Sud Sudan: innamorato di un Dio sfollato
05 aprile 2017

P. Pau Vidal SJ Attualmente è direttore del JRS progetto in Maban, Sud Sudan.

 “Paradossalmente, è tra coloro che conoscono più intimamente il potere della morte che troviamo la fede più tenace nel potere della vita, e quindi nella potenza di Dio, sorgente di vita” Roberto Goizuta

Maban, 5 aprile 2017 – Vengo da Barcellona, in Catalogna. Sono entrato nella Compagnia di Gesù nel 2000 con il profondo desiderio di servire i poveri. Un impulso che nel tempo si è perfezionato e purificato rispetto al semplice desiderio di servire, diventando qualcosa di più profondo e reciproco: intraprendere un cammino con quanti sono relegati ai margini della storia e della società. Ho il privilegio di far parte del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati – JRS già da qualche anno ormai, operando dapprima in Liberia, poi per un breve periodo a Nogales, sul confine tra gli Stati Uniti e il Messico, più recentemente nel campo di Kakuma, in Kenya; e ora a Maban, nel Sud Sudan.

La condivisione partecipe con i rifugiati mi fa comprendere come ciò che davvero svuota queste persone della propria energia sia il ricordo delle brutalità subite, la perdita dei propri cari, e soprattutto l'incertezza sulla fine di questo esilio che si protrae oltre misura. La nostalgia del proprio paese è una ferita al cuore mai rimarginata. Ecco allora che nel vero senso della parola, stare con il JRS – come ha detto un giorno un confratello gesuita – vuol dire toccare con mano il fallimento dell'umanità nella sua espressione più radicale.

Ciò non toglie che in Liberia, a Nogales, Kakuma e Maban ho potuto constatare che gli sfollati con la forza non sono soltanto stretti in una morsa di dolore, miseria, violenza e sofferenza; la loro vita ha anche momenti di gioia, di festa, di guarigione, trasformazione e bellezza. Stando con i rifugiati ho sperimentato sempre di nuovo quella misteriosa capacità umana di celebrare la vita anche là dove tutto intorno è morte.

Stavo meditando di recente su questa bella preghiera attribuita a p. Pedro Arrupe, fondatore del JRS:

"Nulla è più pratico che trovare Dio,
che innamorarsi in modo assoluto, definitivo.
Ciò di cui sei innamorato,
che colpisce la tua immaginazione, influirà su ogni cosa.
Deciderà cosa ti farà alzare dal letto la mattina,
cosa farai nelle tue serate,
come trascorrerai i tuoi fine settimana,
cosa leggerai, chi conoscerai,
cosa ti spezzerà il cuore,
e cosa ti colmerà di stupefatta gioia e gratitudine.
Innamorati, non smettere di amare,
e tutto ne sarà deciso"

Mi si è fatto chiaro:

Già, ho davvero trovato Dio negli sfollati con la forza,  
Ne sono davvero innamorato in modo assoluto, definitivo
La mia immaginazione è popolata di volti – gioiosi e tristi – di persone sfollate,
Mi alzo al mattino per gli sfollati,
la sera preparo le mie cose per essere per loro un migliore compagno il giorno a venire,
Con loro celebro la messa nei fine settimana,
Leggo su di loro, ne conosco molti per nome,
Mi spezza il cuore continuare a vedere donne e bambini costretti a fuggire da casa,
Mi sorprendo con stupore per la gioia e la speranza che condividono con me.

Sì, credo di essere follemente innamorato e non smetterò di amare Dio, questo Dio sfollato.
Che ha deciso ogni cosa nella mia vita. 

Ti ringrazio JRS per aver reso possibile tutto questo, e per avermi consentito di compiere il cammino con gli sfollati con la forza, e con loro e in loro scoprire Dio. 

P. Pau Vidal, SJ, JRS Maban (Sud Sudan) 






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