#Do1Thing: La speranza dei rifugiati parte da voi

Sentiamo parlare costantemente di “crisi dei rifugiati”, e l'immensa portata della situazione attuale – oltre 65 milioni di persone costrette ad abbandonare la propria casa in cerca di sicurezza, di cui 22,5 milioni devono addirittura fuggire dal proprio paese – ci procura un senso di impotenza, di frustrazione. Si può fare qualcosa? 

A dire il vero, non si tratta tanto di una crisi dei “rifugiati”, quanto piuttosto di una “crisi della solidarietà”, quella che Papa Francesco ha definito la “globalizzazione dell'indifferenza”.La risposta che serve è sia individuale sia collettiva: la solidarietà non si limita a un ideale, ma si esprime in misure e azioni concrete che ci avvicinano al nostro prossimo, quale che sia la situazione in cui si trova. 

Per celebrare la 104a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il JRS lancia una campagna intitolata #Do1Thing, per mostrare cosa fanno le persone per accogliere, proteggere, promuovere e integrare rifugiati nelle loro rispettive comunità. Sono persone comuni che fanno cose semplici, come offrire amicizia o aiutare gli studenti di un corso di lingua. Non compiono una serie di atti straordinari, eroici, al contrario molte volte si limitano a offrire un appoggio, una qualche forma di sostegno, un giorno a settimana. Spesso si tratta soltanto di #Do1Thing. 

Papa Francesco dice che se diamo speranza a una persona, “poi c'è un altro 'tu', e un altro 'tu'; e allora diveniamo 'noi'... e quando c'è il 'noi' comincia una rivoluzione”. Condividete, per favore, la vostra storia #Do1Thing, perché altri possano scoprire di non agire da soli, ma come parte di un movimento, di una rivoluzione di compassione e tenerezza.

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#Do1Thing: I miei inaspettati maestri di nuoto
Cisarua, 19 gennaio 2018 – Najib è un Hazara scappato dall’Afghanistan in Indonesia. Prima di arrivare in Indonesia, non sapeva proprio nuotare.
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#Do1Thing: Ridere è la migliore medicina
Bogor, 17 gennaio 2018 – Quando pensiamo a un medico tra i rifugiati, la prima cosa che ci viene in mente è che sia lì per prestare cure sanitarie di emergenza.
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#Do1Thing: Condivido il mio sapere con i rifugiati
Cisarua, 15 gennaio 2018 – Sari ha a disposizione un po’ di tempo libero, e conosce bene la propria lingua, l’indonesiano. Eccolo il suo dono per i rifugiati hazara fuggiti dall’Afghanistan in Indonesia che stanno aspettando di essere reinsediati in un paese terzo.
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#Do1Thing: Aiutare i rifugiati a far emergere il proprio potenziale
Sydney, 14 gennaio 2018 Junghee vive al centro di Sydney con il suo cane Boo, e fa volontariato come insegnante di inglese all’Arrupe Place, il centro di JRS a Parramatta.
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#Do1Thing: La speranza dei rifugiati parte da voi
Roma, 9 gennaio 2018 – Sentiamo parlare costantemente di “crisi dei rifugiati”, e l'immensa portata della situazione attuale ci procura un senso di impotenza, di frustrazione. A chi spetta il compito di risolvere la “crisi dei rifugiati”? Si può fare qualcosa? Di chi è la colpa se siamo giunti a questa situazione?
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