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Repubblica Centrafricana: il personale del JRS ritorna nonostante la situazione di insicurezza
04 luglio 2013

Corsi istituiti dal JRS a Markounda, nella Repubblica Centrafricana, temporaneamente sospesi nel giugno 2012 a causa del conflitto. Di recente, il JRS ha riavviato le proprie attività, e 16.000 bambini sono potuti tornare a scuola (Peter Balleis/JRS).
Non abbiamo tempo da perdere; dobbiamo mettere in gioco tutte le risorse disponibili perché i bambini non perdano un altro anno di scuola.
Roma, 4 luglio 2013 – Tre mesi dopo essere stato costretto ad abbandonare la Repubblica Centrafricana (RCA), nel mese di giugno il personale del JRS ha fatto finalmente ritorno nel paese. Sebbene l'area sia ancora insicura, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati ha avviato un nuovo progetto a beneficio di 16.000 bambini dei distretti della capitale Bangui che hanno risentito del conflitto.

Secondo il personale del JRS che opera sul campo, a tre mesi dal colpo di stato, la situazione della sicurezza è ancora estremamente instabile e imprevedibile, il che rende l'accesso ad alcune aree del paese molto difficile. Si continua peraltro a impedire alle organizzazioni umanitarie di riavviare le attività rivolte alle popolazione colpite dal conflitto.

La valutazione compiuta dal JRS ha trovato piena conferma nell'arcivescovo di Bagui, Dieudonné Nzapalainga, nel corso di una sua recente visita in Francia. L'Arcivescovo ha infatti illustrato come la popolazione, che conta 4,6 milioni di persone, necessiti di aiuto perché, con la presa di potere da parte dei ribelli, i già pochi servizi esistenti sono stati ora sospesi.

"La RCA sta lentamente morendo" ha detto.

Prima dell'inasprirsi del conflitto, la RCA era già al terzo posto tra i paesi con il massimo tasso di mortalità infantile nel mondo.

Valutazioni dettagliate compiute nella RCA sotto gli auspici del Food Security Cluster delle NU, hanno messo in luce come nel paese quasi mezzo milione di persone risenta dell'insicurezza alimentare; qualora non si provvedesse con urgenza a fornire assistenza, il rischio di crisi alimentare nella stagione secca diverrebbe elevato. A ciò si aggiunga che missioni di monitoraggio dei livelli di protezione hanno evidenziato come nella RCA si compiano continue violazioni dei diritti umani, tra cui arresti arbitrari e detenzioni illegali, torture, rapine a mano armata e violenze sessuali.

Educare anche nell'insicurezza. Poco dopo essere arrivato nel paese, e pur non ancora in grado di accedere ad aree della RCA centrale e occidentale dove il JRS operava prima dell'evacuazione, il personale dell'organizzazione ha lavorato alacremente per istituire un progetto di sostegno all'istruzione per i 16.000 bambini di alcuni dei distretti della capitale maggiormente colpiti.

Il progetto educativo del JRS anticipa la distribuzione di materiale scolastico e alimenti agli studenti, nonché stipendi agli insegnanti. L'obiettivo è quello di aiutare i bambini di 16 scuole della capitale a recuperare il tempo perduto a causa del conflitto.

"Non abbiamo tempo da perdere; dobbiamo mettere in gioco tutte le risorse disponibili perché i bambini non perdano un altro anno di scuola", ha detto il direttore del JRS RCA, Jaime Moreno SJ, parlando da Bangui.

Instabilità persistente. L'instabilità delle condizioni di sicurezza rende di fatto difficile fornire servizi e pianificare il futuro. Il 29 giugno, solo cinque giorni dopo il lancio del nuovo progetto, l'intera città di Bangui è stata nuovamente messa a ferro e fuoco.

"Mi ha riportato alla mente i giorni precedenti il colpo di stato, spari di artiglieria pesante e fucili tutta la notte", ricorda p. Moreno.

Nel marzo scorso, l'alleanza ribelle Seleka ha preso Bangui, ponendo così fine ai dieci anni di potere del presidente Francois Bozize, con l'imputazione di non aver tenuto fede a un accordo di pace del gennaio 2013. L'insicurezza è un fenomeno diffuso in tutto il paese. Per molti anni, il governo ha avuto scarsa presenza o controllo al di là della capitale, e i cittadini sono vissuti nella costante paura di essere attaccati da gruppi armati e bande criminali.

Gli sfollati nel paese sono stati più di 200.000, e si ritiene che ulteriori 55.000 abbiano cercato rifugio negli stati vicini.

Il JRS opera nella RCA fin dal 2008. L'anno scorso, il personale ha lavorato in tre siti – Bria, Markounda e Ouadda – fornendo istruzione formale e professionale, cura pastorale e servizi psicosociali a quasi 34.000 rifugiati e sfollati.




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