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#Do1Thing: La speranza dei rifugiati parte da voi

Sentiamo parlare costantemente di “crisi dei rifugiati”, e l'immensa portata della situazione attuale – oltre 65 milioni di persone costrette ad abbandonare la propria casa in cerca di sicurezza, di cui 22,5 milioni devono addirittura fuggire dal proprio paese – ci procura un senso di impotenza, di frustrazione. Si può fare qualcosa? 

A dire il vero, non si tratta tanto di una crisi dei “rifugiati”, quanto piuttosto di una “crisi della solidarietà”, quella che Papa Francesco ha definito la “globalizzazione dell'indifferenza”.La risposta che serve è sia individuale sia collettiva: la solidarietà non si limita a un ideale, ma si esprime in misure e azioni concrete che ci avvicinano al nostro prossimo, quale che sia la situazione in cui si trova. 

Per celebrare la 104a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il JRS lancia una campagna intitolata #Do1Thing, per mostrare cosa fanno le persone per accogliere, proteggere, promuovere e integrare rifugiati nelle loro rispettive comunità. Sono persone comuni che fanno cose semplici, come offrire amicizia o aiutare gli studenti di un corso di lingua. Non compiono una serie di atti straordinari, eroici, al contrario molte volte si limitano a offrire un appoggio, una qualche forma di sostegno, un giorno a settimana. Spesso si tratta soltanto di #Do1Thing. 

Papa Francesco dice che se diamo speranza a una persona, “poi c'è un altro 'tu', e un altro 'tu'; e allora diveniamo 'noi'... e quando c'è il 'noi' comincia una rivoluzione”. Condividete, per favore, la vostra storia #Do1Thing, perché altri possano scoprire di non agire da soli, ma come parte di un movimento, di una rivoluzione di compassione e tenerezza.

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#Do1Thing: Lasciamo che sia l’amore il nostro impegno
Porto, 17 aprile 2018 – Dundo, nel nord dell’Angola, al confine con la Repubblica Democratica del Congo, ospita due grandi campi rifugiati che negli ultimi tre mesi del 2017 sono stati la mia casa, e lo dico perché mi hanno fatto sentire come se lo fossero stati realmente, anche se so che un campo rifugiati non dovrebbe mai essere casa per nessuno.
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#Do1Thing: Come a casa di mia madre
Parramatta, 6 aprile 2018 – Una volta arrivata in Australia, Esther* si è trovata in serie difficoltà economiche, oltre che in una situazione di insicurezza alimentare. Una sua amica le aveva suggerito di prendere contatti con il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), dandole il numero di telefono perché potesse chiamare.
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#Do1Thing: Un cuore per gli altri
Parramatta, 2 marzo 2018 – “Non va sottovalutata la forza che ha il gesto di offrire una tazza di tè preparata appositamente per qualcuno, fatta proprio come piace a quella persona”, dice Joanna, responsabile per l’impegno in comunità presso il JRS Australia.
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#Do1Thing: Cosa possiamo fare da casa?
Goma, 27 febbraio 2018 – Vivo a Goma, capitale della provincia del Nord Kivu nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il contesto di questa regione è molto complesso, e ha subìto l’influenza di numerosi eventi tragici.
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#Do1Thing: Il tempo è ciò che di meglio puoi dare
Batouri, 15 febbraio 2018 – Ho trascorso quasi un anno a Batouri, nel Camerun orientale. È in gran parte ricoperta da foreste; il che rende problematica la fornitura di corrente elettrica, e inesistente l’acqua corrente.
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#Do1Thing: Un piccolo impegno può avere un grande impatto
Parramatta, 25 gennaio 2018 – Migrante lei stessa in passato, Marthe sa cosa vuol dire doversene andare. “I rifugiati non vogliono essere qui, vorrebbero stare a casa”, lei dice.
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#Do1Thing - Piccole azioni locali di grande impatto
Fairfield, 22 gennaio 2019 – Quando ho deciso di #Do1Thing per i rifugiati non avevo un’idea precisa di come la vita mi avrebbe portata a fare tante cose, e a ispirare altri a compiere azioni per incoraggiare i rifugiati a ricostruire le proprie esistenze una volta reinsediati in America.
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#Do1Thing: I miei inaspettati maestri di nuoto
Cisarua, 19 gennaio 2018 – Najib è un Hazara scappato dall’Afghanistan in Indonesia. Prima di arrivare in Indonesia, non sapeva proprio nuotare.
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#Do1Thing: Ridere è la migliore medicina
Bogor, 17 gennaio 2018 – Quando pensiamo a un medico tra i rifugiati, la prima cosa che ci viene in mente è che sia lì per prestare cure sanitarie di emergenza.
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#Do1Thing: Condivido il mio sapere con i rifugiati
Cisarua, 15 gennaio 2018 – Sari ha a disposizione un po’ di tempo libero, e conosce bene la propria lingua, l’indonesiano. Eccolo il suo dono per i rifugiati hazara fuggiti dall’Afghanistan in Indonesia che stanno aspettando di essere reinsediati in un paese terzo.
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