Dichiarazione ecumenica congiunta in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017
20 giugno 2017

Costruire ponti di solidarietà con i nostri fratelli e sorelle rifugiati anziché muri che dividono. (Caritas)

Rifugiati: un'opportunità per crescere insieme
Dichiarazione ecumenica congiunta in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017


Nella Bibbia cristiana leggiamo di due uomini, Pietro e Cornelio, in tutto divisi dalla cultura e dalla fede religiosa, che nel conoscersi scoprono una verità sul comune volere di Dio per entrambi che nessuno dei due aveva colto fino a quel momento. Imparano infatti che lo Spirito Santo abbatte muri che dividono e unisce quanti potrebbero pensare di non avere nulla in comune.

In tutto il mondo, donne, uomini e bambini sono costretti da violenze, persecuzioni, catastrofi naturali e provocate dall'uomo, da carestie e altri fattori ad abbandonare le proprie terre di origine. Il desiderio di fuggire dalle sofferenze è più forte delle barriere innalzate per bloccare loro la strada. L'opposizione di alcuni paesi nei confronti della migrazione degli sfollati con la forza non impedisce a chi è esposto a intollerabili sofferenze di abbandonare la propria casa.

I paesi ricchi non possono evadere la responsabilità delle ferite inferte al nostro pianeta – catastrofi ambientali, traffico di armi, diseguaglianze nelle condizioni di sviluppo – che causano la migrazione forzata e la tratta di esseri umani. Se è vero che l'arrivo di migranti nei paesi più sviluppati può porre sfide non indifferenti, è altrettanto vero che può costituire opportunità di apertura e cambiamento. Lo stesso Papa Francesco ci pone di fronte all'interrogativo "Come vivere queste mutazioni, affinché non diventino ostacolo all’autentico sviluppo, ma siano opportunità per un’autentica crescita umana, sociale e spirituale?". Le società che trovano il coraggio e la visione per superare la paura dello straniero e del migrante, scoprono ben presto le ricchezze che i migranti portano con sé, da sempre.

Se noi, membri della famiglia cristiana, continuiamo a guardare ai rifugiati come a un peso, ci priviamo delle opportunità di esprimere solidarietà; opportunità che sono sempre e comunque di mutuo apprendimento, di reciproco arricchimento, di rispettiva crescita.

Non basta che i cristiani professino amore per Cristo: un credo è autentico soltanto se espresso attraverso un atto di amore. Noi siamo un unico Corpo di Cristo, indiviso. Nelle parole di Dietrich Bonhoeffer, "È soltanto attraverso Gesù Cristo che siamo reciprocamente fratelli e sorelle... Attraverso Cristo la nostra mutua appartenenza è reale, integrale, e per sempre". Se siamo un unico corpo, siamo intessuti in una trama di solidarietà che ci definisce e che da noi esige.

I segni di solidarietà possono essere moltiplicati fino a valicare i confini della religione e della cultura. Incontrare credenti di altre convinzioni ci stimola ad approfondire la conoscenza della nostra fede; e nell'incontro con i nostri fratelli e sorelle rifugiati, Dio ci parla e ci benedice come fece con Cornelio e Pietro. In ogni vero incontro si realizza uno scambio di doni. Condividendo con altri ciò che abbiamo e possediamo, scopriamo che tutto ci è dato gratuitamente da Dio. Allo stesso tempo, accogliendo coloro con cui veniamo a contatto, incontriamo il Dio che è sempre e già presente accanto ai vulnerabili, a chi vive nelle periferie, e nel prossimo.

Sempre più nel mondo vediamo innalzare muri che tengano lontani gli sfollati: non soltanto muri reali, ma anche muri di paura, pregiudizio, odio, ideologie. Cerchiamo quindi, in quanto unica famiglia umana, di costruire ponti di solidarietà anziché muri che dividono. Le nostre sorelle, i nostri fratelli rifugiati ci offrono opportunità di mutuo arricchimento e sviluppo: è Dio che ci fa incontrare.

Con lo sviluppo di nuovi quadri istituzionali e normativi internazionali, – come il Global Compact 2018: uno sui rifugiati e uno sui migranti – gli Stati dovrebbero non soltanto assicurare una più efficace ed effettiva condivisione di responsabilità in risposta ai vasti movimenti, ma anche accettare l'opportunità di riconoscere e valorizzare i tanti modi in cui rifugiati e migranti contribuiscono alle comunità ospitanti.

ACT Alliance
Alboan
Anglican Alliance
Caritas Internationalis
Catholic Charities USA
Comunità di Sant’Egidio
Domenicani per Giustizia e Pace
Entreculturas
Unione Internazionale dei Superiori Generali (UISG)
Franciscans International
Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati
Federazione Mondiale Luterana
Pax Christi International
Missionari Scalabriniani
Rete Internazionale Scalabrini per le Migrazioni (SIMN)
Talitha Kum – Rete Internazionale di Vita Consacrata contro la Tratta di Persone
Unione dei Superiori Generali (USG)
Vivat International
Voices of Faith
Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (WUCWO)







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Martina Bezzini
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