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Kafroun, 30 marzo 2018 – La storia di Nour* è una storia di dolore, di un cuore spezzato e di un’anima stanca, ma è anche la storia di come sia possibile ricostruire l’infanzia e la speranza in piena guerra.

Prima che scoppiasse il conflitto siriano, Nour abitava con la famiglia nella zona rurale di Homs. Poco dopo l’inizio delle violenze, il padre è stato ucciso e lei è scappata insieme alla madre e alla sorella più piccola a Tartus, città sulla costa siriana.

Pur avendo scampato le ostilità della guerra, nella nuova vita sono sorte altre difficoltà. La mamma di Nour è riuscita a trovare solo una piccola stanza e si è messa a lavorare molte ore come domestica per riuscire a pagare l’affitto e le altre spese.

Con la mamma che si assentava tanto a lungo, Nour ha cominciato a non andare più d’accordo con la sorellastra. Questi cambiamenti, sommati alla morte del padre, le hanno lasciato un dolore che non sapeva come gestire. In breve, ha cominciato a soffrire di crisi depressive che l’hanno spesso portata a episodi di autolesionismo.

Al Centro Kafroun del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), gli assistenti sociali l’hanno accompagnata aiutandola a gestire in modo efficace gli attacchi di panico e a riprendere fiducia in sé.

Oggi, con il sostegno del team del JRS, continua a imparare a gestire le crisi depressive e a non farsi del male.

Quando, dopo due mesi, si è presentata al controllo, Nour era migliorata in modo evidente e significativo. Oltre a imparare a capire e gestire meglio le proprie emozioni, fa incredibili progressi a scuola.

“Al Centro, mi sento in grado di leggere e scrivere, e non sono più arrabbiata” spiega.

A casa, i rapporti con la sorellastra stanno lentamente migliorando; ogni giorno, quando torna dal Centro, le porta addirittura un biscotto.

La storia di Nour non è insolita: è simile a quella di tanti altri bambini cui è stata tolta l’innocenza troppo presto.

Per il momento, non c’è modo di eliminare l’ingiustizia e il dolore cui sono esposti tanti bambini siriani, ma possiamo aiutarli a ricominciare.

*I nomi e i dettagli identificativi sono stati cambiati per proteggere la privacy delle persone.

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