Colombia: un’iniziativa di peace-building delle donne sul confine con l’Ecuador
09 agosto 2017

Gruppo di donne dell’Asociación Nuevo Futuro (Associazione Nuovo Futuro) a Cuaspud - Nariño. (JRS Colombia)
"Nell’associazione sono orgogliosa di poter aiutare le altre donne, fiera di essere utile perché, a differenza di ora, un tempo mi preoccupavo esclusivamente della mia casa. In loro vedo come ciascuna di noi abbia bisogno di aiuto attraverso lo scambio di idee; e siamo più felici se parliamo, se conversiamo con le altre donne" afferma una delle donne dell'Associazione Nuevo Futuro.

Nariño, 9 agosto 2017- Per dare risalto alle esperienze di lavoro nate dall’impegno costante di accompagnare, servire e difendere) in favore di quei membri della popolazione che hanno sofferto lo sfollamento forzato o cercato rifugio, sono state avviate iniziative di pace gestite da donne, sostenute dai team nazionali che fanno capo al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati nella regione America Latina e Caraibi.

In Colombia, al confine con l’Ecuador, si è lavorato con l’associazione femminile Nuevo Futuro nella piccola città confinaria di Cuaspud. Il gruppo si è formato nel 2014 e conta ora la partecipazione di 33 donne indigene costrette allo sfollamento forzato da diverse aree nei dintorni cittadina, come San Francisco, Macas, Yapurquer, Cruz Grande e El Pirio. L'associazione è nata nel contesto delle trattative di pace tra i guerriglieri delle FARC-EP e il governo nazionale, con il fine di intraprendere iniziative che avessero impatto sulla realtà locale, a tutela dei loro diritti come vittime e in quanto donne.

"È un'associazione di donne che desideravano agire a proprio beneficio, soprattutto perché consapevoli di essere vittime, e fare qualcosa per aiutarsi e sostenersi reciprocamente. Da qui la decisione di costituire questa associazione e collaborare insieme" afferma Carlos  Estrella, coordinatore del gruppo di Nariño.

Questo processo, sotto la guida femminile dell'Associazione Nuevo Futuro ha trovato l'appoggio del gruppo del JRS Colombia che opera a Nariño nell’ambito dell'integrazione locale e della prevenzione, creando spazi per il rafforzamento delle rispettive competenze e dell'impatto a livello locale, oltre ad avviare processi di riconciliazione, memoria e cultura di pace.

L'iniziativa di pace delle donne sul confine tra Colombia ed Ecuador si prefigge di raggiungere i seguenti obiettivi primari:

•    promuovere, pubblicizzare e tutelare i diritti delle donne vittime di sfollamento forzato;
•    avviare iniziative tali da ottenere condizioni di vita dignitose per queste stesse donne;
•    portare alla ricostruzione di una vita individuale, familiare, comunitaria e sociale;
•    interagire, divenire interlocutrici e intervenire presso lo stato colombiano, gli organismi nazionali e internazionali e la società civile in generale per ottenere il ripristino e la piena restaurazione dei propri diritti;
•    potenziare le competenze e le virtù di queste donne per la costituzione di una memoria collettiva sulla loro vita e il territorio.

Nel frattempo è risultato evidente che tra i principali risultati raggiunti tramite l'iniziativa di pace si conta l'esercizio della memoria realizzato dalle donne attraverso un processo di auto-riconoscimento e del riconoscimento delle donne in quanto tali. Ciò ha consentito loro di intessere le proprie reti di sostegno che consentono di impegnarsi in processi di guarigione rispetto alle proprie vicende esistenziali nell'ambito del conflitto armato colombiano.

 In questo contesto, Carlos Estrella tiene a precisare che "il contributo dato alla costruzione della pace deriva dall'esercizio della memoria e dalla ricostituzione e riappropriazione del territorio, che consentono alle donne di guarire in una prospettiva di riconciliazione. Allo stesso modo permette loro di instaurare un nuovo processo dialettico con la comunità ospitante, in quanto attraverso l'esercizio dell'ospitalità i componenti della comunità hanno preso maggiore consapevolezza delle situazioni che queste donne sono state costrette a vivere; fatto che ha contribuito a creare una comunità migliore".

Di pari passo, Natalia Peláez, psicologa del gruppo di Nariño, spiega che "come JRS, il nostro principale traguardo con questo gruppo di donne è quello che riescano a ricostituire il tessuto sociale, che si facciano attive nella dimensione pubblica, che condividano tra loro i propri ricordi, che ultimamente sono quelli del territorio in cui vivono, e quindi riescano a ricollegare le proprie conoscenze ancestrali in quanto donne indigene la cui identità è stata trasformata dal conflitto armato".

Si richiama infine l'attenzione sulla necessità che il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati continui a sostenere i processi comunitari guidati dalle donne, poiché rappresentano il cardine di una pacifica trasformazione della dinamica di violenza nei contesti in cui vivono, così come sono loro a intessere il tessuto sociale a partire dal nucleo familiare fino all'ambiente comunitario nel suo complesso.





Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net