Globale: Il JRS pubblica il suo Rapporto annuale internazionale 2016
03 ottobre 2017

Roma, 3 ottobre 2017 – Secondo le cifre riportate nel Rapporto annuale pubblicato di recente, nel 2016 il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, che opera in 51 paesi di tutto il mondo, ha raggiunto oltre 733.400 tra rifugiati e sfollati con la forza, un numero leggermente superiore rispetto a quello dell’anno precedente.

Gli aiuti di emergenza rappresentano la parte più cospicua (37 percento) dei servizi offerti dal JRS, e i beneficiari si calcolano in oltre 250.000. Giunto al suo sesto anno, il conflitto siriano è sempre ancora caratterizzato dal problema urgente della distribuzione degli aiuti umanitari alla popolazione colpita. Il JRS è tra le poche organizzazioni rimaste in questi anni in quel paese, a Homs, Aleppo e Damasco. La sola cucina di campo di Aleppo provvede a distribuire fino a 8.000 pasti al giorno.

Nei paesi europei divenuti confinari o punti di transito lungo la cosiddetta rotta balcanica – vale a dire Grecia, Macedonia, Croazia e Ungheria – il JRS si è unito ad altre ONG e agenzie delle NU per fornire aiuti di emergenza ai rifugiati presso i porti di sbarco, le stazioni dei pullman e quelle ferroviarie. Quando nel marzo 2016 sono stati chiusi i confini lungo la rotta, il JRS Grecia ha aperto un secondo rifugio, distribuendo vestiario, generi alimentari e altri articoli di prima necessità alle persone colpite.

L'altro aspetto importante dell'intervento del JRS è stato quello del sostegno psicosociale (31 percento). Si tratta di programmi studiati per aiutare le popolazioni a reggere il peso del trauma subito e guarirne. Attraverso l'opera di counselling, l'attività terapeutica e le discipline sportive, il JRS ha aiutato più di 226.400 persone a superare il trauma e vincere la  disperazione.

"Il JRS guarda al nostro mondo sul modello di sant'Ignazio: l'amore si mostra negli atti piuttosto che nelle parole. Accompagniamo chi è ancora traumatizzato dalla guerra e dalla fuga. Serviamo queste donne e questi uomini aiutandoli a guarire, ad apprendere, a crescere. Aiutiamo i nostri fratelli e sorelle a levare le proprie voci, a reagire alla paura e all'ansia propria dei rifugiati con storie di dialogo, di speranza, di resistenza", ha detto p. Thomas H. Smolich, direttore internazionale del JRS.

Oltre alla campagna Mercy in Motion ispirata all'Anno della Misericordia voluto da Papa Francesco, il 2016 ha visto riconfermata nel lungo impegno del JRS nel campo dell'educazione dei rifugiati una soluzione duratura. L'operazione era stata lanciata a sostegno dell'Iniziativa di educazione globale (IGE) ambizioso piano del JRS mirato a raccogliere la somma di 35 milioni di dollari per l'opera di educazione di 100.000 ulteriori rifugiati entro il 2020.

Nel contesto dell'IGE, lungo tutto il 2016 il JRS è riuscito a sviluppare un programma globale di formazione insegnanti, che comprende tematiche come la protezione dell'infanzia, la psicologia educativa, metodologie educative aggiornate, e soprattutto una didattica omnicomprensiva. Il JRS ha inoltre assunto tre coordinatori didattici che consentano di attuare e sostenere i progetti educativi nel Medio Oriente e in Africa. In Europa, una particolare strategia dell'IGE ha previsto corsi di lingue e formazione professionale per favorire l'integrazione dei rifugiati nelle comunità locali, e facilitare quindi il loro accesso al mondo del lavoro.

Complessivamente, nel 2016 il JRS si è occupato di oltre 155.800 tra bambini, giovani e adulti, attraverso programmi che hanno interessato la scuola dell'infanzia fino all'università, oltre a forme di istruzione particolare, corsi di alfabetizzazione per adulti, formazione insegnanti e ricostruzione di scuole. Il JRS ha inoltre fornito formazione professionale e strumenti, ha provveduto alla concessione di prestiti, favorendo l'avvio di piccole attività commerciali.

L'accesso all'educazione consente ai rifugiati di mettere a frutto le proprie potenzialità, e contribuire così alla crescita, alla forza e alla stabilità delle comunità di appartenenza. Il JRS aiuta i rifugiati a recuperare dignità, integrarsi a livello locale e a raggiungere l'autosufficienza.

Con il passare del tempo e continuando a lavorare, potremo osservare sempre nuovi risultati dell'Iniziativa di educazione globale.

– Martina Bezzini, responsabile per la comunicazione del JRS





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