Angola: si risponde alla situazione di emergenza
09 giugno 2017

Il centro di accoglienza di Mussungue, in cui le condizioni di vita sono ancora estremamente precarie (Tim Smith/Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati).

Dundo, 8 giugno 2017 – Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e l'UNHCR stanno intervenendo in risposta alla situazione di emergenza che si è determinata nella provincia angolana del Lunda Norte, prestando sostegno a migliaia di congolesi in fuga dalle violenze in atto nella regione del Kasai, Repubblica Democratica del Congo.

Dal marzo 2017 a oggi, ben 26.300 fuggiaschi hanno attraversato il confine con l'Angola. Si tratta per il 75% di donne e bambini, tra cui numerosi minori non accompagnati fatti partire dai familiari per impedire che siano arruolati da gruppi paramilitari. In situazioni di conflitto e dislocamento, i giovani sono i soggetti più vulnerabili. Dall'agosto 2016, si contano ormai circa 2.000 casi di reclutamento di minori.

Non essendo molto chiare le cause all'origine degli attacchi, non si sa bene quanto a lungo i fuggiaschi saranno costretti a rimanere in esilio. Soltanto il 29 maggio si sono avuti oltre 1.200 nuovi arrivi, segno dell'attuale intensità del conflitto. Ne derivano problematiche di protezione delle persone in esilio, che necessitano di aiuti urgenti.

La maggior parte degli sfollati vengono ospitati in due centri di accoglienza a Dundo, capoluogo situato nel nord del Lunda Norte, in cui le condizioni di vita sono molto al di sotto degli standard minimi previsti. Le strutture non sono veri e propri rifugi, trattandosi di un complesso di magazzini e un mercato all'aperto dismessi, con scarsa acqua potabile, assenza di servizi igienici, e forniture alimentari inadeguate. In questo stato di cose, la minaccia reale, concreta è rappresentata dalla malnutrizione e da una serie di malattie conseguenti. A quanto si sa, sono già tre i bambini morti per malnutrizione.

Non essendoci sufficienti spazi al riparo, qualcuno ha trovato sistemazione presso familiari o ospitalità in villaggi dei dintorni; qui peraltro risiede un numero considerevole di persone cui è stato negato l'ingresso in Angola.

L'intervento congiunto delle due agenzie contribuisce a far fronte alle esigenze più immediate e fondamentali dei rifugiati, con generi alimentari e di prima necessità. Il JRS è attivo in Angola dal 2006, e attualmente sta affermando la propria presenza nel Lunda Norte per rispondere, in collaborazione con l'UNHCR, alla situazione in atto.

Forniamo assistenza legale e aiuto nelle pratiche di registrazione, tutelando anche da arresti illeciti ed espulsioni. Oltre a forme di assistenza diretta, provvediamo a sensibilizzare le persone riguardo alle norme di tutela dei rifugiati vigenti nel paese, organizzando laboratori con una rete di protezione costituita da gruppi che si occupano di protezione, autorità, e rappresentanze della popolazione locale, oltre che dalla comunità dei rifugiati.

Il JRS incentrerà inoltre la propria opera in particolare sulle vittime di violenza sessuale e di genere, istituendo laboratori di sensibilizzazione sui temi dell' SGBV/HIV/AIDS, al fine di porre in evidenza il problema della violenza sulle donne e contribuire a mettere in discussione tutta una serie di posizioni e credenze che si sono consolidate sull'argomento. Mentre offriamo sostegno psicosociale e assistenza legale alle vittime, cerchiamo anche di integrare la problematica della violenza contro le donne e di portare avanti con la partecipazione attiva della comunità una campagna che ne individui e affronti le cause.

Il JRS sta infine lavorando per istituire una leadership legittima di richiedenti asilo rappresentativa di tutte le loro diversità, in modo da assicurare una effettiva ed efficace comunicazione e partecipazione nella determinazione delle soluzioni.





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Martina Bezzini
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