Libano: visita del Direttore Internazionale in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato
22 giugno 2017

Il Direttore Internazionale del JRS incontra Laila, rifugiata siriana a Baalbek, nel Libano. Laila è un’artista di talento che in esilio ha scritto un libro per bambini. (JRS MENA)
Baalbek, 22 giugno 2017 - In Medio Oriente per visitare i progetti dei JRS nella regione, p. Thomas Smolich SJ, direttore internazionale del JRS, ha celebrato la Giornata Mondiale del Rifugiato insieme al personale e agli studenti della scuola gestita dal JRS a Baalbek, nel Libano.

In visita nella regione per la Giornata Mondiale del Rifugiato. Gli ultimi dati resi noti dall’Agenzia delle NU per i Rifugiati (UNHCR) indicano con chiarezza come il numero di rifugiati e sfollati sia in aumento: più di 12 milioni solo in Siria. È una realtà tutt’altro che rassicurante che ci ricorda anche quanto sia necessario fare di più a ogni livello per far fronte alle sofferenze dei rifugiati.

Per me, questa Giornata Mondiale del Rifugiato è stata per molti versi speciale. Ho trovato gioia tra i bambini rifugiati che frequentano le scuole gestite dal JRS a Baalbek, nel Libano. E sono rimasto colpito e toccato dall’entusiasmo e dall’energia degli studenti.

Mi ha anche fatto piacere incontrare il Mufti di Baalbek/Hermel, Sheikh Bakr Rifali. Il Mufti è nostro partner in due delle scuole del JRS a Baalbek, e ha parlato con passione del valore della collaborazione tra musulmani e cristiani che lavorano insieme a questo progetto educativo. In questo momento di grandi divisioni, è di fondamentale importanza interagire con chi è di diverso credo religioso per costruire ponti che uniscano.

Durante la visita al Centro sociale per l’educazione del JRS a Baalbek, ho incontrato e socializzato con il personale e con alcuni stagisti. Laila, una signora siriana che ha scritto un libro per bambini dal titolo “Il pane secco”, mi ha fatto vedere un suo disegno dove era scritto: “JRS sei la nostra seconda patria”. Sono parole che mi hanno commosso, perché descrivono così bene la missione del JRS - una missione che credo faccia davvero tanta differenza nella vita di molte persone come Laila.

Aspetti importanti di questa visita. È la mia seconda visita nella regione come Direttore del JRS, e sono rimasto davvero toccato e colpito dall’enorme mole di lavoro che il JRS sta svolgendo a tutti i livelli: di progetto, di paese e di regione.

Vorrei soffermarmi su un paio di aspetti. Il primo riguarda i team che si occupano di far visita alle famiglie yazide sfollate e a un piccolo numero che sono invece cristiane e musulmane siriane, facendo un ottimo lavoro nell’area di Dohuk nel Kurdistan, in Iraq. Gli operatori ascoltano i diversi membri delle famiglie e decidono come meglio assisterli e difenderli. Il secondo riguarda invece la nomina di Insherah Mousa, che pochi mesi fa è diventata Direttrice del JRS Giordania - la prima giordana a ricoprire questa carica. Il lavoro in questo paese non è facile, ma la sua leadership ha già portato cambiamenti positivi a ciò che viene fatto qui. Penso che il futuro del JRS in Giordania sia molto luminoso.

L’educazione nella regione. Per svariati motivi, sono davvero colpito dalle tante iniziative educative del JRS in tutto il JRS MENA. La maggior parte del nostro lavoro in questa regione è con i rifugiati e gli sfollati siriani.

Per i bambini, l’educazione è speranza. Quando il conflitto siriano avrà fine, dovranno rimettere insieme i pezzi e ricominciare a vivere. Per diversi motivi, l’educazione aiuta anche a fermare la guerra e le violenze. E soprattutto, quando è multi-confessionale e inclusiva - come quella che ho potuto vedere oggi nelle scuole di Baalbek - riuscirà a fare molto per guarire le ferite già inferte.

Preoccupazioni, sfide e opportunità globali di grande rilevanza. Al momento sono molte le sfide e le preoccupazioni che riguardano gli sfollati con la forza. La prima è la fame che colpisce milioni di persone nel mondo ed è provocata da guerre, persecuzioni e carestie; molti di quanti vivono nei campi si sono visti ridurre le razioni alimentari sotto la soglia della sopravvivenza. Sono rimasto esterrefatto, oggi, a Baalbek, quando mi hanno raccontato che molti dei bambini che frequentano le nostre scuole mettono via una parte della merenda per portarla a casa e condividerla con i fratelli o i genitori. Il mondo non ha affrontato in modo diretto il problema della fame. Come riuscire a fornire risorse alimentari a chi soffre la fame?

In molte aree è inoltre presente il fenomeno dell’istituzionalizzazione della violenza. Lo vediamo nella Repubblica Democratica del Congo, nel Sud Sudan, e in diversi altri paesi. I livelli di violenza che le persone si trovano a dover gestire sono inimmaginabili. Come possiamo aiutare gli sfollati a creare una narrativa diversa?

Vorrei infine mettere in evidenza una grande opportunità che la Chiesa e il mondo hanno in Papa Francesco, la cui posizione nei confronti dei rifugiati e degli sfollati è stata diretta e inequivocabile. Ogni volta che ne ha l’occasione, ricorda la loro sofferenza ed esorta tutti a fare di più in ogni modo possibile. Il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale che conta una sezione per i rifugiati e i migranti è di sicuro un passo nella direzione giusta. Al JRS lavoriamo a stretto contatto con questa sezione, collaborando al coordinamento delle prospettive della Chiesa per i futuri Global Compact sui migranti e i rifugiati.

In chiusura. Sono sempre felice di far visita alle opere del JRS. È un’esperienza arricchente incontrare e interagire con i nostri numerosi colleghi, collaboratori, e soprattutto con i rifugiati e gli sfollati con cui condividiamo la nostra missione. Un grande ringraziamento al JRS MENA per tutto ciò che fate.

- P. Cedric Prakash SJ, responsabile per l’advocacy e la comunicazione del JRS MENA





Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net