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Diplomate del Pretoria Skill Centre festeggiano il traguardo raggiunto. (JRS)

Johannesburg e Pretoria, 3 agosto 2018 – Questo mese il JRS Sudafrica ha festeggiato la consegna del diploma a 221 rifugiati e richiedenti asilo dell'Arrupe Women's Skill Centre e del Pretoria Skill Centre.

I neodiplomati e le neodiplomate hanno concluso un periodo di formazione di cinque mesi nella disciplina prescelta, e hanno ricevuto il materiale necessario per avviare una attività remunerativa in proprio. Le materie di studio erano sartoria, panificazione, estetica, make-up, acconciatura, elementi di informatica, e lingua inglese.

La consegna dei diplomi all'Arrupe Women's Skill Centre è stata un momento di grande gioia: le oltre 100 neodiplomate si sono festeggiate reciprocamente con canti e balli e hanno ricevuto tutte il proprio attestato con sorrisi orgogliosi e espressioni di gratitudine verso Dio, il JRS e i loro insegnanti.

"Al mio arrivo all'Arrupe Center, non sapevo parlare l’inglese. Ora ho un mestiere che mi darà da vivere, e lascio questo luogo con fiducia", ha detto una delle studentesse del corso di inglese, al microfono. Un'altra, proveniente dal corso di panificazione, ha precisato che "Oltre alla tecnica vera e propria del mestiere, abbiamo imparato come gestire l'aspetto economico di un'attività in proprio in modo da generare reddito a beneficio delle nostre famiglie". Si coglieva tra le diplomate un senso di speranza e l’aspirazione a mettere in pratica le competenze acquisite, e sostenere se stesse e i propri familiari.

Al Pretoria Skill Centre, alla consegna dei diplomi si avvertiva un'atmosfera carica di energia. Le studentesse del corso di cucito avevano realizzato alcune creazioni, tra cui un abito da sposa e uno da damigella. Molti dei neodiplomati esprimevano un senso di gratitudine e di determinazione per il futuro. "Vi siamo grati per averci dato questa opportunità, per averci dato speranza. Quando siamo arrivati qui, non avevamo idea di cosa fare della nostra vita, ora ci si è aperta una strada ", ha detto uno studente del corso di computer.

Invitata a parlare, Michele Mangwaro – rifugiata dallo Zimbabwe che ora gestisce una propria attività che si occupa di salute ed estetica – ha avuto parole di forte stimolo e motivazione. Ha insistito perché donne e uomini individuassero ciascuno i propri valori e motivazioni così da "raggrupparsi, ricostruire e riposizionarsi in modo tale da procedere insieme verso il futuro". Gli studenti le hanno risposto con le sue stesse parole: "Non si può mollare". 

Ora queste donne e questi uomini rientreranno nella loro comunità dotati delle competenze, del materiale e della fiducia necessari a conquistare l’autosufficienza economica.


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