America Latina: Organizzazioni della società civile chiedono un accordo regionale per una migliore protezione dei migranti venezuelani
16 maggio 2018

Migranti attraversano il confine tra Colombia e Venezuela a Cúcuta, Colombia. (George Castellanos)

Santo Domingo, 16 maggio 2018 – L'11 maggio 2018, organizzazioni della società civile, tra cui il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati America Latina e Caraibi (JRS LAC) e il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati Colombia (JRS Colombia), hanno avuto un incontro con la Commissione interamericana dei diritti umani per sollecitare migliore coordinamento e assistenza per gli Stati della regione nella gestione dell'attuale crisi dei migranti venezuelani.

Qui di seguito, il comunicato stampa relativo all'incontro:

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Santo Domingo, 11 maggio 2018 – Una trentina di società civili delle Americhe hanno chiesto oggi alla Commissione interamericana dei diritti umani che si provveda a un migliore coordinamento e una più attenta assistenza tecnica per gli Stati della regione nella gestione della corrente crisi dei migranti venezuelani.

“I migranti venezuelani dell'America Latina, compresi quelli della Repubblica Dominicana, si trovano in una situazione di vulnerabilità”, ha detto Ana Maria Rodriguez, migrante venezuelana che vive attualmente nella Repubblica Dominicana, “Non chiediamo nulla che non si possa ottenere con il nostro impegno personale. Vogliamo, però, che si formuli un piano d'azione concreto, con gli opportuni processi giuridici coerenti con il procedimento previsto e con le norme di legge, che non contemplino la detenzione arbitraria e l'espulsione. Vogliamo sia chiaro che, qualora fosse possibile, ritorneremmo in Venezuela; ma allo stato attuale, ciò non è fattibile, né lo sarà nel prossimo futuro”.

Si calcola che 1,2 milioni di venezuelani siano emigrati negli ultimi due anni dal Venezuela a causa della crisi in corso, della mancanza di condizioni di sicurezza, e della carenza di medicinali. Secondo l'Alto Commissariato delle NU per i rifugiati (UNHCR), al gennaio 2018, 133.574 venezuelani avevano presentato domanda di riconoscimento dello status di rifugiati, e 350.861 avevano chiesto un qualche status migratorio alternativo nelle Americhe e in Spagna. “L'attuale crisi politica ed economica, determinata dall'assenza dello Stato, sono le cause principali della migrazione venezuelana del momento. Va detto, tuttavia, che questa situazione non si risolverà a breve, anche nell'eventualità di un cambio di governo”, ha spiegato Ligia Bolivar del Centro dei diritti umani dell'Università Cattolica Andrés Bello (UCAB).

“La nostra regione non è attrezzata per far fronte a questo fenomeno migratorio. Per di più, si prevede che dopo le elezioni del 20 maggio ci sarà una nuova impennata migratoria di venezuelani” ha fatto presente Francisco Quintana, direttore del Programma regionale per la regione andina, il Nordamerica e i Caraibi del Center for Justice and International Law (CEJIL). In vista di questo contesto, le organizzazioni richiedenti hanno fatto presente che i paesi dell'America Latina e le organizzazioni internazionali necessitano di un concreto e chiaro piano d'azione che assicuri ai migranti, rifugiati e richiedenti asilo livelli massimi di protezione, nonché diritti di natura economica, sociale, culturale e ambientale.

Le organizzazioni che sollecitano l'ottimizzazione delle procedure hanno fornito inoltre un'ulteriore analisi del contesto e dei rischi affrontati dai migranti venezuelani nei diversi paesi, evidenziando tra i vari elementi di preoccupazione la situazione delle donne e dei bambini, nonché il ridotto accesso alla documentazione e all'educazione in Colombia ed Ecuador; la militarizzazione dei confini e il rientro dei migranti in Brasile, Colombia, Ecuador; il contrabbando, la tratta di persone, il lavoro forzato e la schiavitù sessuale nonché lo schiavismo in generale sui confini del Brasile ed Ecuador; il sistema di regolarizzazione e rilascio dei visti ai migranti venezuelani in Cile, America Centrale e nella Repubblica Dominicana.

Secondo Guillermo Rovayo della Missione scalabriniana in Ecuador, la percentuale di respingimento e non accoglimento delle domande di riconoscimento dello status di rifugiati è eccessivamente elevata. In Colombia, per esempio, delle 2.073 domande di riconoscimento dello status, ne sono state approvate soltanto 57; in Ecuador sono state ammesse al processo 6 domande su 2.322. Questa tendenza, osservata in quasi tutti i paesi della regione, evidenzia con chiarezza la necessità di provvedere a una protezione speciale, efficace e duratura.

Dato il contesto, le organizzazioni della società civile hanno chiesto con orza che l'IACHR solleciti i paesi della regione a riunirsi ed elaborare un piano d'azione concreto incentrato sulla sempre maggiore profondità e portata dei Global compact su rifugiati e migrazione; si avvalga dell'esistente Coordination and Timely and Integrated Response Room (SACROI) Venezuela per 1) monitorare la situazione dei migranti venezuelani; 2) collaborare all'identificazione della reale dimensione del problema; e 3)  fornire assistenza tecnica ai vari Stati perché acquisiscano una maggiore consapevolezza dei diritti umani; e operino in collaborazione con l'Inviato speciale delle NU per i diritti umani dei migranti.

Elenco delle organizzazioni:
Centro por la Justicia y el Derecho Internacional (CEJIL), Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati America Latina e Caraibi (SJR LAC), Red Jesuita con Migrantes para Latinoame´rica y El Caribe (RJM LAC), Asylum Access, Amnesty International, Washington Office on Latin America (WOLA), Centro para la Observacio´n Migratoria y el Desarrollo Social en el Caribe (OBMICA), International Institute on Race, Equality and Human Rights, Programa Venezolano de Educacio´n-Accio´n en Derechos Humanos (PROVEA), Centro de Derechos Humanos de la Universidad Cato´lica Andre´ Bello (CDH UCAB), Vicaría de Derechos Humanos de Caracas, Commissione Giustizia e pace della Conferenza Episcopale del Venezuela, Asociacio´n Civil Movimiento Vinotinto, Consultori´a Para los Derechos Humanos y el Desplazamiento Forzado (CODHES), Secretariado Nacional de Pastoral Social Ca´ritas Colombiana, Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati Colombia–SJR Colombia, Conectas Direitos Humanos, Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati–SJMR Brasile, Missione Scalabriniana Ecuador, Encuentros–Servicio Jesuita de la Solidaridad, Comisio´n Argentina para Refugiados y Migrantes (CAREF), Cli´nica Juri´dica de Migrantes y Refugiados del Centro de Derechos Humanos de la Universidad Diego Portales, Sin Fronteras IAP, Asociacio´n de Consultores y Asesores Internacionales (ACAI) e Living Water Community.





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