Repubblica Centrafricana: sospesi i progetti ed evacuato il personale
27 marzo 2013

Marzo 2012, alunni di un corso organizzato dal JRS a Markounda. Il personale del JRS è stato evacuato e i progetti sono stati sospesi nella Repubblica Centrafricana il 25 marzo 2013 a causa delle inadeguate condizioni di sicurezza e di crescenti fenomeni di violenza (Peter Balleis/JRS).
Numerosi studi valutativi hanno comprovato l'estrema, urgente necessità di generi alimentari, assistenza medica e servizi sanitari nelle zone controllate dai ribelli.
Yaoundé, 27 marzo 2013 – Per la seconda volta in tre mesi il personale del JRS è stato costretto a lasciare la Repubblica Centrafricana (CAR) e a sospendere i relativi progetti a causa dell'inasprirsi del conflitto in corso tra forze di governo e la coalizione ribelle Séleka.

Alla fine del dicembre scorso, il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza aveva spinto il JRS a sospendere i progetti per un mese. Riaperti alla fine di gennaio, sono stati chiusi di nuovo la scorsa settimana. Scortato dall'esercito francese, l'ultimo gruppo del JRS ha lasciato il paese con un volo delle NU, giungendo nella capitale camerunense Yaoundé martedì di primo mattino.

Nel cuore di questa nuova crisi, il direttore del JRS Africa Occidentale Ernesto Lorda ha rivolto un accorato invito alle forze ribelli perché venga assicurata protezione alla popolazione civile e sia consentita alle organizzazioni umanitarie di riprendere la distribuzione di aiuti umanitari e la prestazione di servizi educativi in favore della popolazione infantile.

Fallito l'Accordo di Libreville che prevedeva un governo a potere condiviso, circa 5.000 combattenti della coalizione Séleka hanno preso il potere domenica scorsa nella capitale con un'offensiva lampo che li ha visti farsi strada con la forza dall'estremo nord del paese fino a raggiungere in quattro giorni il palazzo presidenziale.

A quanto si apprende da Alertnet, schiere di cecchini e razziatori hanno vagato martedì per le strade della capitale Bangui, mentre forze di pace regionali e forze ribelli cercavano di ripristinare l'ordine dopo il colpo di stato che lasciava il paese in un profondo caos. Nei mesi scorsi, in molti erano giunti a Bangui dopo essere fuggiti da situazioni di insicurezza e la conseguente difficoltà nel reperire generi di prima necessità ha causato un'improvvisa impennata dei prezzi. 

L'ultima evacuazione del JRS da Bangui è avvenuta dopo che le condizioni di pace sono apparse definitivamente compromesse causa la fuga all'estero del presidente durante il weekend e in seguito al ritiro lunedì scorso del suo personale dal circondario nordoccidentale di Markounda. Tutto il personale già presente nella zona è ora al sicuro nel Ciad.

Riferisce Ernesto Lorda che tutto il personale delle altre ONG e agenzie delle NU, tra cui quello dell'Agenzia delle NU per i rifugiati (UNHCR), è stato evacuato.

Mancanza di sicurezza e crisi umanitaria. A quanto viene riferito, dalla firma dell'Accordo di pace lo scorso dicembre, oltre 1,1 milioni di persone che vivono nei territori controllati dalle forze ribelli versano in condizioni di estrema difficoltà.

Sempre stando a Lorda, "numerosi studi valutativi hanno comprovato l'estrema, urgente necessità di generi alimentari, assistenza medica e servizi sanitari nelle zone controllate dai ribelli. Inoltre, circa 166.000 bambini di questa zona non hanno accesso ai servizi educativi. Nonostante la firma dell'Accordo di pace, quest'anno, permane una situazione di diffusa insicurezza, l'accesso ai servizi erogati dalle organizzazioni umanitarie è stato finora tutt'altro che facile, e la popolazione che vive nelle zone di conflitto armato risente pesantemente dello stato di cose".

"Sono stati riferiti numerosi casi di violazioni dei diritti umani, la popolazione locale ha perduto ogni suo avere, i ribelli hanno saccheggiato uffici, aziende, luoghi di culto. Le diocesi di Bangassou, Alindao e Kagabandoro, nel sud della Repubblica Centrafricana, hanno visto finire nelle mani dei ribelli tutto ciò che avevano".

Secondo l'Agenzia delle NU per i rifugiati, gli scontri avuti fin dall'inizio del conflitto hanno limitato in misura notevolissima l'avvicinamento per motivi umanitari di circa 5.300 rifugiati e oltre 175.000 sfollati (IDP). Si stima che all'incirca 29.000 civili abbiano riparato nel contiguo Congo. Da parte sua, da quando è iniziata la crisi il Ciad ha accolto circa 5.000 rifugiati; nel sud del paese non è mai cessato il flusso in entrata di persone in fuga da una situazione di insicurezza.

Il JRS opera nella Repubblica Centrafricana fin dal 2008. L'anno scorso, gruppi hanno lavorato in tre località – Bria, Markounda e Ouadda – fornendo servizi educativi a carattere formale e di formazione professionale, nonché servizi pastorali e psicosociali a quasi 34.000 rifugiati e sfollati.




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