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Spagna: All’ICAI la Betlemme dei rifugiati
30 gennaio 2018

Nel modellino di Betlemme ispirato al campo rifugiati di Dollo Ado, in Etiopia, è possibile vedere un edificio del JRS. (ICAI, Universidad Comillas)

Madrid, 30 gennaio 2018 – Lo scorso dicembre la Escuela Técnica Superior de Ingeníeria (ICAI) della Universidad Pontificia Comillas, ateneo gesuita spagnolo che ha oltre un secolo di storia, ha inaugurato un presepe ispirato ai rifugiati.

A Natale, in Spagna si ripete la sentita tradizione del presepe, che raffigura la nascita di Gesù a Betlemme con splendide statuine e scene che richiamano la narrazione evangelica. Quest'anno, un gruppo di docenti di ingegneria insieme al cappellano dell'università p. Alberto Núñez SJ hanno deciso di estendere la tradizione anche a questa scuola, con la particolarità che invece di ricreare la narrazione storica e l'atmosfera tradizionale, hanno scelto di raffigurare il valore che la nascita di Gesù rappresenta ai margini della società ambientandola in un campo rifugiati.

Volevano che la rappresentazione fosse quanto più realistica possibile, per cui con l'aiuto di Entreculturas, ONG gesuita spagnola, hanno scelto di ambientarla in un campo vero e proprio, quello di Dollo Ado, in Etiopia. Volevano anche che questo modello di Betlemme avesse un significato speciale per una scuola di ingegneria, per cui hanno raffigurato in modo particolarmente accurato le infrastrutture elettriche presenti (o mancanti) a Dollo Ado.

Il progetto Betlemme ha diversi obiettivi: quello di portare il Natale all'università, di rendere sia il corpo docente sia quello studentesco consapevoli di uno dei massimi drammi del nostro tempo, e di incoraggiarli a fare qualcosa.

Per illustrare la situazione sono state impiegate oltre un centinaio di fotografie. Sono state realizzate più di 200 figure di terracotta, e una serie di capanne e prefabbricati, tra cui anche un edificio del JRS, che servono a rappresentare otto scene di vita nel campo (bambini a scuola, bambini che giocano a calcio, adulti che imparano a cucire, adulti che ricevono aiuti alimentari delle NU, ecc.).

In totale sono state più di 40 le persone (docenti, studenti e  dipendenti dell'università) che hanno partecipato alla ricostruzione di questa Betlemme di nove metri quadrati. Il progetto, comunque, non si conclude qui: i docenti ideatori dell'iniziativa hanno deciso di riproporre il messaggio nel corso dell'anno a venire, e hanno iniziato a studiare in quali forme l'università può essere presente nei campi rifugiati.

– Alberto Núñez, SJ, direttore dei servizi pastorali, Universidad Pontificia Comillas

Per visionare l'intera serie di fotografie della Betlemme ricostruita, cliccare qui.





Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net