Europa: I cattolici rispondono all'invito di Papa Francesco ad accogliere i rifugiati
08 settembre 2015

Un insegnante del JRS Romania spiega la grammatica a una ragazza rifugiata. In tutta Europa, i programmi del JRS aiutano i rifugiati a rifarsi una nuova vita. (Foto: JRS Romania)
Speriamo che questo slancio perduri nel tempo.
Bruxelles, 8 settembre 2015 -- I cattolici di tutta Europa stanno rispondendo positivamente all'invito di Papa Francesco a dare ospitalità ai rifugiati. Da quando la settimana scorsa il Pontefice si è espresso in tal senso, migliaia di persone si sono rivolte al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati esprimendo il desiderio di ospitare rifugiati nella propria casa, donare capi di abbigliamento o offrire aiuto in altre forme a chi versa in stato di bisogno.

Domenica 6 settembre, Papa Francesco ha chiesto che "Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d'Europa ospiti una famiglia", soggiungendo che le due parrocchie del Vaticano avrebbero anch'esse accolto a breve due famiglie di profughi.

"Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame [...], il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere "prossimi" dei più piccoli e abbandonati", così il Papa nell'invitarci a dare ospitalità alle famiglie di rifugiati nello spirito del Giubileo della Misericordia che si aprirà il prossimo dicembre.

I cattolici europei si stavano già facendo avanti con offerte di aiuto. "Il nostro cellulare suona in continuazione. Abbiamo ricevuto 700 email in soli cinque giorni," riferisce Inês Braizinha, responsabile per la comunicazione del JRS Portogallo.

Da parte sua, il JRS Francia sta ricevendo quotidianamente centinaia di chiamate da persone che si offrono di ospitare a casa rifugiati tramite il programma Benvenuti in Francia, che si occupa di mettere in contatto le famiglie con richiedenti asilo bisognosi di una sistemazione abitativa provvisoria.

Il JRS International ha ricevuto una valanga di donazioni e di email con offerte di aiuto. "Siamo commossi dalla generosità delle persone che ci scrivono", dice Peter Balleis SJ, direttore internazionale del JRS con sede a Roma.

Il direttore regionale del JRS Medio Oriente, Michael Zammit SJ, era in visita in Austria quando all'inizio di settembre sono arrivati numerosi rifugiati. "Mi trovavo lì a mezzogiorno, quando dal confine è giunto un treno pieno di rifugiati. E un gran numero di persone comuni era lì ad accoglierli", racconta. "Tra i tanti, ho visto una coppia austriaca con due bambine, che distribuiva cioccolatini. Un altro ragazzino era andato da McDonald e stava portando un vassoio di caffè da distribuire".

John Dardis, superiore dei gesuiti europei, ha sollecitato il JRS e la rete dei gesuiti ad adempiere alla richiesta di ospitalità espressa dal Papa. "Abbiamo tutti visto le tremende immagini di rifugiati che perdono la vita nel tentativo di giungere a sicurezza in Europa," dice. E, paragonando l'attuale crisi dei rifugiati a quella della seconda Guerra Mondiale, precisa che "ora più che mai bisogna dare espressione concreta ai nostri valori di solidarietà e ospitalità".

Sono in già corso iniziative di aiuto ai nuovi arrivati dall'Europa centrale. "I gesuiti stanno compiendo un'opera ammirevole," spiega p. Zammit, riferendosi alla risposta dell'Austria. "Tutte le comunità si stanno facendo carico di almeno una famiglia di rifugiati. Una sera, alle 11, al responsabile della casa del Cardinale König è giunta una telefonata dalla Caritas che chiedeva quanti rifugiati avrebbe potuto ospitare. Ha risposto che ne avrebbe potuto accogliere un centinaio, che avrebbe sistemato nei vari saloni del palazzo". 

Il JRS sta già servendo decine di migliaia di rifugiati in Europa, attuando una serie di programmi tra cui:
  • In Italia, il JRS assiste oltre 30.000 rifugiati all'anno, predisponendo quotidianamente pasti caldi, offrendo assistenza medica e legale, fornendo materiale scolastico ai bambini, organizzando corsi di lingua, ed altro ancora.
  • A Malta, isola del Mare Mediterraneo sulle cui sponde sbarcano numerosi rifugiati, il JRS assiste i rifugiati che si trovano in detenzione o vivono in seno alla comunità.
  • In Romania, il JRS fornisce assistenza legale, sistemazione abitativa, corsi di lingua e non solo ai rifugiati, tra cui quelli siriani.
  • In Macedonia, il JRS gestisce una casa-rifugio per famiglie rifugiate.
  • In Germania, il JRS provvede all'assistenza legale specialistica alle persone a rischio di espulsione.
  • In Portogallo, il JRS offre ai rifugiati corsi di formazione professionale in attività come l'assistenza agli anziani, perché possano trovare lavoro. Il JRS Portogallo fa parte di un movimento che si occupa di rispondere a quesiti di natura legale e fornire altre forme di sostegno, in modo tale da aiutare i gruppi locali ad accogliere più costruttivamente i rifugiati.
Il JRS Europa incrementa le proprie attività mano a mano che giungono offerte di aiuto, e collabora con gli uffici europei per quanto riguarda le sistemazioni abitative, l'advocacy legale e altri aspetti.

"Speriamo che questo slancio perduri nel tempo", si augura p. Balleis. "Sicuramente la bontà avrà la meglio".





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