I progetti nei Afghanistan


Afghanistan
L'Afghanistan ha alle spalle decenni di conflitti armati e instabilità politica che hanno costretto milioni di persone alla fuga nei paesi confinanti, in particolare nel Pakistan e in Iran. Eppure, a dispetto delle violenze sempre ancora in atto, negli ultimi dieci anni quasi sei milioni di rifugiati sono rientrati nel paese. Molti si sono diretti nella popolosa città di Kabul, insediandosi in tende ed edifici pubblici, dove vivono in condizioni di estrema povertà e scarso accesso a forme di assistenza da parte del governo e servizi educativi. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati incentra la propria opera nelle aree in cui non sono presenti altre ONG.

Il JRS ha iniziato a operare nella città di Herat nel 2005, fornendo servizi educativi a coloro che rientrano in patria nella fascia a ridosso del confine con l'Iran. In particolare, sta curando il ripristino dell'Istituto tecnico di Herat e va formando il personale docente incaricato dei corsi di elettronica e di progettazione edile. Il suo personale cura anche l'insegnamento di inglese e fisica agli studenti che si preparano all'insegnamento.

Nel contesto del programma "Each One, Teach Some", alla periferia di Herat il JRS mette a disposizione delle donne rifugiate corsi di lingua inglese, con la prospettiva che le giovani così formate in seguito trasmettano quanto hanno appreso ai bambini dei rispettivi villaggi. Organizza inoltre corsi intensivi destinati agli studenti di pedagogia, in modo tale che durante i mesi invernali, quando le scuole sono chiuse, possano dedicarsi all'istruzione dei bambini dei rispettivi villaggi di provenienza.

Per poter instaurare rapporti con altre zone remote dell'Afghanistan, il JRS ha impostato un progetto che mira a dare competenze che portino a instaurare strutture didattiche e fornire in seguito un'educazione di qualità. Oltre a curare sul posto laboratori di formazione per insegnanti e corsi presso istituti di istruzione superiore, gruppi di lavoro prestano assistenza finanziaria e di altra natura per l'edificazione di scuole e la fornitura di generi alimentari e materiale vario.

A dispetto della carenza di infrastrutture in Afghanistan, il JRS vi ravvisa l'opportunità di fornire un'educazione di qualità, formazione professionale e aiuti di emergenza a quanti ritornano nel paese, agli sfollati (IDP) e ai gruppi etnici minoritari che vivono a Kabul, Herat, Bamiyan e Dai Kundi, oltre che in villaggi delle zone circostanti.

Costituito nel 2009, il JRS in Afghanistan cura l'organizzazione di progetti di finanziamento e di formazione pedagogica che vedono interessati 150 tra docenti universitari e insegnanti rispettivamente presso l'Università di Bamiyan e la scuola di formazione di insegnanti sempre a Bamiyan. A ciò si aggiunga che a 350 bambini, in prevalenza femmine, che vivono in insediamenti per sfollati e orfanotrofi nelle zone circostanti Kabul, sono riservati corsi di lingua inglese.

Il JRS opera a Bamiyan fin dal 2007, e in tempi più recenti a Dai Kundi. Queste due remote province dell'altipiano centrale afghano dispongono di infrastrutture estremamente limitate e il tasso di analfabetismo della popolazione è allarmante. Qui il JRS incentra il proprio impegno nell'organizzazione di corsi di lingua e nella preparazione dei giovani all'esame di amissione all'università. Quasi 350 donne frequentano corsi pre-universitari di lingua inglese e informatica, oltre che di contabilità di base e gestione aziendale.



Asia Meridionale
Stan Fernandes SJ

southasia.director@jrs.net
+91 11 4310 4661; +91 11 4953 4106
http://jrssa.org

Il JRS Asia Meridionale è una delle 10 aree geografiche del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, un'organizzazione internazionale cattolica promossa dalla Compagnia di Gesù. L'ufficio regionale in Asia Meridionale assiste rifugiati buthanesi in Nepal, rifugiati srilankesi nello Stato indiano del Tamilnadu e sfollati interni in Sri Lanka.  I servizi comprendono: istruzione, corsi di formazione, programmi economici, servizi sanitari, supporto psicologico, centri di riabilitazione, programmi di sviluppo per le comunità e assistenza nelle emergenze.

India: la formazione in 'life skills’ aiuta i rifugiati a sostenere le proprie famiglie

Okkur, 29 maggio 2017 - Rishna aveva sei mesi quando con i  genitori e i due fratelli maggiori è fuggita da Jaffna, nello Sri Lanka devastato dal conflitto, e nel 1990 ha raggiunto la costa di Dhanushkodi nel Tamil Nadu. >>>

Sri Lanka: Un tributo agli anni di servizio

Colombo, 15 maggio 2017 - “Anche se era quasi paralizzato, padre Arrupe chiaramente voleva farmi una domanda, ma non riusciva a trovare le parole, così fratello Bandera, l’infermiere, gli portò carta e penna. Con la mano sinistra padre Arrupe disegnò tremante una mappa dell’India, poi l’isola accanto, a forma di goccia. Indicando l’isola mi chiedeva chiaramente: ‘Cosa sta facendo il JRS per aiutare le persone dello Sri Lanka?’” >>>

Intervista con p. Varkey Perekkatt SJ: dare voce ai rifugiati bhutanesi

Roma, 5 dicembre 2016 - P. Varkey Perekkatt SJ, ex direttore sul campo del JRS nel Nepal, crede che sia stata l'educazione a consentire a più di 100.000 rifugiati bhutanesi di essere reinsediati e trovare un future migliore. >>>

Lo Sri Lanka aderisce al trattato contro le mine antipersona, un passo importante verso soluzioni durevoli

Roma, 9 marzo 2016 – A sette anni dalla conclusione del conflitto che ha imperversato per 26 anni, il 3 marzo 2016 lo Sri Lanka ha deciso di aderire al trattato per la messa al bando delle mine antipersona, noto anche come Convenzione di Ottawa. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) plaude a questa iniziativa che vede come un primo passo importante verso soluzioni durevoli in favore di quanti hanno subito gli effetti della guerra e le conseguenti violenze. Le province settentrionale e orientale dello Sri Lanka sono state pesantemente infestate da mine terrestri e ordigni esplosivi a causa del conflitto, e nel paese è già all'opera un certo numero di organizzazioni che si occupano di bonifica. >>>

Nepal: i gesuiti rispondono al terremoto

Roma, Washington DC, 30 aprile 2015 – Il terremoto di magnitudo 7,8 che sabato scorso ha colpito il Nepal ha provocato la morte di più di 5.000 persone, 10.000 feriti, migliaia di senzatetto, e un numero imprecisato di persone isolate in villaggi lontani. Stando all'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle NU, man mano che gli operatori umanitari e i gruppi di soccorso arriveranno nelle aree più remote vicine all'epicentro del sisma, le cifre sono destinate ad aumentare. >>>






Australia
Cambogia
Indonesia

Singapore
Thailandia
Etiopia
Kenya
Sud Sudan
Uganda
Belgio

Francia
Germania


Irlanda
Italia
Macedonia
Malta
Portogallo
Romania
Slovenia
Svezia
Regno Unito
Colombia
Ecuador
Venezuela

Giordania
Libano
Siria
Turchia
Afghanistan
India
Nepal
Sri Lanka
Angola
Malawi
Sudafrica
Zimbabwe
Canada
Stati Uniti
Camerun
Repubblica Centrafricana
Ciad