Ciad: incontro con il direttore nazionale, Alberto Martin Huertas
17 febbraio 2017

Alberto Martín Huertas, direttore nazionale (il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati/Chad)
Il 2017 rappresenta una sfida enorme per il JRS Ciad, poiché stiamo espandendo le nostre attività nell'ambito dell'istruzione primaria a cinque nuovi campi rifugiati a Farchana e Oure Cassoni.

Nell'edizione di febbraio del bollettino quindicinale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati Ciad, il direttore nazionale Alberto Martín Huertas parla del lavoro importante che sta svolgendo, di cosa l'ha portato al JRS, e delle sfide con cui il JRS Ciad dovrà confrontarsi nel 2017.

Vuoi sapere di più sull'opera del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Africa occidentale? Visita ora la loro pagina Facebook.

Vuole presentarsi ai nostri lettori?

Buongiorno a voi. È per me un vero piacere far parte di questa importante pubblicazione. Mi chiamo Alberto Martín Huertas, e sono attualmente il direttore nazionale del JRS Ciad. Sono spagnolo e provengo da un piccolo paese vicino alla capitale. Ho studiato Economia e Antropologia all'Università di Madrid.

Dal 2005 lavoro nell'ambito dello sviluppo per conto di diverse ONG e organizzazioni internazionali. Mi ritengo una persona molto fortunata, perché nella vita svolgo l'attività che mi piace e ho modo di vivere in paesi e regioni molto diversi tra loro, come il Vietnam, la Cambogia, l'Angola e il Ciad.

Da quanto tempo lavora con il JRS?

Dal luglio 2016. Non è molto, ma in questo periodo ho potuto approfondire l'opera che il JRS svolge non soltanto nel Ciad, ma in altre regioni come il Kenya. Sono molto onorato e felice di far parte di questa organizzazione.

Quali sono i principali progetti previsti dal JRS per il Ciad nell'anno 2017?

Il 2017 rappresenta una sfida enorme per il JRS Ciad, poiché stiamo espandendo le nostre attività nell'ambito dell'istruzione primaria a cinque nuovi campi rifugiati a Farchana e Oure Cassoni. Al contempo, quest'anno sarà per noi la prima esperienza di attuazione di un Programma di protezione dell'infanzia. Una sfida notevole che comporterà tanto lavoro; ma noi siamo pieni di entusiasmo, e lo comprova la fiducia che i nostri benefattori ripongono in noi.

Quali sono le strategie che intendete porre in atto per realizzare questi progetti?

Nel Ciad seguiamo una precisa strategia: 

Maggiore accesso all'istruzione. 

Miglioramento qualitativo dell'istruzione. 

• Sostenibilità delle nostre scuole e iniziative.

Cerchiamo di attenerci a questi principi in tutte le nostre attività; che si tratti di istruzione primaria o di formazione prescolare, siamo consapevoli che l'educazione è parte di un processo globale di sviluppo della persona.

Lei è a capo, di un importante gruppo di lavoro: cosa si aspetta da questo gruppo?

Sono soddisfatto del nostro gruppo, ma dobbiamo ancora perfezionare alcuni aspetti, come il coordinamento, la comunicazione; e poi quest'anno arriverà nuovo personale. Siamo in pieno sviluppo, quest'anno, e sono certo che i nuovi arrivati saranno armati di altrettanta voglia di fare.

Quali sono le principali difficoltà che incontrate oggi nel portare avanti i vostri progetti educativi, qui nel Ciad? 

Dal mio punto di vista, il problema più grande è quello della sostenibilità. Il JRS lavora nel Ciad orientale da oltre dieci anni, portando avanti progetti educativi, ed è chiaro che non possiamo rimanere qui a tempo indefinito. La preoccupazione maggiore è sempre quella: quando ce ne andremo, che ne sarà delle nostre scuole, di tutti i nostri studenti? Questo aspetto ci mette in seria difficoltà, anche se stiamo lavorando per trovare una soluzione.

Lei giudica molto importante che i nostri progetti siano concatenati, e non distinti l'uno dall'altro. Come pensa di fare perché questo nuovo modo di vedere sia pienamente condiviso dai suoi gruppi di lavoro?

Ha ragione, per me è estremamente importante che l'intero nostro progetto sia concatenato, dalla formazione prescolare fino al terzo livello. Ogni singolo membro della nostra squadra deve capire che anche se il suo compito è quello di formare il primo livello, i suoi alunni un domani frequenteranno il secondo livello, per cui sarebbe sciocco non prevedere attività per tutti i livelli.

Il JRS opera nel Ciad orientale da oltre dieci anni, il che significa che ci sono ragazzi che hanno iniziato il loro percorso educativo in un progetto del JRS di prescolarizzazione, e ora sono alle soglie del secondo livello. La nostra grande sfida è di riuscire a completare l'intero ciclo educativo.

Qual è il suo messaggio conclusivo ai nostri lettori?

Voglio semplicemente ricordare ai nostri lettori quanto sia importante avere un'istruzione, quanto sia importante mandare i figli a scuola, quanto sia importante che negli anni di scuola i bambini, i ragazzi imparino e crescano come persone. L'istruzione è fondamento della società, e noi facciamo di tutto perché sia assicurata a tutti i rifugiati del Ciad orientale.






Press Contact Information
Chelsea Dickson
jrscommunications@jesuits.org