Grecia: Richiedenti asilo confinati in condizioni terribili sulle isole
24 ottobre 2017

Tende per i rifugiati nei pressi dell'hotspot Moria, sull'isola di Lesbo, dove migliaia di persone – tra cui bambini in tenera età, donne in stato di gravidanza e persone con disabilità fisiche sono confinate in condizioni terribili mentre l'inverno è ormai alle porte. (Emina Cerimovic/Human Rights Watch)

Atene, 24 ottobre 2017 – Il primo ministro Alexis Tsipras dovrebbe porre fine alla "politica di contenimento" adottata dal governo greco, che prevede il confinamento dei richiedenti asilo nelle isole egee. Lo sollecitano 19 organizzazioni impegnate nell'ambito dei diritti umani e degli aiuti umanitari in una lettera aperta datata 23 ottobre.

"Chiediamo alle autorità greche di adottare misure urgenti per scongiurare che nell'approssimarsi dell'inverno si contino altre vittime del freddo. Le persone, in particolare quelle più vulnerabili, dovrebbero essere trasferite immediatamente sulla terraferma, e ricevere adeguata assistenza", sostiene la responsabile per l'advocacy e la comunicazione del JRS Grecia, Veronica Paikou.

Si contano a migliaia le persone – tra cui bambini piccoli, donne sole o in stato di gravidanza, soggetti con disabilità fisiche – confinate in condizioni terribili mentre l'inverno è ormai alle porte. Le organizzazioni umanitarie sostengono che costringere i richiedenti asilo in condizioni che costituiscono una violazione dei loro diritti e sono lesive del loro benessere, dello stato di salute e della dignità personale, non trova alcuna giustificazione nell'applicazione dell'accordo UE-Turchia.

Da quando nel marzo 2016 è entrato in vigore l'accordo EU-Turchia, le isole greche di Lesbo, Chio, Samo, Kos e Lero sono diventate luoghi di confinamento a tempo indefinito. Migliaia di donne, uomini e bambini vi sono trattenuti in condizioni deplorevoli e precarie; e a molti di loro è negato persino l'accesso a corrette procedure di asilo. I richiedenti asilo che sono sbarcati sulle isole nei primi giorni dall'entrata in vigore dell'accordo sono lì da quasi 19 mesi.

Il recente moltiplicarsi di arrivi di uomini, donne e bambini ha di fatto accresciuto la pressione sui centri di accoglienza e identificazione, denominati hotspot. Al momento gli sbarchi sono però ancora relativamente contenuti, e la Grecia e maggior ragione l’UE dovrebbero essere in grado di gestirli; va segnalato però che la percentuale di donne e bambini e significativa.

La situazione è particolarmente critica a Samo e Lesbo, dove oltre 8.300 richiedenti asilo e migranti vivono in strutture di accoglienza previste per 3.000 presenze. Il recente annuncio del trasferimento nelle prossime settimane di 2.000 richiedenti asilo dalle due isole alla terraferma, inteso come misura emergenziale di decongestionamento, è stato giudicato positivamente dalle organizzazioni stesse. Non è comunque sufficiente per alleviare l'attuale sovraffollamento delle strutture, né affronta in maniera sostenibile le problematiche sistemiche alla base di questa situazione di emergenza, in altre parole la questione della politica di contenimento.

Con l'avvicinarsi del terzo inverno dai primi arrivi su larga scala sulle isole, è evidente che le autorità greche non sono ancora in grado di far fronte alle necessità più fondamentali e di tutelare i diritti dei richiedenti asilo durante la loro permanenza sul posto. L'entrata in vigore dell'accordo EU-Turchia è stata presa dalle autorità dell'UE e greche a giustificazione della politica di contenimento posta in atto; secondo le organizzazioni umanitarie, resta però il fatto che costringere i richiedenti asilo a rimanere in condizioni lesive dei loro diritti e del loro benessere, delle condizioni di salute e della dignità personale non ha nessuna giustificazione.

Le organizzazioni hanno quindi sollecitato il premier greco Tsipras perché siano tutelati i diritti umani dei richiedenti asilo confinati nelle isole, ponendo fine alla politica di contenimento e provvedendo al loro trasferimento sulla terraferma affinché possano ottenere sistemazioni abitative adeguate e fruire di servizi consoni alle loro necessità, oltre ad assicurare che sia data equa attenzione alle loro domande di asilo.

Firmatari della lettera:
ActionAid
Advocates Abroad
Aitima
Amnesty International
Care
Consiglio danese per i rifugiati
Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH)
Consiglio greco per i rifugiati (il Consiglio greco per i rifugiati approva il testo, nel quadro delle proprie iniziative e finalità)
Forum greco sui rifugiati
Greek Helsinki Monitor
Lega ellenica per i diritti umani
Human Rights Watch
International Rescue Committee
Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati
Lesbos Legal Center
Consiglio norvegese per i rifugiati
Oxfam
Praksis
Solidarity Now





Press Contact Information
Veronica Paikou, Advocacy & Communications Officer JRS Greece

+30 210 823 78 35