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Il JRS plaude all'istituzione del fondo Education Cannot Wait
24 maggio 2016

"Per educazione non s'intende soltanto insegnare, ma dare protezione ai bambini" ha affermato lunedì scorso il direttore internazionale del JRS, p. Thomas H. Smolich, al Summit Umanitario Mondiale di Istanbul (Giulia McPherson — Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)
"Per educazione non s'intende soltanto insegnare, ma dare protezione ai bambini" -- p. Smolich

Roma e Washington DC, 24 maggio 2016 – Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) esprime soddisfazione per l'impegno in fatto di educazione assunto dalla comunità internazionale lunedì scorso al Summit Umanitario Mondiale. Il fondo intitolato Education Cannot Wait è la derivata diretta dell'Iniziativa di educazione globale del JRS avviata lo scorso dicembre.

"Education Cannot Wait rappresenta un importante passo avanti nello sforzo di assicurare che alle persone più vulnerabili e prive di diritti sia dato accesso a una qualche forma di educazione" ha detto il direttore internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, p. Thomas H. Smolich a Istanbul. "Il JRS ritiene che l'educazione sia comunque elemento imprescindibile in ogni situazione emergenziale".

Da parte sua, Dean Brooks, direttore dell'Inter-Agency Network for Education in Emergencies, ha precisato: "Ci siamo battuti a lungo per giungere a questo punto, frutto dell'impegno di innumerevoli persone e organizzazioni unite da un medesimo fine".

Nel suo rapporto intitolato Providing Hope, Investing in the Future: Education in Emergencies & Protracted Crises, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati ribadisce il concetto che l'educazione rappresenta un intervento di vitale importanza per i bambini e gli adolescenti sfollati con la forza dalle loro case. Da decenni, nelle emergenze che vedono molte agenzie impegnate a fornire assistenza umanitaria di base, il JRS interviene sul campo organizzando attività educative e ricreative allo scopo di aiutarli a superare il trauma subito, promuoverne la dignità umana, e dotarli di competenze.

Oggi, più di 75 milioni di bambini e giovani sono stati costretti ad abbandonare in via temporanea o definitivamente gli studi a causa di situazioni di emergenza o di crisi prolungate nel tempo. Attacchi sferrati contro scuole, guerre, calamità naturali, nonché la più imponente crisi migratoria dai tempi della seconda Guerra Mondiale, hanno reso ancora più indispensabile l'educazione nelle situazioni di emergenza.

"I bambini sfollati hanno un'alta probabilità di diventare i più giovani operai della fabbrica, le più giovani spose all'altare, i più giovani soldati in trincea. Ogni anno, quasi mezzo milione di ragazze sono vittime dei trafficanti e spariscono nel nulla," ha fatto presente l'ex primo ministro del Regno Unito e oggi inviato speciale delle Nazioni Unite per l'Educazione globale, Gordon Brown.

Come ha detto p. Smolich, "Per educazione non s'intende soltanto insegnare, ma dare protezione ai bambini".

Nel dicembre 2015, il JRS ha lanciato la campagna "Mercy in Motion". Sono 35 anni che il JRS incentra la propria opera sull'educazione intesa come strumento per costruire la pace e favorire lo sviluppo di società più solide e coesive. I fondi raccolti dalla campagna "Mercy in Motion" serviranno a dare attuazione pratica all'Iniziativa di Educazione Globale che si prefigge di espandere in misura significativa i programmi di educazione formale e informale, dalla scuola primaria fino all'università, compresa la formazione professionale e quella degli insegnanti.

"La formazione degli insegnanti imprime il senso del valore dell'educazione tanto nelle comunità di rifugiati, quanto in quelle ospitanti", osserva p. Smolich.

L'educazione dà ai rifugiati che hanno in prospettiva il reinsediamento gli strumenti che consentiranno loro di contribuire e meglio integrarsi nelle nuove comunità, e mette in grado coloro che riescono a ritornare a casa la capacità di rifarsi una vita nel loro paese.

Fin dal 1980, anno della sua istituzione, il JRS si è premurato in modo particolare a fare sì che ai soggetti più vulnerabili fosse assicurato accesso all'educazione, indipendentemente dalle loro condizioni. Operando sia nell'ambito delle emergenze più recenti, come in Siria, che nelle zone di sfollamento protratto nel tempo, come il Ciad, l'Etiopia e il Kenya, il JRS è in grado di dare un quadro attento e concreto circa la necessità di fornire programmi educativi di qualità agli sfollati con la forza. 

"Noi esseri umani, siamo spesso in balìa di guerre, della natura, dei governi; in balìa di forze che sfuggono al nostro controllo. Per questo motivo, quasi 60 milioni di persone nel mondo sono state costrette a fuggire lasciando alle spalle le proprie case, per vivere una vita di continui spostamenti. Va detto però che chi non può portare con sé beni materiali, può tuttavia essere portatore di conoscenza, e cambiare il mondo", conclude p. Smolich.

--Christian Fuchs, Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, Stati Uniti





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