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Europa: Tre anni dall'Agenda europea sulla migrazione – Presentazione del rapporto
03 luglio 2018

Bruxelles, 3 luglio 2018 – Nel maggio 2015, la Commissione Europea aveva presentato l'Agenda europea sulla migrazione, il cui obiettivo era di affrontare le sfide dell'incremento degli arrivi di migranti e rifugiati in Europa. A tre anni di distanza, gli arrivi sono diminuiti, e in sede politica si sostiene che il piano ha funzionato.

"La realtà, invece, è che le persone stanno sempre ancora perdendo la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa", afferma Claudia Bonamini, responsabile del JRS per le politiche e l'advocacy"; e come dimostra l'incidente dell'Aquarius, l'accoglienza a quanti ce la fanno ad arrivare si fa do giorno in giorno più fredda". Nel suo ultimo rapporto, “Forgotten at the gates of Europe” (Dimenticati alle porte dell’Europa), il JRS Europa chiede si cambino radicalmente le politiche in materia, privilegiando un Sistema Europeo Comune di Asilo che sia all’altezza del proprio nome.

Dimenticati alle porte dell'Europa

Nel Rapporto “Forgotten at the gates of Europe”, il JRS documenta le esperienze di migranti, richiedenti asilo e rifugiati vissute sui confini dell'Europa. Nel corso di tutto il 2017, abbiamo intervistato persone in Croazia, Grecia, Italia, Malta, Romania e nell'enclave spagnola di Melilla –luoghi che rappresentano per molti il primo contatto con il territorio europeo.

Respinti, ingannati, mal indirizzati

A quanto si legge nel rapporto, ai confini esterni dell'UE si effettuano sempre ancora respingimenti violenti, come per esempio tra Croazia e Serbia, e a Melilla. Persino quando ormai si trovano in territorio UE, i neo-arrivati si scontrano con enormi difficoltà nell'accedere alle procedure di asilo, perché non sufficientemente informati o perché le autorità dei vari Stati 
Membri dell'UE forniscono intenzionalmente istruzioni fuorvianti.

In Croazia, si sono fatti firmare agli interessati moduli redatti in lingue incomprensibili, illudendoli di aver presentato domanda di asilo mentre invece sarebbero stati respinti nuovamente in Serbia. In Romania, chi proveniva dall'area del Mar Nero ha raccontato di essere stato prontamente posto in stato di detenzione, senza che gli fosse spiegato come procedere con la domanda di asilo. In Grecia, Italia e Malta, le persone hanno riferito al JRS di non essere state in grado di svolgere le pratiche di asilo e immigrazione perché non avevano ricevuto istruzioni, oppure perché ogni cosa era in una lingua che non capivano.

Il sistema Dublino: un ostacolo alla protezione

Il JRS ha inoltre scoperto che il Regolamento di Dublino costituisce il principale ostacolo alla protezione in Europa. In effetti, alcuni preferiscono non avviare la pratica di asilo non perché non necessitino di protezione, ma perché sono consapevoli di cosa prevede il Regolamento di Dublino. Sanno, in effetti, che se presentassero domanda di asilo, sarebbero costretti a rimanere nello Stato Membro di primo ingresso in territorio UE. C’è quindi chi evita di presentare la domanda per via delle condizioni di sovraffollamento e di accoglienza disumana cui sarebbe destinato, per le procedure di asilo praticamente inaccessibili, oppure perché i familiari si trovano da qualche altra parte.

Necessità di un Sistema europeo comune di asilo che sia all'altezza del proprio nome

Il JRS chiede si provveda a un radicale cambiamento delle politiche a livello europeo. L'UE deve innanzitutto creare percorsi sicuri e legali per quanti sono in cerca di protezione. Inoltre, in sede di dibattito sulla riforma in atto del Sistema europeo comune di asilo, gli Stati Membri devono impegnarsi perché siano garantite condizioni di accoglienza dignitose e veloci così come eque procedure di asilo in tutta l'UE. Il Regolamento di Dublino va riformato in modo da assicurare che nel decidere quale Stato Membro sia responsabile dello svolgimento della pratica di asilo si tenga debito conto delle preferenze espresse dal richiedente.

Il JRS Europa ha presentato il rapporto “Forgotten at the gates of Europe” a Bruxelles alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato, il 19 giugno 2018. 




Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net