Questo sito Web utilizza i seguenti tipi di cookies: di navigazione/sessione, analytics, di funzionalità e di terze parti. Facendo click su "Maggiori Informazioni" verrà visualizzata l'informativa estesa sui tipi di cookies utilizzati e sarà possibile scegliere se autorizzarli durante la navigazione sul sito.
MAGGIORI INFORMAZIONI
x

Europa: esternalizzare le responsabilità della protezione dei rifugiati
18 ottobre 2016

Ragazza sudsudanese sfollata da un'altra zona della contea di Maban si sono trasferite con le rispettive famiglie nell'insediamento informale di sfollati a Maban, nel Sud Sudan. Nella contea di Maban, una persona su dieci è sfollata (Andew Ash/Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati).
L'UE va esternalizzando le proprie responsabilità in fatto di protezione dei rifugiati, offrendo al contempo incentivi economici a diversi paesi per frenare l'arrivo di rifugiati in Europa.

Berlino, 20 ottobre 2016 – In qualità di una delle 90 organizzazioni appartenenti al Consiglio europeo per gli esiliati e i rifugiati (ECRE), il JRS Europa approva e condivide la seguente dichiarazione rilasciata in occasione dell'assemblea generale dell'ECRE tenutasi a Berlino.

L'ECRE, alleanza di 90 organizzazioni presenti in 38 paesi, che hanno come fine la tutela dei diritti dei rifugiati in tutta Europa, esprime grande preoccupazione per il crescente interesse da parte dell'Europa stessa per l'esternalizzazione del controllo del processo migratorio, ormai al cuore stesso del dibattito. L'UE va esternalizzando le proprie responsabilità in fatto di protezione dei rifugiati, offrendo al contempo incentivi economici a diversi paesi per frenare l'arrivo di rifugiati in Europa. Nel corso della propria Conferenza generale annuale tenutasi a Berlino, l'ECRE ha fatto presente che stipulando accordi con paesi che notoriamente dimostrano di avere scarso rispetto per i diritti umani non si affrontano le cause prime della fuga delle persone dai rispettivi paesi, mettendo a rischio la sopravvivenza dei rifugiati.

Trattati come quello stipulato tra l'UE e la Turchia non possono considerarsi una traccia di quanto l'UE fa in materia di protezione dei rifugiati. È di tutta evidenza che il trattato è carente sul punto più fondamentale, ovvero dove si tratta di rispetto dei diritti umani delle persone che fuggono da guerra e persecuzione. Le politiche di esternalizzazione, peraltro, rendono sia i rifugiati, sia le violazioni dei diritti umani ai loro danni, invisibili all'opinione pubblica europea. L'ECRE ritiene si debba contrastare questa pericolosa tendenza mantenendo il rispetto dei diritti umani un obiettivo di primissimo piano in ogni azione che si intraprenda a livello europeo.

"Sul piano diplomatico, l'UE è ormai una figura di portata mondiale, oltre ad essere la principale fonte di donazioni del mondo e uno dei più significativi attori in ambito umanitario. L'Europa ha il potere normativo in grado di migliorare la situazione dei rifugiati", sostiene Catherine Woollard, segretario generale dell'ECRE. "Potrebbe fare tanto di più per assicurare la protezione dei rifugiati nelle rispettive regioni dI origine attraverso un'opera di promozione della stabilità, della capacità di resistenza, del rispetto dei diritti umani. Ma comunque mai da intendersi in alternativa al diritto di asilo in Europa".

L'ECRE esprime il serio dubbio che l'approccio adottato negli accordi in corso possa condurre a validi risultati. E, soprattutto, la credibilità e la stessa identità dell'Europa dipendono dalla sua fedeltà ai propri valori. Dove si tratti di protezione dei rifugiati, l'Europa deve quindi assumersi collettivamente la sua giusta parte di responsabilità laddove si tratta di protezione dei rifugiati.






Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net