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Cúcuta, 5 dicembre 2017 – Decenni di conflitto interno armato in Colombia hanno costretto allo sfollamento migliaia di persone. Molti di questi sfollati si spostano in città, dove è difficile trovare lavoro, le potenzialità di sfruttamento sono elevate, e le possibilità di  raggiungere l'autosufficienza non sono molte, men che meno di mantenere una famiglia.

Adriana Caro vive a Cúcuta, in Colombia, ed è una delle tante donne del paese costrette a far fronte alle conseguenze dello sfollamento forzato. Originaria di Medellín, Adriana è fuggita da Bogotá in seguito all'assassinio del compagno ad opera di una banda di criminali (BACRIM), trovandosi costretta a vagare in tutta la Colombia nel tentativo di salvarsi. Attualmente è lei che mantiene la famiglia, accompagnata a Norte de Santander dal gruppo locale del JRS Colombia, che la aiuta affidandole una piccola attività di commercio alimentare nel contesto del loro programma di sussistenza sostenibile. "La pace", dice, "inizia con un sorriso".

(Natalia Betancourt/Jesuit Refugee Service)

Evelio è arrivato a Cúcuta nel 1997 a causa del conflitto armato in atto in Colombia. Il suo progetto di sussistenza consiste nel lavorare i metalli e produrre utensili da cucina. "Prima di conoscere il JRS ero demotivato, non avevo un progetto. Ora che ne ho uno, sono motivato e ho una mia attività che mi assicura stabilità economica".

(Natalia Betancourt/Jesuit Refugee Service)

Yarilene ha 25 anni, ed è stata costretta a sfollare da Harcari. È arrivata a Cúcuta oltre dieci anni fa, e con l'aiuto del JRS ha portato a termine un corso di formazione in pianificazione commerciale, marketing, vendite e customer service; tutte competenze che la aiuteranno a progredire con il suo progetto personale di produzione e vendita di gelati.

(Natalia Betancourt/Jesuit Refugee Service) 

Cristo è arrivato a Cúcuta nel 2015, quando il conflitto armato interno lo ha costretto ad abbandonare il luogo in cui era nato, nei pressi di El Carmen. Racconta di aver avuto una vita molto difficile dopo essere partito dalla sua cittadina: da sfollato in un ambiente urbano, gli era quasi impossibile trovare lavoro. La situazione è cambiata quando ha conosciuto il JRS. Ora ha il suo banco ambulante, e riesce a mantenere di nuovo la famiglia vendendo generi alimentari.

(Natalia Betancourt/Jesuit Refugee Service)

A Flor Marina un tempo era stato riconosciuto lo status di rifugiata, ma poi nel 2015 è stata rimpatriata nuovamente in Colombia. Insediatasi nella città di Cúcuta, con l'aiuto del JRS ha avviato un negozio di sartoria. La sua è un'attività fiorente: vende abiti in centro città e alcuni dei suoi clienti più abituali li prenotano in anticipo. Con i proventi della nuova attività, che conduce insieme ad alcuni familiari, è riuscita a costruirsi una nuova casa.

(Maria Teresa Urueña/Jesuit Refugee Service) 

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