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Globale: Il JRS e Caritas Internationalis rispondono al documento finale del Summit delle Nazioni Unite
08 settembre 2016

(Darrin Zammit Lupi for Jesuit Refugee Service)

La Caritas Internationalis e il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati rispondono al documento finale del Summit delle Nazioni Unite sulla gestione dei grandi movimenti di migranti e rifugiati.

Roma, 7 settembre 2016 - Le nostre organizzazioni accolgono con soddisfazione il testo del documento finale che sarà reso ufficiale in data 16 settembre 2016, in quanto rappresenta un importante passo avanti verso una governance globale del fenomeno migratorio e dello sviluppo. Da lungo tempo invocavamo un approccio contraddistinto dalla centralità della persona, dei diritti umani e della dignità al problema dei migranti e dei rifugiati interni e internazionali. Apprezziamo la particolare attenzione riservata al tema del rispetto dovuto ai diritti di tutti i migranti e della condivisione di responsabilità nell'ambito dell'accoglienza dei rifugiati.

Ci preoccupa tuttavia il divario esistente tra le dichiarazioni ufficiali e quelle che sono le attuali politiche e le pratiche poste in atto. Insistiamo sul fatto che il risultato del summit deve assicurare un concreto cambiamento a beneficio di migranti e rifugiati, che garantisca loro protezione, sicurezza e dignità.

Ciò implica, tra l'altro, modificare le pratiche attualmente in vigore all'interno delle NU, in modo da assicurare che sia data risposta alle necessità dei rifugiati e dei migranti secondo le varie realtà connesse agli spostamenti di tali persone. Ci aspettiamo siano messe in pratica misure integrate che rispondano alle necessità a lungo termine di quanti soprattutto vivono al di fuori dei campi. Sono persone che necessitano di forme di sostegno di vitale importanza, tra cui servizi sociali, formazione professionale e lavoro. Chiediamo si adottino misure specifiche atte a massimizzare l'efficienza all'interno delle NU, come ad esempio una chiara definizione dei ruoli nei rapporti tra le NU aventi compito di coordinamento e la società civile cui compete quello di attuazione, in una totale trasparenza delle modalità di finanziamento.

Il summit coincide con il momento in cui l'approccio di molti governi alla questione dei rifugiati e delle migrazioni su vasta scala è motivo di seria preoccupazione. La priorità assoluta va riservata alla garanzia di un'imprescindibile protezione, oltre che al pieno rispetto delle leggi a tutela dei rifugiati e dei diritti umani in ogni risposta che si scelga di adottare, rifuggendo dall'erigere muri, chiudere le frontiere, violare i diritti i diritti umani e contravvenire alla legge sui rifugiati.

Nelle parole di Papa Francesco, tutti coloro che cercano rifugio sono i benvenuti e bisogna prestare loro aiuto. I confini sono stati creati dai governi per consentire agli stati un certo livello di controllo e di gestione dei modelli migratori. Ciò non dovrebbe impedire a nessuno di attraversare un confine. Siamo tenuti ad accogliere chiunque sia in stato di bisogno, senza eccezione e criminalizzazione alcuna.

Il 19 settembre, la comunità internazionale dovrà lanciare un forte segnale nel senso che i diritti umani dei rifugiati, degli sfollati e dei migranti sono fuori discussione. Le persone che fuggono da conflitti, persecuzione, calamità naturali, da un mancato sviluppo e dagli effetti del cambiamento climatico meritano appieno di godere dei loro diritti umani.
 
In un tempo in cui viene meno con un ritmo allarmante il rispetto dei diritti umani dei rifugiati e dei migranti, quando addirittura non si incorre in violazioni degli stessi diritti, urge che tutti gli stati membri delle NU si radunino a New York per esprimere un chiaro impegno a loro protezione e tutela. Impegno che dovrebbe trovare prontamente applicazione in termini di politiche aggiornate.

A tutela del diritto di ogni persona di vivere dignitosamente, è fondamentale le sia riconosciuto il diritto di non migrare. Perché la migrazione avvenga in condizioni di sicurezza e volontarietà, bisogna approfondire le cause prime della migrazione forzata e dello sfollamento.

A questo proposito, rimarchiamo il nostro invito a impegnarsi fattivamente per la pace in Siria, dove imperversa un conflitto che è alla base di spostamenti su grande scala.

Chiediamo ai paesi sviluppati di non utilizzare i fondi destinati allo sviluppo estero per coprire i costi dei rifugiati in patria. In alcuni paesi questi costi assorbono il 20% e più degli stanziamenti intesi per lo sviluppo estero. Chiediamo a tutti i paesi di non condizionare più questi aiuti alle priorità migratorie stabilite dal paese donatore.

Siamo contrari alle espulsioni e ai rientri forzati, nonché alla riformulazione e reinterpretazione della legge internazionale sui rifugiati e della legge umanitaria al fine di impedire alle persone di cercare rifugio o di facilitare il loro rientro in patria. Le persone vengono respinte in cosiddetti "paesi sicuri", come il Sud Sudan e l'Afghanistan. Sarebbe opportuno non aggiungere a questo elenco altri paesi insicuri per motivi politici o di altra natura.

Su alcuni paesi grava attualmente una parte sproporzionata di responsabilità dovuta agli imponenti movimenti di rifugiati e migranti. Sollecitiamo la comunità internazionale a condividere l'impegno di fornire protezione a quanti fuggono dalle proprie case.

Significativamente il Global Compact delle NU indica soluzioni a livello locale come pure percorsi legali per l'ammissione in altri paesi. Tuttavia non vi si fa più menzione a una condivisione di responsabilità, che invece riteniamo costituisse un elemento importante a conferma che la questione dei grandi flussi di rifugiati non può che essere necessariamente condivisa.

È deplorevole che non si sia previsto di portare la quota dei reinsediamenti al 10 percento di tutti i rifugiati. È estremamente importante poter assicurare condizioni di accoglienza ottimali evitando i campi e garantendo all'arrivo servizi adeguati e abbordabili, tra cui la fornitura di informazioni attendibili, prestazioni sanitarie comprendenti sostegno psicosociale, una sistemazione abitativa. Le condizioni di accoglienza devono inoltre tener conto della situazione specifica dei gruppi vulnerabili e assicurare loro protezione.

I minori migranti e rifugiati non vanno posti in detenzione e devono essere trattati in conformità con quanto prevede la legge internazionale, in particolare la Convenzione delle NU sui Diritti dell'infanzia. Sollecitiamo i vari paesi ad affrontare la questione del traffico di esseri umani e dello sfruttamento sessuale, in particolare quelli riferiti a donne e bambini, che vanno intesi come veri e propri crimini contro l'umanità.

Si ravvisa la necessità di aderire in maniera sollecita a quanto previsto dal Global Compact per una migrazione regolare e ordinata basata su un processo chiaro che si attenga a precisi tempi e indicatori. Bisogna riconoscere alla società civile, ivi comprese le organizzazioni a carattere religioso, sufficiente spazio politico e attuativo.
 
La migliore soluzione al problema del razzismo e della xenofobia è quella di elaborare politiche di integrazione di migranti e rifugiati che implichino la partecipazione attiva delle comunità ospitanti, e che prevedano il rispetto dei diritti umani a prescindere dallo status del migrante.

La diversità va riconosciuta come opportunità e non come elemento di rischio. Servono politiche forti che contrastino il razzismo. Bisogna che tutti si impegnino in una solidarietà più decisa verso l'"altro„. Ci appelliamo alla comunità internazionale perché appoggi l'iniziativa del Segretario generale delle
NU di lanciare una campagna globale contro la xenofobia.

I membri di Caritas Internationalis e del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) sono impegnate nel settore della mobilità umana e della migrazione forzata. Sono attive tanto nei paesi di origine, quanto in quelli di transito e di destinazione. La loro opera comprende l'offerta di rifugi e servizi educativi, sanitari, di counselling post- traumatico; di sistemazioni abitative, di formazione al lavoro, di integrazione con le comunità ospitanti, di un rientro sostenibile dei migranti, di cura per le vittime del traffico di esseri umani, nonché di impegno fattivo con la programmazione politica.





Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net