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Joana Gomes, direttrice di progetto del JRS a Goz Beida, con un gruppo di studenti nel campo rifugiati di Djabal.

Goz Beida, 15 agosto 2017 - In un piccolo villaggio del Ciad orientale la vita è dura e il clima sempre caldo e secco, ma a Joana Gomes, direttrice di progetto del JRS a Goz Beida, nel Ciad, non sfugge la bellezza delle montagne circostanti e della comunità.

 "È un posto che mi piace, e anche se è isolato vivo una vita normale. Stare con persone così aperte e gentili mi fa sentire a casa", spiega.

A Goz Beida e Kuku, piccola città nelle vicinanze, il JRS si occupa con impegno di educazione e protezione dell'infanzia offrendo istruzione primaria e intermedia. I bambini sono però 6.000, le risorse scarse - in ogni campo gli insegnanti sono solo 140 - e in molti sono costretti a seguire le lezioni seduti per terra.

L'urgente bisogno di insegnanti ha fatto sì che molti di essi non fossero sufficientemente qualificati. Rendendosi conto del problema, il JRS ha deciso di avviare un programma di formazione insegnanti che fornisce le necessarie competenze pedagogiche con una valutazione finale. Da quando ha avuto inizio il programma, Joana ha visto migliorare sia il livello dell'insegnamento, sia i programmi di studio.

In questa zona, il JRS offre inoltre educazione post-secondaria che comprende corsi di alfabetizzazione informatica, lingua francese e inglese, consentendo così agli studenti non-tradizionali di proseguire la propria istruzione.

Il JRS ha dato vita a un'Associazione genitori-insegnanti (PTA) per preparare la comunità a gestire le scuole e aiutare i genitori a sentirsi coinvolti nell'educazione dei figli. Il gruppo è composto da studenti, genitori, direttori e altri membri della comunità che lavorano su come investire nelle scuole per futuri progetti di ricostruzione.

In questo modo, il JRS lavora per aiutare ogni gruppo PTA a sviluppare attività che generino reddito. Avviando piccole attività commerciali, come la gestione di un "cinema" o di un mulino, cominceranno a guadagnare denaro da reinvestire per ristrutturare le aule e acquistare materiali scolastici. Saranno infine in grado di far fronte in modo autonomo a tutte le necessità delle scuole, compresi gli stipendi degli insegnanti.

"Le opportunità sono così poche che i genitori pensano che lo studio non inciderà sul futuro dei propri figli. Stiamo cercando di cambiare questa mentalità attraverso l'educazione, soprattutto in tema di protezione dell'infanzia che prevede il diritto dei bambini a ricevere un'istruzione", dice Joana.

Ricorda il giorno in cui una ragazzina le ha detto di voler andare all'università prima di sposarsi.

"Anche se era una su 140 studenti, cambiare la mentalità di una giovane e aiutarla a realizzare interamente il suo potenziale mi dà tutta la motivazione di cui ho bisogno".

Joana ha iniziato il suo lavoro in Ciad sei mesi fa e, anche se è molto stanca, porta avanti la sua attività con passione ed entusiasmo.

 "Credo davvero che l'educazione sia l'unico modo per cambiare il mondo. Il nostro lavoro ha un impatto, grande o piccolo che sia. Ogni giorni faccio del mio meglio per essere di esempio ai nostri studenti".

Grazie a collaboratori impegnati ed entusiasti come Joana, i progetti del JRS hanno un impatto notevole sulle loro comunità e attraverso l'educazione continuano a creare opportunità per rifugiati e sfollati. 

- Sarah Morsheimer, assistente alla comunicazione del JRS International



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