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Rifugiati urbani: Costruire comunità di incontro e ospitalità

L’immagine tradizionale dei rifugiati che vivono in campi cresciuti in modo irregolare nelle aree rurali non è più veramente rappresentativa dei movimenti dei rifugiati. Il 60% degli sfollati di tutto il mondo vive ora in contesti urbani.

I rifugiati urbani sono spesso invisibili e si perdono nelle falle del sistema. Si scontrano di continuo con falle nel sistema di protezione, frequentemente si vedono negato l’accesso ai servizi di base, e sono esposti a vulnerabilità sociali tipiche della loro condizione. Per i rifugiati urbani le barriere all’integrazione non sono solo istituzionali o legali; l’accesso a una vera integrazione locale nei contesti urbani dipende infatti in parte da come le comunità ospitanti locali rispondono all’arrivo dei nuovi venuti.

Aderendo alla chiamata di Papa Francesco per una cultura dell'incontro, il JRS ritiene che la presenza di rifugiati urbani  e richiedenti asilo sia un’opportunità di crescita e contribuisca fattivamente alla creazione di comunità di amicizia e incontro.

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Sudafrica: Aiutare a guarire, offrire speranza
Johannesburg, 4 giugno 2018 - Carl e Fartune sono entrati nella stanza e Molline si è illuminata in volto. Era emozionata che tutti e due gli operatori del JRS che si occupano di salute di comunità fossero tornati al suo appartamento. “Vorrei stessero sempre con me”, dice Molline.


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Giordania: Accompagnare i rifugiati ad Amman
Amman, 19 febbraio 2018 – Spinta dalla sua passione per la cultura mediorientale e dalla determinazione a promuovere rapporti attraverso la lingua, Elizabeth Woods ha davvero inciso sulla vita dei rifugiati di cui si occupa in Giordania.
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Thailandia: Con gli occhi di un rifugiato
Bangkok, 12 febbraio 2018 – La storia di Abasme mostra incredibile coraggio, resilienza e persistenza. Ha colto le opportunità educative che gli si sono presentate e, grazie alla perseveranza che gli è propria e alle sue competenze, ha trovato lavoro nel mercato informale in circostanze estremamente difficili. Ma soprattutto continua ad andare avanti nella speranza di un futuro migliore.
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Canada: Costruire comunità per canadesi e nuovi arrivati
Montréal, 5 gennaio 2018 – Seguendo nel 1980 la chiamata di Pedro Arrupe SJ, allora Superiore Generale della Compagnia di Gesù, ad assistere i boat people vietnamiti, i gesuiti del Canada francese hanno iniziato a sostenere i rifugiati. Il Canada aveva istituito il sostegno privato dei rifugiati nel 1979. Da allora, il programma di patrocinio ha sostenuto migliaia di sfollati forzati da molte parti del mondo.
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Italia: Pizza e dialogo a Roma
Roma, 2 gennaio 2018 – Quando Andrea Riccardi mi ha invitato a unirmi alla Commissione “Religioni, Cultura e Integrazione” nel 2012, non sapevo come collegare l’esperienza del dialogo interreligioso con le difficoltà di migranti e rifugiati in Italia.
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Sudafrica: Emancipazione femminile presso gli Arrupe Training Centres del JRS
Johannesburg, 22 dicembre 2017 – In Sudafrica, paese che ospita una delle più consistenti popolazioni di rifugiati urbani del mondo, il JRS gestisce due centri per donne rifugiate e richiedenti asilo.
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Uganda: Il consolidamento della pace unisce rifugiati e comunità ospitanti
Adjumani, 19 dicembre 2017 – "Bisogna che la nostra comunità si trasformi e cambi in una comunità pacifica dove non ci siano conflitti violenti", dice Bosco Geri, 28enne leader di comunità nell’insediamento di rifugiati Pagirinya, distretto di Adjumani, nel nord dell’Uganda.
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Etiopia: Affrontare le difficoltà dell'ambiente urbano
Addis Abeba, 12 dicembre 2017 – L'immagine tradizionale dei rifugiati che vivono in sterminati insediamenti e campi in ambiente rurale non raffigura più in assoluto la reale situazione dei rifugiati.
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Ecuador: Storia di un ritorno felice
San Lorenzo, 7 dicembre 2017 – Maria Dolores è ecuadoriana ma ha vissuto a Cali, in Colombia, fino a quando le violenze dovute al conflitto armato in corso nella zona sono diventate troppo intense, ed è stata costretta a tornare nel suo paese.
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Colombia: Volti dello sfollamento urbano
Cúcuta, 4 dicembre 2017 – Decenni di conflitto interno armato in Colombia hanno costretto allo sfollamento migliaia di persone. Molti di questi sfollati si spostano in città, dove è difficile trovare lavoro, le potenzialità di sfruttamento sono elevate, e le possibilità di  raggiungere l'autosufficienza non sono molte, men che meno di mantenere una famiglia.
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