la maggior parte in macerie.

Abbiamo assistito all'arrivo ad Aleppo ovest e in altre zone della Siria ritenute più sicure, di migliaia di civili in fuga dal settore orientale della città. Come per la maggior parte degli sfollati con la forza, sono persone costrette a fuggire lasciando dietro di sé ogni suo avere per riparare, allo stremo delle proprie forze, in luoghi che si pensano più sicuri.

In pratica, gli sfollati non hanno avuto fin qui accesso alla benché minima assistenza medico-sanitaria, seppure estremamente necessaria. A soffrire di più sono i bambini e le donne. L'inverno ormai si è fatto molto rigido, infierendo soprattutto su persone già in grave difficoltà.

Il JRS Siria, e il JRS Aleppo in particolare, sono intervenuti in mille modi in aiuto agli sfollati e a quanti sono comunque in difficoltà, operando in collaborazione con altre ONG locali, accertando le necessità più impellenti, distribuendo coperte e indumenti di lana, determinati generi alimentari e medicinali agli sfollati più bisognosi. Gli operatori del JRS Aleppo in particolare hanno battuto il territorio nonostante i gravi rischi che ciò comportava per sé e i propri familiari.

Il JRS non è mai venuto meno alla propria posizione di condanna di ogni forma di violenza. Ancora una volta si appella a tutte le fazioni in causa perché l'attuale cessazione delle ostilità si tramuti in pace permanente. Chiede inoltre con forza a tutte le parti interessate perché siano assicurati passaggi sicuri e condizioni di sicurezza a tutta la popolazione, oltre a garantirne l'accesso agli aiuti umanitari.

Infine, sopra ogni cosa, noi tutti speriamo e preghiamo perché si instauri prontamente una pace duratura, per il bene di tutti e degli abitanti di Aleppo in particolare.

- P. Michael Zammit SJ, Direttore regionale, JRS Medio Oriente e Nordafrica



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