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Entreculturas e il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati aderiscono alla Rete mondiale di preghiera in favore della causa dei bambini soldato
09 febbraio 2017

9 febbraio 2017 - In coincidenza con il 12 febbraio 2017 – Giornata mondiale contro l'impiego dei bambini soldato – Entreculturas e il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati si uniscono alla Rete mondiale di preghiera per pregare e mobilitare l'opinione pubblica secondo l'intenzione mensile di Papa Francesco perché cessi l'impiego di bambini nei conflitti armati.

Esiste spesso un forte nesso tra sfollamento forzato e reclutamento coatto dei bambini. I bambini sfollati sono un bersaglio facile per i reclutatori, in quanto spesso difettano di adeguata protezione ed educazione, e sono facilmente manipolabili. I bambini, talvolta non hanno più di sei anni di età, sono costretti a combattere e uccidere, oltre a essere utilizzati in attività di spionaggio, di supporto ai gruppi armati in veste di informatori e staffette, e in attività illecite come la produzione di narcotici. Vengono inoltre impiegati a fini di sfruttamento sessuale; spesso vengono uccisi, feriti gravemente, o cadono prigionieri. Sono regolarmente assoggettati a violenze e abusi, in modo tale che si trasformino in soggetti violenti, col risultato che la loro riabilitazione e il reinserimento nella società costituiscono un'enorme sfida.

Nel mondo, oltre 230 milioni di bambini vivono in zone in cui imperversano conflitti armati. Anche se non si dispone di dati precisi sul numero totale di bambini soldato, si calcola che esso si aggiri intorno a 250.000. Secondo le Nazioni Unite, sarebbero 17 le nazioni e i territori cui va imputata questa violazione dei diritti umani.

Ogni mese Papa Francesco affida alla sua Rete mondiale di preghiera le proprie intenzioni, che si incentrano su problematiche di ordine sociale e sulla missione della Chiesa. La sua intenzione di preghiera mensile diffusa attraverso "Il Video del Papa" è un appello a tutto il mondo a convertire la preghiera in "gesti concreti". Lo scorso dicembre il Papa ci ha invitati a pregare e a mobilitarci in favore dei bambini soldato e dei bambini costretti a prendere parte ad atti di violenza. L'unica arma che i bambini e le bambine dovrebbero conoscere è l'educazione.

Nell'occasione della Giornata mondiale contro l'impiego dei bambini soldato, la Rete mondiale di preghiera del Papa ci invita a pregare e a mobilitarci in favore della causa dei bambini soldato e a sostenere i progetti di Entreculturas e del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, per far sì che questi bambini non trascorrano la propria infanzia su un campo di battaglia. A ciò si aggiunga l'esortazione ad appoggiare l'iniziativa di Papa Francesco firmando la petizione qui sotto. La campagna è stata lanciata in oltre 20 paesi, in lingua inglese e spagnola.

Entreculturas e il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati operano a sostegno, al servizio e a difesa dei diritti dei bambini rifugiati e di quelli sfollati con la forza. Promuovono programmi educativi che proteggono i bambini dalla violenza, offrendo loro tutto ciò di cui hanno bisogno per imparare, consentendogli di ridiventare bambini. Nelle situazioni di sfollamento, l'educazione è un mezzo basilare di protezione e di speranza per il futuro di questi bambini. 

Al momento, Entreculturas dà il proprio sostegno a tre iniziative del JRS:

Repubblica Centrafricana

La Repubblica Centrafricana è immersa in una crisi umanitaria, politica ed economica che dura fin dal 2012. La situazione ha comportato una grave disoccupazione, con 418.000 persone senza lavoro sia nel paese che all'estero. Il JRS ed Entreculturas sono attivi nel sud e nel centro del paese, in particolare nelle prefetture di Bangui e Bambari, nell'opera di recupero dei bambini a una vita normale, al loro ritorno al luogo che gli spetta di diritto: la scuola. I programmi comprendono sessioni di sensibilizzazione, di sostegno psicosociale, nonché corsi di formazione generale tra cui iniziative di pacificazione e riconciliazione. Quanto alle bambine, si presta una particolare attenzione alla dimensione psicosociale ed educativa per facilitare la loro reintegrazione.

Sud Sudan

Nel 2011, oltre 130.000 rifugiati sono arrivati a Maban, nel Sud Sudan, in fuga dalle proprie case nel distretto sudanese del Nilo Azzurro. Due anni dopo, questi stessi rifugiati si sono trovati intrappolati tra due guerre: da un lato il governo sudanese bombardava le loro terre nel Nilo Azzurro, dall'altro il Sud Sudan conosceva episodi di odio etnico senza precedenti per via della guerra civile. Ambedue le situazioni sono tutt'ora in atto.

I bambini e le bambine di questa regione vivono all'ombra della costante minaccia di un reclutamento nelle schiere dei bambini soldato. Questo il motivo perché Entreculturas e il JRS hanno aperto l'Arrupe Learning Center che svolge a Maban un programma di formazione insegnanti, in modo da poter offrire un'educazione di maggior livello nelle nostre scuole site nei campi rifugiati.

Colombia

In Colombia, bambine, bambini e adolescenti sono da sempre esposti al reclutamento da parte di gruppi armati; un rischio ancora maggiore per quelli sfollati con la forza. Oltre a fare direttamente parte delle truppe vere e proprie, i giovani sfollati sono spesso costretti ad agire come informatori, trasportare armi, uccidere su commissione, e a volte persino sottostare a situazioni di sfruttamento sessuale. Entreculturas e il JRS da tempo lavorano in dialogo con le missioni diplomatiche colombiane presso il Consiglio di sicurezza delle NU, in particolare quelle presenti a Bogotà, per sensibilizzare la società e informare l'opinione pubblica sul rischio cui sono esposti i bambini e i giovani. 

Sollecitiamo la comunità internazionale a proseguire nell'opera di attenzione ai rischi nuovi e a quelli già esistenti cui sono sempre ancora esposti bambini, bambine e adolescenti, anche a conflitto concluso. È indispensabile un lavoro di monitoraggio da ambedue i versanti firmatari dell'accordo, perché siano rilasciati i minori ancora in forza nei gruppi partecipi del conflitto.

Maggiori informazioni su:

http://act.thepopevideo.org/?source=jrs& 






Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net