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Rifugiati pakistani giocano a cricket a Bangkok. (JRS)

Bangkok, 26 luglio 2018 – A Bangkok, un gruppo di rifugiati pakistani stanno dritti in posizione,  in un piccolo campo protetto di cricket. Il lanciatore lancia la palla vigorosamente; il battitore la colpisce con forza, corre verso l'altro lato del campo e segna un punto per la sua squadra, che esulta.

Per un certo numero di rifugiati pakistani che vivono a Bangkok ormai da anni giocare a cricket è un’allegra occasione di sfogo. È un momento in cui possono dimenticare la loro condizione di rifugiati.

Il cricket rientra in un programma sociale per la comunità avviato in Thailandia dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) per aiutare i rifugiati a gestire lo stress. Inaugurato nel 2018 dalla Psychosocial Community Unit del JRS, il programma promuove la partecipazione dei rifugiati ai vari sport. Attraverso le attività sportive del JRS, i rifugiati che vivono sparsi a Bangkok si radunano per buttarsi alle spalle lo stress divertendosi.

"Questi uomini passano la vita chiusi nelle loro stanze, depressi, senza diritto al lavoro, nel timore di non riuscire a definire il proprio status giuridico. Giocare a cricket dà loro un'opportunità di incontrarsi, creando legami più solidi nella comunità", spiega Joseph, un pakistano che ha contribuito a organizzare le partite.

La Thailandia non ha sottoscritto la Convenzione delle NU sui rifugiati del 1951, e tutt'ora non ha una legislazione propria in questo ambito. Ne consegue che tutti i rifugiati, richiedenti asilo e altre persone senza documenti che vivono in Thailandia rischiano l'arresto da parte dell'unità di polizia thailandese che fa capo all'Ufficio immigrazione.

"Sono grato del sostegno che ci viene dal JRS. Non c'è dubbio che giocare a cricket ci aiuta a gestire le tensioni e lo stress. È rilassante, tonificante", aggiunge Joseph.

A giudizio delle Nazioni Unite, la pratica sportiva può influire positivamente sull'evolversi dei diritti umani, come pure sullo sviluppo sociale ed economico. L'Assemblea generale delle NU ha dichiarato il 6 aprile di ogni anno Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace. Una giornata che ha lo scopo di suscitare, attraverso la pratica sportiva, una disposizione d'animo positiva con esiti positivi in ambito sociale per il bene di tutti.

Nelle parole del consigliere speciale del Segretario generale delle NU per lo sport, lo sviluppo e la pace, Wilfried Lemke, "Lo sport è capace di infondere nelle persone autodeterminazione, ponendo in prima linea i valori morali. Può svolgere un ruolo strategico trasmettendo le competenze individuali e comunicando messaggi utili, incoraggianti su questioni importanti, inducendo così una trasformazione sociale. Questa nuova celebrazione sul calendario internazionale servirà a dare maggiore incisività al valore dello sport, inteso come mezzo catalizzatore di sviluppo e pace".

I rifugiati pakistani si dimostrano particolarmente interessati a praticare il cricket, perché è un gioco molto diffuso nel loro paese e l'attività sportiva preferita tra gli uomini del Pakistan. I partecipanti a questa iniziativa aspettano con ansia di poter giocare – il JRS ha organizzato un torneo di cricket che si svolgerà il mese prossimo.

Si tratta di un'attività sportiva che apporta grande beneficio ai giocatori, sia sul piano mentale sia su quello fisico. Non è errato affermare che il cricket rappresenta un porto sicuro dove i rifugiati pakistani trovano rifugio dallo stress e la depressione dovuti alla loro quotidianità di rifugiati.


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