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Vumilia con p. Thomas H. Smolich SJ, il directore internazionale di JRS. (JRS)

Adjumani, 20 luglio 2018 - “Il mio scopo non è quello di essere contento di ciò che so, ma di avere conoscenze che siano di beneficio agli altri”, dice Vumilia Ameshinda riflettendo sul proprio futuro. “Un giorno, vorrei vedere il mio nome associato a qualcosa di positivo che abbia avuto un impatto su tutta la comunità. Vorrei dare vita a un patrimonio che benefici la comunità, il paese, il mondo – se possibile”.

Vumilia è uno degli studenti rifugiati appoggiati dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) che frequenta l’Ocer Campion Jesuit College, una scuola secondaria del JRS a Gulu, nell’Uganda del nord.

Viene dal Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo - terra a lungo tormentata da violenze e instabilità. Sono sfollate più di un milione di persone, e nella sola Uganda hanno trovato riparo oltre 280.000.

Lui era in vacanza con i nonni e i due fratelli quando le violenze li hanno raggiunti costringendoli a cercare di mettersi in salvo. “Fummo attaccati e dovemmo fuggire”, ricorda.
È in Uganda da 7 anni, e non ha mai più visto né sentito i suoi genitori.

Nel primo anno passato in Uganda, ha trascorso giorni interi a casa senza avere molto da fare, perché la famiglia non poteva permettersi di fargli frequentare la scuola. È una realtà ben nota che colpisce la maggioranza dei bambini sfollati e rifugiati.

Nonostante l’Uganda abbia una politica di apertura nei confronti dei rifugiati, gli fornisca i documenti necessari e conceda il diritto al lavoro, a lavorare la terra e muoversi liberamente all’interno del paese, il numero di rifugiati in aumento ha messo notevolmente sotto pressione il settore dell’istruzione. Scuole sovraffollate, numero limitato di insegnanti qualificati, e mancanza di risorse rendono l’accesso all’istruzione una sfida già per la comunità locale, figuriamoci per i rifugiati.

Nel 2017, nell’Uganda settentrionale meno del 12 percento dei ragazzi in età da scuola secondaria ha avuto accesso all’istruzione. Grazie alla borsa di studio del JRS, Vumilia è uno di loro.

Quando ha conosciuto il JRS, gli è stata data la possibilità di iscriversi alla scuola primaria nonostante lo scoglio della lingua. Pur provenendo da un paese di lingua francese e dovendo frequentare le lezioni in inglese, Vumilia si è dimostrato capace di imparare la nuova lingua e progredire brillantemente a scuola.

Ha infatti superato l’esame finale della scuola primaria come migliore studente della sua classe, ottenendo uno dei voti più alti di tutta la scuola. Il JRS gli ha quindi assegnato una borsa di studio per frequentare l’Ocer Campion Jesuit College, dove ha continuato ad avere buoni risultati.

“Mi interessano le materie scientifiche, e vorrei studiare ingegneria chimica fino al dottorato. So che il mio sogno è legato alle risorse disponibili”, ammette. “Un po’ per volta, se ne avrò la possibilità, credo che ce la farò”.

Vumilia sa quanto sia volatile il suo futuro, ma è determinato a fare tutto quello che può per non perdere anche la più piccola opportunità di portare avanti la sua istruzione.
Non per nulla, nella sua lingua Vumilia significa “paziente”, e Ameshinda, il suo secondo nome, “ha vinto”.


Attualmente il JRS dà sostegno a 15 scuole secondarie nel nord dell’Uganda, con interventi che vanno dalla concessione di borse di studio, alla distribuzione di materiale scolastico, all’erogazione di stipendi agli insegnanti, e alla costruzione di strutture scolastiche. Cliccare qui per sostenere i nostri progetti in Uganda.


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