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Kenya: nel campo rifugiati di Kakuma, diplomati festeggiano i risultati conseguiti, nella speranza di un futuro migliore
29 settembre 2014

Incoraggiandoli a prodigarsi per cambiare il mondo, lo studente Sylvain Rubamya Canga ha ricordato ai compagni che nel cammino verso il successo si imbatteranno ancora in molti ostacoli, pur tuttavia "chi non rischia, nulla ha e nulla è".
Kakuma, 29 settembre 2014 – Una strada animata del campo rifugiati di Kakuma pullula di piccoli negozi che vendono stoffe colorate provenienti dalla Tanzania, caffè etiopi che servono caffè espresso, famiglie che ritirano rimesse presso sportelli bancari somali e la micro-versione di un campus universitario che offre istruzione online di terzo livello a rifugiati promettenti.

Non diversamente dai campus universitari di altri paesi, il Jesuit Refugee Service Arrupe Centre vanta uno spazio verde, una biblioteca e un laboratorio informatico. La scorsa settimana il campus era ancora più vivace: lunedì 25, infatti, studenti del secondo gruppo del Jesuit Commons: Higher Education at the Margins (JC:HEM) hanno festeggiato con orgoglio il diploma conseguito.

Si celebrano i risultati. Per tre anni, i neodiplomati sono stati studenti di un corso di diploma online presso il centro, frequentando a distanza corsi di università con sede in India, Spagna e Stati Uniti.
Avendo studiato Educazione e Business, agli studenti è stato rilasciato un diploma in Studi Umanistici dalla Regis University di Denver, nel Colorado (Stati Uniti).

L'iniziativa, lanciata nel 2010, si prefigge di ampliare l'accesso all'istruzione di terzo livello in luoghi "ai margini", o in zone dove grave è la carenza di istruzione universitaria.

La cerimonia ha inteso solennizzare il conseguimento del diploma da parte del gruppo di studenti del 2011, il secondo per il JC:HEM Kakuma, con discorsi tenuti da Peter Balleis SJ, direttore del JRS Internazionale; Mary McFarland, direttore internazionale del JC:HEM; John Fitzgibbons, presidente della Regis University; e Deogratias Rwezaura SJ, direttore del JRS Africa Orientale.

Oltre ai risultati accademici, è stata anche celebrata la diversità culturale degli studenti, con balli tradizionali di Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, e Sud Sudan. Tra i diplomati, alcuni provenienti anche da Etiopia, Eritrea, Kenya e Sudan.

Rivolgendosi a un nutrito pubblico composto da membri del consiglio del JC:HEM, diplomati, famiglie e amici, Deogratias Rwezaura SJ ha ricordato agli studenti quanta strada abbiano fatto.

"Desiderate muovervi dai margini verso la prima linea del servizio alla comunità; trasformarvi da vittime delle circostanze a costruttori di pace; assecondare i piani che il futuro ha in serbo per voi divenendo imprenditori ed educatori; senza accontentarvi dello status quo, volendo imparare a servire la vostra gente. Sono questi sogni che fanno di voi uomini e donne significanti per gli altri".

Ostacoli superati. Ottenere un'istruzione universitaria non è stato un percorso privo di sfide. Alcuni degli studenti sono già genitori, altri abitano a 14 km dal centro, due ore di bicicletta per andare e venire. La maggior parte di loro ha continuato a lavorare mentre studiava, per provvedere alla propria famiglia; e tutti sono stati messi a dura prova dalla lentezza della connessione internet del campo rifugiati.

Ora che si sono diplomati, sono pronti ad affrontare nuove sfide come trovare il modo di proseguire la propria istruzione, o perseguire la propria vocazione dentro o fuori dal sovraffollato campo rifugiati.

Incoraggiandoli a prodigarsi per cambiare il mondo, lo studente Sylvain Rubamya Canga ha ricordato ai compagni che nel cammino verso il successo si imbatteranno ancora in molti ostacoli, pur tuttavia "chi non rischia, nulla ha e nulla è".

Desiderare di più. È un consiglio utile per quei diplomati che avvieranno progetti comunitari, o cercheranno lavoro od opportunità educative. Sylvain è stato ammesso al programma di Studi di sviluppo globale presso The Hebrew University of Jerusalem.

Uno dei diplomati, Muzabel Welongo, continuerà a gestire l'organizzazione su base comunitaria da lui istituita, Solidarietà e advocacy con soggetti vulnerabili in situazione di crisi. Altri diplomati lavoreranno come traduttori per l'agenzia delle NU per i rifugiati (UNHCR), insegnanti presso diverse scuole primarie o come personale umanitario nel campo presso organizzazioni come la Lutheran World Federation, l'International Rescue Committee e l'UNHCR.

Il desiderio di istruzione universitaria non si conclude a Kakuma con questo gruppo. Nel 2014, più di 300 rifugiati hanno chiesto di partecipare al corso di diploma del Programma JC:HEM. Dopo un rigoroso processo di selezione, ne sono stati ammessi 35. Mary McFarland, direttore internazionale del JC:HEM, ha fatto presente che nel prossimo futuro il programma potrà accogliere un maggior numero di studenti, rispondendo così alla crescita della popolazione residente nel campo.

Gli studenti ammessi sperano di dare seguito alla tradizione istituita dai gruppi che li hanno preceduti, di perseguire la missione ignaziana del "magis", fare di più per se stessi e per la società tutta.


Angela Wells, responsabile per la comunicazione del JRS Africa Orientale




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