Angola: migliaia di rifugiati dalla RDC hanno urgente bisogno di assistenza
18 maggio 2017

Migliaia di rifugiati sul confine vivono in condizioni di estrema povertà. Molti bambini nascono nei campi perché è difficile accedere ai servizi medici. (Tim Smith/Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)
Dallo scorso aprile, più di 20.000 persone hanno attraversato il confine, in fuga da una situazione che si fa sempre più violenta nella Provincia del Kasai.

Dundo, 17 maggio 2017 – "La situazione qui è disperata, urgentissima. Migliaia di congolesi stanno scappando dalla Repubblica Democratica del Congo e cercano rifugio nel vicino Angola", riferisce Tim Smith, direttore regionale del JRS Africa Meridionale, al suo rientro dall'Angola nordorientale. Dallo scorso aprile, più di 20.000 persone hanno attraversato il confine, in fuga da una situazione che si fa sempre più violenta nella Provincia del Kasai. I rifugiati sono per la maggior parte donne e bambini.

I rifugiati vivono in condizioni di estrema povertà in centri di accoglienza sovraffollati: due strutture situate alla periferia di Dundo, piccola città sul confine congolese. Il campo di Mussungue è costituito da una serie circoscritta di magazzini originariamente utilizzati da una società che tratta diamanti, mentre quello di Cacanda è un ex mercato della frutta, fuori città.

Intensificatosi notevolmente il conflitto, la zona si è fatta più instabile e i congolesi fuggiti dal loro paese hanno urgente bisogno di assistenza. I diversi centri stanno facendo di tutto per trovare posto al flusso giornaliero di arrivi; non pochi rifugiati vengono ospitati dalle varie comunità che vivono lungo il confine. Le risorse di cui queste comunità dispongono vanno scemando in misura inaccettabile, da qui l'urgenza di forme di aiuto concreto.

Le questioni più pressanti sono il ricollocamento dei rifugiati e l'invio di aiuti umanitari. "La situazione qui è disperata: i rifugiati non hanno cibo, l'acqua è pochissima, mancano servizi igienici e medicinali", insiste Tim reduce dalla visita ai due campi. "Schiere di rifugiati entrano e escono da Musungue e Cacanda, perlopiù in cerca di cibo".

In tutta risposta le diverse agenzie cercano di far fronte alle esigenze più urgenti e basilari dei rifugiati, fornendo generi alimentari e altro materiale di prima necessità. Il JRS si è già reso operativo nella zona, prestando opera di accompagnamento psicosociale, fornendo consulenze legali e provvedendo alla tutela dei bambini, oltre a sensibilizzare le persone sul rischio che questi vengano rapiti.

Il JRS sta inoltre svolgendo in ambedue i centri opera di sensibilizzazione riguardo alla necessità di prevenire la violenza di genere, prendendendosi cura dei bambini non accompagnati, dei neonati, degli anziani e dei feriti, fornendo loro cibo, indumenti, kit sanitari, e aiutandoli con la distribuzione di cibo.

Il JRS sta per consolidare la propria risposta alla situazione con la firma di un contratto di collaborazione con l'UNHCR.






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