Globale: Corso di Educazione nelle situazioni di emergenza in collaborazione con la Fordham University
10 novembre 2017

Alcuni partecipanti, tra cui Louie Bacomo, ascoltano un docente esterno, durante il corso di educazione nelle situazioni di emergenza. (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)

Roma, 10 novembre 2017 – Con quasi 30 milioni di bambini che vivono in paesi in cui è in atto un conflitto, e centinaia di migliaia di famiglie costrette allo sfollamento da calamità naturali, se si vuole raggiungere lo scopo di una educazione universale, è fondamentale puntare sull'educazione anche in tempi di crisi e di conflitto.

Tenuto conto dell'importanza che un’educazione di qualità riveste per chi è costretto allo sfollamento forzato, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) e l'Institute of International Humanitarian Affairs (IIHA) della Fordham University hanno organizzato di recente un corso intensivo di cinque giorni sul tema dell'educazione nelle situazioni di emergenza. Il corso, che si è tenuto a Rabat, Malta, dal 2 al 6 ottobre, ha dotato i partecipanti di strumenti idonei all'elaborazione di progetti educativi nelle situazioni emergenziali e post-conflittuali.

Sotto la direzione congiunta di Gonzalo Sánchez-Terán, vicedirettore dei programmi umanitari presso l'IIHA, e di Nadezhna Castellano, esperta del JRS in educazione internazionale, il corso si è soffermato in modo specifico sui meccanismi indispensabili al conseguimento di un migliore livello qualitativo dell'educazione sia durante, sia nella fase successiva alle diverse crisi umanitarie.

Dei 24 studenti che hanno preso parte al corso, oltre la metà erano membri del JRS, professionisti e medici che operano in 14 diversi paesi del mondo. La diversità dei partecipanti all'edizione di quest'anno ha consentito di approfondire l'argomento e trarre una visione più ricca a completa degli interventi effettuati in tutto il mondo. Insieme ai direttori e ai docenti esterni, i partecipanti al corso hanno svolto analisi approfondite degli standard attuali e hanno esaminato i progetti educativi presenti e passati, oltre alle iniziative di programma di ONG di primo piano e agenzie delle NU.

"È fondamentale che il JRS non si limiti ad ampliare, ma approfondisca ulteriormente la nostra analisi del settore educativo tenuto conto della complessità dei conflitti e delle emergenze, in modo tale che i nostri interventi risultino appropriati ed efficaci. Il corso ci ha aiutato a ottenere proprio questo", ha detto Louie Bacomo, responsabile dei programmi del JRS International.

Il corso era studiato in linea con tutta una serie di principi fondamentali dell'Iniziativa di Educazione Globale (GEI) del JRS, campagna con la quale lo stesso JRS si è impegnato a raccogliere la cifra di 35 milioni di dollari e raddoppiare l'accesso di studenti ai propri progetti educativi, portandoli a 240 mila entro l'anno 2020.

Per gli sfollati, un'educazione di qualità rappresenta una risorsa del massimo valore, e né il JRS né l'IIHA permetteranno sia trascurata.







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Martina Bezzini
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