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Un'insegnante e una studentessa in una scuola del JRS a Goz Beïda, Ciad. (JRS)
N’Djamena, 10 aprile 2018 – Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) lavora nel Ciad fin dal 2006 per servire, sostenere e difendere i rifugiati sudanesi che hanno lasciato le proprie abitazioni quando, nel 2003, è scoppiato il conflitto ancora in corso. La natura cronica del conflitto nel Sudan ha fatto sì che diverse agenzie delle NU e ONG hanno gradualmente cominciato a ridurre gli aiuti, canalizzandoli verso altri conflitti più recenti. Per il momento, il rientro dei rifugiati nel Sudan è virtualmente impossibile, e in tale contesto la promozione dell’autonomia e dell’integrazione dei rifugiati nel Ciad è diventata una priorità

Uno dei maggiori problemi che colpiscono l’integrazione della popolazione rifugiata sudanese nel Ciad è il fatto che la maggior parte del sistema educativo del paese è disponibile solo in francese. Diventa quindi molto difficile per gli studenti rifugiati andare all’università, anche se hanno la maturità, poiché la maggior parte di loro parla solo l’arabo.

L’istruzione post secondaria gioca un ruolo essenziale nel promuovere l’integrazione ed il motivo per cui due anni fa il JRS ha messo in atto una strategia per garantire l’integrazione professionale ed educativa dei rifugiati in diversi modi. Parte integrante della strategia: lo sviluppo di un programma di borse di studio della durata di 3 anni presso l’ENS (un college per la formazione degli insegnanti) attraverso il quale 60 rifugiati possono ottenere un diploma riconosciuto dallo Stato ciadiano che li certifica come insegnanti. Il JRS offre inoltre corsi di informatica presso due centri Arrupe, mettendo a disposizione degli studenti l’opportunità di sviluppare competenze informatiche, e corsi di francese a diversi livelli.

Grazie a una recente collaborazione con i CALF (Centri per l’apprendimento della lingua francese), un numero sempre maggiore di beneficiari sono riusciti a superare l’esame DELF (Diploma di studi in lingua francese) nei campi. Solo nel 2017, più di 1.800 studenti hanno preso parte a questo programma educativo, di cui più del 25 percento donne. Più del 10 percento di questi studenti erano ciadiani, incoraggiare la partecipazione della popolazione locale in queste iniziative contribuisce a migliorare la coesistenza e l’integrazione nella comunità.

Ammar è un chiaro esempio dell’importanza dell’istruzione post-secondaria nell’esistenza dei rifugiati. Ha 20 anni e vive nel campo di Djabal a Gozbeida, nel Ciad. Oltre a studiare meccanica, frequenta i corsi di francese, inglese e informatica del JRS. Grazie a ciò che impara, può aumentare le proprie conosenze nel campo della meccanica scaricando video e tutorial in francese e in inglese. Il suo sogno è di andare all’università per studiare medicina, ma per il momento la sua situazione economica non glielo consente.

“Un giorno, spero di potermi pagare il college. La mia famiglia è molto grande, e abbiamo bisogno di denaro perché mio padre ha 28 figli”.

Nonostante tutto ciò, Ammar è ottimista: “Adesso ho 20 anni e ancora non ho nessuna delle cose che ho cercato di ottenere, ma sono sicuro che ce la farò… ogni mattina, quando mi alzo, cerco di dare il meglio”.

Nel 2018, la strategia per l’istruzione post-secondaria del JRS si prefiggerà di aumentare il numero delle borse di studio disponibili creando nuove collaborazioni di formazione professionale, e fare in modo che nuove generazioni di rifugiati abbiano accesso a corsi di francese e di informatica di qualità, e cercando il modo di espandere queste attività in altre zone del Ciad.

L’integrazione dei rifugiati nel Ciad è una necessità sempre più urgente e l’istruzione post-secondaria è una delle soluzioni più efficaci. È di vitale importanza continuare a sostenere e migliorare i programmi che promuovono l’integrazione.


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