Sud Sudan: portare speranza
Il numero di sfollati sud-sudanesi è quello aumentato più in fretta del 2016, con oltre con oltre 3,3 milioni di persone costrette a lasciare la propria casa. In aggiunta alla gravità della situazione economica (con un tasso di inflazione che supera l'800%), la crisi umanitaria che si è venuta a creare nel Sud Sudan è di proporzioni senza precedenti.

La popolazione locale e i rifugiati sud-sudanesi hanno sempre più bisogno di sostegno; e In mezzo a tutte questa difficoltà, il JRS Sud Sudan continua a investire in educazione e attività psicosociali e pastorali a Yambio e Maban. Offre educazione come misura protettiva contro l'arruolamento forzato, ma anche per preparare la generazione futura a imparare come risolvere le controversie attraverso il dialogo e la negoziazione piuttosto che ricorrendo alla violenza e alla forza. L'organizzazione fornisce inoltre sostegno psicosociale per aiutare le persone a guarire le ferite inferte dai traumi, e superare le avversità. Sono anche disponibili attività pastorali che celebrano la vita in mezzo a tanta morte e devastazione, e affermano che Dio non ha abbandonato il suo popolo.
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Sud Sudan: la cerimonia di consegna dei diplomi – stare insieme, imparare insieme
Maban, 27 luglio 2017 – Un evento straordinario non tanto per il numero dei ragazzi, né per la pazienza di cui stavano dando prova nella calura di quel giorno; straordinario innanzitutto perché si trattava della cerimonia della consegna dei diplomi, i loro diplomi.
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Sud Sudan: centri temporanei per l’apprendimento
Jamman, 26 giugno 2017 - Sono Titus e vengo da Jammam. Sono arrivato a Huffra a causa del conflitto in corso nel 2015 tra le forze di opposizione e l'esercito nella zona di Jammam. Quando sono arrivato qui, il JRS ha deciso di costruire un Centro temporaneo per l'apprendimento per noi sfollati (IDP), del quale sono infine entrato a far parte come insegnante. 
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Sud Sudan: una guerra senza senso
Maban, 20 aprile 2017 - Siamo sconvolti dalla piega presa di recente dagli eventi qui nel Sud Sudan. Dopo cinque lunghi decenni di conflitto con il Nord, nel 2011 il Sud Sudan è diventato indipendente. Poco dopo, nel dicembre del 2013, una guerra civile di ampia portata ha cominciato a minacciare l’esistenza stessa della più giovane nazione del mondo.
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Sud Sudan: correre per i Rifugiati
Roma, 19 Aprile 2017- Il Sud Sudan, un paese giovanissimo devastato dalla carestia e dilaniato dalla guerra civile, un luogo tormentato dell’Africa centro-settentrionale, che sento vicino al cuore. Da 24 anni, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), dove lavoro, offre servizi educativi ai sud-sudanesi. Fin da quando ha ottenuto l’indipendenza nel 2001, il paese non ha smesso di soffrire. 
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Uganda: appello congiunto perché cessino le violenze nel Sud Sudan
Kampala, 15 dicembre 2016 – Ricorrendo il terzo anniversario dell'esplosione nel dicembre 2013 delle violenze nel Sud Sudan, l'Ufficio del Primo Ministro del governo ugandese, sei agenzie delle NU e undici organizzazioni umanitarie che operano in Uganda si appellano al mondo intero perché si ponga fine alle sofferenze del popolo sudsudanese. 
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Sud Sudan: da “Bambini perduti” a leader
Juba, 8 gennaio 2016 – Alla fine degli anni '90, più di 20.000 bambini e bambine scappati dalla seconda guerra civile del Sudan, hanno perso le proprie famiglie lungo il cammino. Per anni la comunità internazionale li ha definiti "Bambini perduti", oggi però non sono più bambini, né perduti.
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Sud Sudan: sono qui per stare al vostro fianco
Maban, 19 ottobre 2015 – Quando le bombe hanno colpito le case di centinaia di migliaia di persone nello stato del Nilo Azzurro (Sudan), la gente è fuggita solo con l’abito che indossava, lasciando dietro a sé tutto ciò che aveva. Per i malati gravi e le persone psichicamente instabili, l'esperienza è stata doppiamente pesante.
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Sud Sudan: lavorare per la pace attraverso l'istruzione
Nairobi, 8 ottobre 2015 — Il diritto fondamentale dei bambini all'educazione è particolarmente a rischio in situazioni di emergenza. Le crisi umanitarie interrompono l'educazione e contribuiscono ad aumentare il tasso di abbandono scolastico e ad abbassare quello di percorsi scolastici conclusi con successo. Quando poi le emergenze causano migrazione forzata, l'impossibilità di accedere a istruzione di qualità può avere un impatto sulla capacità delle comunità interessate di riprendersi e di prosperare.
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