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Bambini durante l’intervallo Al Centro FDVL. (Kristóf Hölvényi/JRS)

Beirut, 25 giugno 2018 – Dalla strada giunge un suono di voci lontane. Grida di gioia e risate rimbalzano tra il palazzo e la stradina sul retro. Sono i bambini che durante l’intervallo giocano alla casa, a “facciamo che”, con le trottole, o si arrampicano sulle strutture del parco giochi.

Sono queste le voci che Amineh*, rifugiata siriana, sentiva dopo essersi trasferita in un appartamento nuovo ma angusto che dava sul Centro Frans van der Lugt (FDVL) del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) a Bourj Hammoud.

Il comune di Bourj Hammoud, a nordest della capitale del Libano, è un’area a maggioranza armena in cui si sono insediate molte persone fuggite dal genocidio armeno. Attualmente l’area ospita anche cristiani iracheni e rifugiati siriani.

Per i bambini rifugiati della zona, accedere a un’istruzione di qualità è una sfida non da poco. I bambini siriani rifugiati possono iscriversi al secondo livello della scuola libanese, ma a molti di loro manca la preparazione necessaria perché già da tempo non frequentano corsi scolastici.

Il Centro FDVL, intitolato a p. Frans van der Lugt SJ, è consapevole delle esigenze dei rifugiati siriani presenti nella zona, e ha sviluppato programmi specifici dedicati ai giovani rifugiati che faticano a portare avanti il proprio percorso educativo.

Uno dei programmi, che si svolge in due sessioni (la mattina e il pomeriggio), fornisce educazione informale in età prescolare e istruzione primaria a studenti che altrimenti non frequenterebbero la scuola. Un altro programma, organizzato solo di mattina, è rivolto a studenti della scuola secondaria che già frequentano il sistema scolastico libanese, ma necessitano di ulteriore sostegno prima delle loro lezioni pomeridiane.

Per i bambini rifugiati, l’opportunità di conseguire un’istruzione è qualcosa di più che crescere sul piano scolastico. “Il posto più sicuro per i bambini è la scuola”, spiega Gassia Tenekejian, coordinatrice pedagogica presso il Centro FDVL del JRS.

L’FDVL è un posto in cui gli studenti possono guarire dai traumi vissuti e sono protetti dai rischi associati a un’esistenza caratterizzata dallo sfollamento, come il traffico di esseri umani, il lavoro infantile, e il matrimonio precoce.

È questo uno dei motivi per cui Amineh era consapevole di quanto fosse importante iscrivere i figli al centro. Sapeva che era un luogo sicuro in cui sarebbero potuti rifiorire, ritrovare speranza, e ricuperare in parte quell’infanzia che le violenze e il conflitto gli avevano sottratto.

Le risate e la luce degli studenti del Centro FDVL mentre giocano durante la pausa confermano che sono incamminati verso un futuro nuovo e luminoso, un futuro che offre istruzione a ogni bambino, anche a quelli sfollati.


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