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Colombia: Le sfide della crisi umanitaria del Venezuela
10 luglio 2018

Migranti venezuelani che attraversano il Puente Simon Bolivar diretti a Cucuta, Colombia. (JRS)

Bogotá, 10 luglio 2018 – Si stima che circa cinquantamila persone attraversino ogni giorno il confine tra il Venezuela e la Colombia. Stando ai dati forniti dall'autorità centrale colombiana per l'immigrazione (Migración Colombia), è già entrato in territorio colombiano oltre mezzo milione di venezuelani. La cifra è comprensiva di quasi 180.000 persone che sono immigrate attraverso canali formali o comunque regolari, come ad esempio con permessi di soggiorno speciali, carte di immigrazione frontaliere o visti per lavoro. Migraciòn Colombia calcola che quasi 400.000 altri migranti sono entrati in Colombia in maniera informale, cifra che comprende circa 150.000 migranti rimasti nel paese dopo la scadenza del visto e circa 225.000 entrati attraversi canali non autorizzati. Si tratta comunque di stime non del tutto attendibili, in quanto ci sono soltanto sei varchi ufficiali di ingresso in Colombia e oltre un centinaio di valichi informali distribuiti lungo i 2.000 chilometri di confine tra i due paesi.

Ai ponti di frontiera Simón Bolívar e Francisco de Paula Santander, valichi ufficiali per chi proviene dal Venezuela, si assiste a una processione di persone cariche di bagagli dirette in Colombia insieme ai propri familiari. Sul versante colombiano del confine, ci sono lunghe file davanti agli uffici immigrazione presso i quali viene registrato l'ingresso nel paese. Da qui, molti si dirigono nelle varie città o in paesi diversi della regione. Infatti, in prossimità del Puente Simón Bolívar qualche mese fa sono stati istituiti terminal di trasporti internazionali. Qui, pagando intorno ai 350 dollari, si possono prendere autobus diretti in Perù, Cile ed Equador.

In questi ultimi mesi, sono vissute sotto il ponte Francisco de Paula Santander circa 500 persone appartenenti alla comunità indigena binazionale degli Yukpa. Avevano lasciato la loro terra per cercare di ottenere prestazioni mediche e aiuti alimentari di cui mancavano per la nota crisi venezuelana. Attualmente, il JRS Colombia Norte de Santander offre assistenza umanitaria e prestazioni mediche agli Yukpa, che comunque mancano di protezione perché lo stato colombiano non riconosce la loro doppia nazionalità.

Tra i tanti problemi di salute, nella comunità si sono già registrati focolai di tubercolosi, disturbi gastrici e malnutrizione. Con il sostegno della Colombia, la situazione della comunità è stata portata all'attenzione della Commissione interamericana dei diritti umani (IACHR), con la richiesta che siano adottate misure precauzionali a tutela di questa popolazione indigena, e si assuma nei suoi confronti un atteggiamento differenziato in fatto di esigenze primari.

Tra il 2016 e il marzo 2018, il JRS Colombia ha servito inoltre 7.000 persone costrette ad emigrare dal Venezuela. Gran parte di questi migranti necessitava con urgenza di assistenza umanitaria per problemi di salute, bisogno di farmaci e aiuti alimentari. Nel lavoro del JRS Colombia, viene data priorità alle donne in gravidanza o che allattano, ai malati cronici, ai minori non accompagnati, alle famiglie monoparentali e agli anziani. Contestualmente, il JRS Colombia ha fornito consulenza legale specifica sul rischio di apolidia o in materia di conferma della nazionalità. Si tratta di questioni legali di particolare serietà per le persone nate in Colombia da genitori stranieri che non abbiano regolarizzato il loro status di migranti. Infine, molti dei migranti hanno ricevuto attenzione e assistenza psicosociale nella fase di superamento del primo impatto della migrazione forzata e dei suoi effetti.

Allo stato attuale, il JRS Colombia è in stretto contatto con le autorità e le agenzie umanitarie per ottenere che sia data una più ampia visibilità alla crisi umanitaria del Venezuela e per sollecitare un maggiore impegno da parte dello Stato colombiano in fatto di protezione dei migranti forzati in tutto il paese.

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Press Contact Information
Martina Bezzini
martina.bezzini@jrs.net